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Scrivere per farsi leggere: la famosa regola anglosassone delle 5 W

Sei alle prese con articoli da scrivere per il tuo blog? Stai lavorando ai contenuti di un sito o devi preparare una presentazione di lavoro che abbia un testo introduttivo?

Saprai certamente che la difficoltà maggiore è quella di riuscire ad attirare l’attenzione di chi deve leggere ciò che stai scrivendo. La vera prova è convincere il tuo pubblico ad andare oltre il titolo e le prime righe.

Tutti noi abbiamo poco tempo da dedicare alla lettura, e quel poco tempo è spesso frammentato e contaminato da mille attività. Ecco allora che alcune buone vecchie regole giornalistiche tornano utili, più che mai nell’era del web.

In questo post ti parlerò delle famose 5 W di stampo anglosassone (who, what, when, where, why), anche note come il modello della piramide rovesciata.

Si parte dall’alto con l’informazione più importante, esposta in poche parole, per poi scendere via via verso il basso, con frasi più ampie e dettagli sempre più approfonditi.

Agli antipodi delle 5 W

All’opposto della regola delle 5 W c’è la narrazione classica – quella dei romanzi e delle tradizionali sceneggiature – dove la trama scorre lentamente, con tanto di necessarie attese e sorprese dietro l’angolo.

In ogni storia che si rispetti, tutto si chiarisce e si risolve solo nel finale. Le narrazioni più coinvolgenti sono quelle che, a seconda dei casi, ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso o ci lavorano dentro e riemergono alla mente nelle ore o nei giorni successivi.

Tutto questo secondo il classico schema così ben descritto da uno dei più bei libri che io abbia mai letto: Il viaggio dell’Eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e cinema (Dino Audino editore).

La piramide rovesciata

Torniamo al nostro articolo. La parte più importante di un pezzo è l’inizio, che in gergo si chiama “attacco”. Se è ben scritto, il lettore deciderà di andare avanti. L’attacco è come la vetrina del tuo negozio: deve esporre il meglio di ciò che si trova all’interno e convincere il cliente a entrare.

Le 5 W racchiudono i 5 pilastri principali di una notizia: chi, cosa, dove, quando e perché. L’attacco deve perciò saper cogliere – è qui che molti cadono – gli elementi più importanti della notizia, esponendoli in forma brillante ma senza ridondanze. Esempio:

Un ragazzo di 16 anni si è impiccato in un locale del condominio dove si trova l’abitazione dei genitori ad Albissola, nel levante savonese. Il corpo del ragazzo è stato trovato stamani dal padre che lo cercava da qualche giorno. Secondo quanto appreso, il giovane aveva già tentato di uccidersi con i barbiturici qualche mese fa.

Se fai l’analisi di queste poche righe, scoprirai che i 5 elementi ci sono tutti.

La storia delle 5 W

Secondo gli storici, la regola risale all’epoca del telegrafo. Nelle grandi praterie americane la linea cadeva in continuazione: dunque i giornalisti dovevano essere certi che la notizia arrivasse completa prima degli altri.

Per essere sicuri, il primo invio era quello essenziale: i 5 elementi dovevano stare tutti racchiusi nelle prime righe. Nessuna suspence, il lettore doveva capire subito. Oggi i colleghi delle agenzie di stampa lavorano in parte ancora così.

Il primo lancio di una notizia viene dato con poche righe, a volte anche una sola, dove è racchiusa la massima sintesi. Questo consente di battere i concorrenti sul tempo. Poi, a distanza di qualche minuto, iniziano ad arrivare gli altri dettagli.

Non applicare in modo rigido

Nei giornali moderni, così come nei siti web informativi o nei blog, il titolo è corredato da lunghi occhielli e sommari e che forniscono al lettore le 5 W prima che inizi a leggere il pezzo. Un attacco che segue rigidamente la regola rischia quindi di essere una noiosa ripetizione degli elementi del titolo.

Ricorda le fasi essenziali della piramide rovesciata:

  • Titolo
  • Sottotitolo
  • Attacco brillante (con le 5 W)
  • Particolari più importanti
  • Nuovi dettagli
  • Testimonianze, dichiarazioni
  • Dati, dettagli secondari
  • Link di approfondimento

E ora tocca a te!

Nel tuo prossimo articolo comincia ad applicare le informazioni di cui abbiamo parlato. Oppure rielabora un pezzo o una serie di post del tuo blog, facendo attenzione a quella che reputo la regola più efficace di tutte:

Non costringere il tuo lettore ad arrivare fino in fondo al pezzo per sapere cosa è successo di importante

Comments

nicoletta
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ottimo articolo, molto utile e per niente ovvio. Dà anche ulteriormente da pensare, come ad esempio “dire tutto senza dire tutto”, ovvero lasciare sempre qualcosa di cui non vengono dati dettagli, per “la prossima volta”. Grazie! 🙂

Ilaria Cardani
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Infatti, quando si è sintetici ed esaurienti insieme si viene definiti “telegrafici” :).

Utile la vecchia regola della 5 W, assolutamente.

Ma ancora più utile quella della piramide rovesciata almeno per chi, come me, tiene un blog dedcato alle relazioni.
La mia urgenza personale, ogni volta che scrivo è trasmettere quanto più rapidamente ed efficacemente una singola idea importante, senza confondere il lerttore e senza prendere troppo del suo tempo.

Luca Taverna
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Sempre prezioso. Mi sa che me lo rileggo per bene perché per un coach scrivere per farsi capire è fondamentale. Figurati nella vendita!

Grazie

Alessandro
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Grazie mille Luca!

Buona rilettura 😉

Cornetta Maria
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Uno scrittore di talento sa rendere interessanti anche le banalità e la regola che deve rispettare è solo una: ricordarsi che l’arte è la massima espressione della libertà e qualunque tentativo di ammaestrarla, è sempre fallimentare. Io seguo l’istinto creativo , la creatura che vive dentro di me, la fonte spontanea d’ispirazione. Se un racconto piace a me, riuscirò a trasmettere questo entusiasmo anche a chi legge: a me è sempre accaduto. La regola di non avere regole, nel mio caso, ha funzionato. Gli strumenti tecnici (ovvero la conoscenza approfondita della lingua) sono gli unici dai quali non si può prescindere. E’ la mia personale opinione.

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