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La scrittura in Rete: titoli e testi efficaci

In un post di qualche giorno fa, ti parlavo di come organizzare le idee per elaborare contenuti chiari e rendere la comunicazione efficace e comprensibile.

Ora invece passiamo alla scrittura di una generica pagina in Rete.

Intanto partiamo da una semplice considerazione: visto che un contenuto web si legge attraverso lo schermo di un computer, la modalità di lettura di un sito sarà ovviamente diversa da quella con cui si scorre un volume cartaceo, una rivista o un quotidiano.

Pensaci bene. Quando sei davanti a uno schermo, come in questo momento, è probabile che il tuo occhio dia istintivamente uno sguardo in generale sull’intera pagina visualizzata. La prima cosa che ti attira non sono le foto, ma i titoli testuali, per poi passare alle porzioni di testo meglio evidenziate.

Se guardassimo la traccia lasciata dal tuo occhio sullo schermo, vedremmo una scia che inizia dalla zona in alto a sinistra, per poi scendere verso il basso di solito in diagonale, e risalire infine verso destra.

Ecco perché una pagina in Rete ben strutturata e organizzata è più invitante da leggere.

Vediamo ora qualche regola semplice su come scrivere in maniera efficace un titolo e un testo. In un post successivo ti parlerò poi di come usare i link in modo produttivo.

Scrivi un titolo accattivante e intuitivo

Sul web, la lettura spesso è affrettata e disattenta. Lo sanno bene gli addetti ai lavori – pubblicitari e giornalisti in primis – che metà del lavoro è già fatto se il titolo (o lo slogan) è indovinato, se colpisce nel segno.

Posso confermarti che il titolo è considerato una vera e propria “porta d’ingresso” al testo. Per essere valido ed efficace, un buon titolo in Rete deve possedere due elementi distintivi:

•    essere attraente così da stimolare una persona a leggere il resto
•    far capire rapidamente a chi legge se la pagina contiene le informazioni ricercate

Qualche esempio?

Titolo per un giornale:

Carla e Sarko in India, con la suocera

Come si fa a resistere? La tentazione di andare a leggere i particolari è davvero forte…

Titolo per un blog:

3 modi per mantenere alta la motivazione

Anche qui, un titolo del genere ti invita ad andare a scoprire i 3 modi per…

Non dimenticare il sottotitolo

Anche detto “sommario”, il sottotitolo è essenziale perché fa da collante tra il titolo vero e proprio e il testo sottostante. Di fatto è una sorta di guida alla lettura di un intero articolo.

Nel sommario, così come nel titolo, la tendenza è di leggere le prime parole. Un esercizio, questo, preferito anche dai motori di ricerca. È bene quindi concentrarsi su un sommarietto che vada subito al punto, senza divagazioni inutili.

Non è male se titolo e sottotitolo formano visivamente un blocco unico: stesso font e senza spazio tra uno e l’altro. Esempio:

Assange: “Se Obama sapeva, si dimetta” (grassetto corpo 10)
Intervista del Pais via chat al fondatore del sito che ha rivelato i cablo riservati della diplomazia Usa (normale corpo 9)

Rendi il testo organizzato e nitido

Per migliorare la leggibilità di una pagina, ed evitare l’effetto “muraglia di parole”, ti consiglio di:

•    far respirare il testo dividendolo in blocchi brevi, ovvero paragrafetti separati da una doppia spaziatura
•    usare l’impaginazione a sinistra, considerata la più leggibile dagli esperti di usabilità
•    usare gli elenchi puntati come questo (che dopo “La vertigine della lista”di Umberto Eco e il programma “Vieni via con me” di Fabio Fazio, stanno vivendo un momento di grande celebrità…)

Presenta il tuo testo in maniera chiara e comprensibile

Oggi succede più di rado. Fino a pochi anni fa c’era qualche webmaster che si ostinava a utilizzare font poco leggibili su schermo, come il Times New Roman. Va bene che il Times è il font “classico” e cartaceo per eccellenza (quello dei romanzi Einaudi, tanto per capirci) ma per la tua pagina web – specie se è un blog, dove il tono richiama alla familiarità – il carattere scelto dovrà essere un Arial o un Verdana, che risultano leggibili anche a piccole dimensioni (9 o 10 punti).

