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Copywriting nell’era del web

Sei, come me, interessato ad allenare la capacità di scrivere per persuadere?

Il Copywriting – ritenuta giustamente un’arte e una scienza al tempo stesso – è soprattutto l’abilità dello “scrivere per farsi leggere”.

Di fatto, una delle sfide più grandi che i professionisti della comunicazione su web (e non solo) affrontano ogni giorno per destreggiarsi nella cosiddetta “Era dell’attenzione”.

Ho scritto qualche tempo fa un’analisi per il blog di Cultur-e, un diario collettivo di un gruppo di professionisti dei new media, che raccoglie le opinioni e le analisi di chi lavora nel campo della comunicazione digitale.

In questo post parlavo di chi sono i copywriters, di quali attitudini devono possedere e di come la loro attività debba suscitare una curiosità istintiva in chi legge.

Ti ripropongo il testo di questo mio articolo perché – a mio avviso – imparare a utilizzare il copywriting per promuovere la tua attività in modo etico è di notevole importanza per la tua professione.

Una competenza che fa la differenza.

Wikileaks, scrivere documenti che cambiano il mondo

Nella vicenda Wikileaks, al di là dei contenuti – il cui giudizio spetta ai notisti politici e ai commentatori di scenari internazionali – sorprende lo stile con cui il Dipartimento di Stato americano (l’equivalente del nostro ministero degli Esteri, oggi diretto da Hilary Clinton) si è espresso nei confronti dei leader politici di mezzo mondo.

Qualche esempio? Putin è definito come un “maschio dominante”, un vero “alpha dog”. Sarkozy un imperatore senza vestiti, permaloso e dispotico. La cancelliera Merkel? Poco creativa e refrattaria ai rischi. E così via per svariati personaggi… Leggi tutto

Il traduttore di Google gioca brutti scherzi

Ormai avrai imparato che in Rete esiste la scrittura “vincente” – quella di qualità, professionale, efficace, curata nei dettagli da chi deve scrivere per lavoro o fa il mestiere di giornalista e copywriter – e quella che fa acqua da tutte le parti, automatizzata, non originale, sterile.

Scrivere email, soprattutto di marketing con fini commerciali, è un’abilità che va imparata e allenata, e di cui tratteremo in un prossimo post.

Per contro, ricevere ogni giorno quintali di spamming generato meccanicamente da qualcuno che usa il traduttore di Google ci fornisce, involontariamente, un campione negativo di come potrebbe degenerare il web se nessuno si mettesse a coltivare l’arte della scrittura professionale.

Vuoi un esempio? Leggi una delle email che ho ricevuto oggi nella mia casella di posta. È anche l’occasione per farti quattro risate… Ovviamente i refusi sono originali!


Come non scrivere un’email

Buon Giorno!

Abbiamo  esaminato il vostro  CV sul sito di cerca di lavoro. Vogliamo offrirvi un lavoro.

Quest’ non e  un lazzo, quest’e una offerta reale e  importante per Lei. Leggi tutto

Scrivere per il web: 3 domande prima di iniziare

Prima di iniziare a scrivere è sempre utile organizzarti le idee per elaborare contenuti chiari e rendere la comunicazione efficace e comprensibile. Di solito, invece, la fretta e l’abitudine ti fanno saltare a piè pari questo passaggio, come se ci dimenticassimo del fine ultimo: farsi capire.

Il risultato sarà un testo pieno di “buone intenzioni”, ma confuso e poco comprensibile. Al momento di cominciare, è bene quindi farti alcune semplici domande: Leggi tutto

Scrivere uno spot: il caso degli orgasmi elettorali

Il linguaggio dei pubblicitari è un buon modello per imparare a scrivere in modo persuasivo.

In questo post analizzerò il caso di un paio di video elettorali spagnoli che stanno facendo molto parlare di sé a causa delle forti allusioni sessuali contenute nei due spot.

In chiusura ti inviterò ad allenare la tua scrittura professionale, cimentandoti con una breve stesura del soggetto di uno spot.

Il confine col cattivo gusto

Quando una campagna emerge dall’anonimato, analizzare il lavoro dei copywriter ci può fornire nuovi spunti per rendere unico il nostro messaggio e distinguerlo tra le nebbie del politicamente corretto. Ma il confine col cattivo gusto va tenuto sempre a debita distanza. E in questo caso si è rischiato lo sconfinamento. Leggi tutto

Come non scrivere una email (semiserio)

Per i prossimi giorni ho in lavorazione un post più corposo che contiene consigli per te su come scrivere un’email, specialmente in chiave marketing.

Ora però, prendendo spunto da svariate email personali e trovate in Rete, ti sottopongo una breve lista di suggerimenti su come non scrivere un’email:

L’oggetto misterioso

Evita come la peste parole generiche che devono essere interpretate dal destinatario. Nell’oggetto di un’email, singoli termini come

  • consiglio
  • aiuto!
  • dubbio
  • contatto
  • brochure
  • progetto

non sono immediatamente comprensivi e potrebbero far saltare i nervi al nostro interlocutore. Meglio un oggetto che contenga la sintesi del tuo messaggio:

Scrittura è passione. E allenamento

Sei d’accordo anche tu che sarebbe ora di insegnare ai ragazzi nelle scuole la “scrittura efficace“? Perché la lettura è materia di studio sì e la scrittura no?

Da bambini abbiamo imparato a leggere, ci hanno fatto acquistare quei bei libri con tante storie e illustrazioni colorate… Era un’ottima distrazione rispetto ai pesanti sussidiari, pieni zeppi di nomi da ricordare, date e formule geometriche.

I nostri maestri ci hanno – chi più, chi meno – trasmesso la passione per la lettura, e poi per la letteratura quando siamo andati alle scuole medie e superiori. E con la scrittura invece? Leggi tutto

Il primo post non si scorda mai

Piove, ma a me sembra ci sia il sole.

È come quando ti nasce un figlio. Per il primo post si è più attenti, riguardosi. Gli si vorrebbe dare tutto, ma per paura di fare torto agli altri, non lo vizierai più di tanto.

Il secondo già lo vedo, furbetto, che spunta dietro l’angolo…

La scrittura è un modo fantastico per mettere ordine nei propri pensieri. Se poi tocca scrivere per lavoro, allora fare chiarezza diventa una necessità, una piacevole abitudine.

Penso alla mia attività di giornalista: quante pagine, righe, parole, battute avrò scritto negli ultimi 25 anni…? E dove sono finite? Chi le avrà lette, cosa avrà pensato?

Tranquillo. Bevici sopra un po’ di caffè. Magari d’orzo.