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Oggi tutti vendono, te ne sei accorto?

Da giornalista voglio segnalarti un buon esempio di linguaggio persuasivo. Da qualche tempo sono un lettore – piuttosto discontinuo – del settimanale Vanity Fair. È scritto bene (ci sono ottime penne come Gad Lerner, Enrico Mentana, Daria Bignardi, Pino Corrias, Fabrizio Rondolino e Giorgio Dell’Arti, solo per citare i miei preferiti).

Oltre a questo, ci sono idee originali alle spalle, la lettura non è mai banale. Sono loro ad aver inventato il tempo di lettura alla fine di ogni articolo: a parte in spiaggia, dove uno ha molto tempo, è uno stratagemma utile per dare una priorità alle pagine da leggere.

Sono sempre loro – e molti hanno poi copiato – ad aver dato un taglio particolare alle interviste. Ovvero il giornalista racconta al lettore il suo backstage. Dove ci siamo visti con il personaggio da intervistare, cosa stava facendo in quel momento, come era vestito, cosa ha detto fuori dai microfoni, e così via. Uno sguardo dietro alle quinte che ci piace.

Oltre alla sbirciatina al retroscena, Vanity Fair “vende” bene il suo prodotto soprattutto con la titolazione. E di questo ti parlo anche se non sei giornalista, ma ti occupi di scrittura che deve informare e anche persuadere alla lettura (per comunicare un progetto, un prodotto, un blog, un servizio, eccetera).

Titoli persuasivi

I titoli, e soprattutto i sommari, sono la mia passione. C’è spesso un doppio senso, ma soprattutto un dettaglio curioso dell’intervista estrapolato dal contesto e piazzato in prima pagina che stuzzica la curiosità in maniera irresistibile.

Qualche esempio?

Checco Zalone: ieri sera sono svenuto
L’ansia da prestazione può fare brutti scherzi: al ristorante, a una convention Mediaset, accanto a Pier Silvio Berlusconi. Oppure in pizzeria davanti a una scolaresca.

Non ti viene voglia di leggere cos’è successo??

Altro esempio:

Sia benedetto l’uccellino di Del Piero
Cristina Chiabotto si sente fortunata. Anche in amore (ma per sposarsi s’è messa in testa un “trucco”)

Anche qui, a parte il riferimento all’uccellino di Del Piero, vogliamo sapere che trucco si è messa in testa…

Ultimo esempio:

Giustizia non è fatta (e Luca non è morto)
Lo sfogo della madre del tassista ucciso a Milano

In che senso Luca non è morto?

Ultimissimo, un po’ frivolo:

Mister e Miss Trump: chi ha le gambe più belle?

Dunque, occhio attento a Vanity Fair. E se non vuoi comprarlo in edicola (costa solo 1 euro e 50) puoi sempre leggerlo sul web.

Comments

anna
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non credo siano stati loro i primi a scrivere i retroscena di un’intervista, forse hanno preso spunto dalla grande penna di oriana fallaci; le sue interviste iniziavano proprio così: con un racconto descrittivo.

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