Vuoi usare un font con le grazie? I caratteri graziati sono quelli che hanno delle particolari terminazioni alla fine dei tratti delle lettere. Gli antichi romani li usavano per scrivere sulle lapidi, dove era molto difficile scalpellare nel marmo angoli di novanta gradi necessari a terminare le aste (questa cosa la so perché l’ho letta su Wikipedia, non perché abbia lavorato come scalpellista per le pompe funebri…)

In termini tipografici, i caratteri senza grazie vengono invece chiamati ‘bastoni’, ‘lineari’ o ‘sans-serif’ (dal francese sans, “senza”).

Se intendi, dunque, utilizzare un font con le grazie puoi scegliere il Georgia o il Tahoma. Puliti, ordinati, con le lettere che respirano tra di loro e non si impastano.

Come evidenziare all’interno di un testo web

Spesso sui giornali, ma anche nei romanzi, per evidenziare una parola si utilizza il corsivo. Corsivo che è usato anche per citare titoli di opere (libri, film, canzoni).

Quando ancora si scriveva a mano con carta e penna (divagazione: concedetevi ogni tanto l’esercizio liberatorio e artistico di scrivere una pagina di quaderno o di bloc-notes con la vostra penna a sfera. E poi guardate quanta emozione rimane sulla carta…) quando – stavo dicendo – si scrivevano appunti o lettere con la penna biro o la stilografica, per evidenziare una parola si usava sottolinearla. Si dice anche nel linguaggio parlato: “voglio sottolineare questo concetto…”.

Sul web il corsivo e la sottolineatura non funzionano granché.

•    Meglio usare il grassetto (come sto facendo in questo blog)
•    Oppure in alternativa il colore, ma senza esagerare please!

Ricordati che il colore blu è associato ai link ipertestuali (che di recente non vengono più neppure sottolineati). Dunque, attenzione a non fare una marmellata di colori…

Ricapitolando:

•    riduci o evita il corsivo (si legge male sullo schermo)
•    in qualche sito il sottolineato si può confondere con un link ipertestuale
•    anche il MAIUSCOLO è poco usato: non solo perché è come se stessi gridando, ma oltretutto l’occhio fatica a distinguere bene le singole lettere

Come usare bene i link ipertestuali

Questo lo vedremo in uno dei prossimi post. Anche perché una regola fondamentale è: non fare articoli troppo lunghi 🙂

Ora tocca a te

Il post era in effetti un po’ più lungo rispetto ai precedenti, ma riassume i punti essenziali che ti possono aiutare a strutturare una pagina web.

Penso soprattutto a chi deve scrivere un testo di presentazione per la propria impresa o organizzazione.

Spesso è dalla prima pagina, anzi dal titolo, che si cattura il lettore.

Dopodichè, più il testo sarà scorrevole e chiaro, più le persone ti leggeranno.

Tienimi aggiornato e buon lavoro!

Comments

Ilaria Cardani
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I blogger americani che scrivono di blogging danno molta importanza ai titoli sotto forma interrogativa (titoli domanda) che in sé contengono la soluzione a un problema del lettore: “E se tu scoprissi come si scrivono titoli a domanda davvero efficaci e che attraggono sul serio l’attenzione del tuo lettore?”

In Italia mi pare che siano davvero poco usati.

Che ne dice di parlarne una prossima volta?

Grazie e complimenti per il blog. 🙂

Alessandro
Reply

Ti ringrazio molto Ilaria per i complimenti e i suggerimenti…

In verità, il tuo ottimo e chiaro blog “La persona giusta” è stato uno dei miei punti di partenza per concepire e strutturare il mio blog “Scrittura Vincente!”

Compresa la guida gratuita, un efficace esempio di prodotto 🙂

Un saluto, alla prossima.

Ilaria Cardani
Reply

Oh, grazie! Molto gentile e molto generoso.

Elisa
Reply

Consigli preziosissimi e spiegati in maniera estremamente chiara.

Alessandro
Reply

Grazie mille Elisa! 🙂

Alessandro
Reply

Sono pienamente d’accordo con i consigli di web writing dell’articolo. Chi li applica otterrà notevoli vantaggi comunicazionali e risultati pratici. Molto ben fatto!

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