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Scrivere un progetto per il web / ultima parte

Come procede il lavoro sulla scrittura del tuo progetto?   🙂

Nei due post precedenti dedicati a questo tema di centrale importanza, ti parlavo degli elementi preliminari che concorrono alla stesura vera e propria del piano editoriale.

Abbiamo visto le domande che devi farti sulla funzione del tuo sito/blog, l’importanza di definire il target, la tipologia di pubblico che potresti avere e l’analisi di benchmarking per definire lo scenario. Poi abbiamo ragionato insieme sulle tipologie di siti, sugli obiettivi di comunicazione, sul posizionamento e sui punti di forza che contraddistinguono il tuo sito.

Bene. Ora conosci tutti gli ingredienti principali per cucinare il tuo documento di progetto.

Di fatto, la stesura del piano è l’equivalente di una ricetta che mette insieme tutto ciò che abbiamo già visto insieme.

Il piano editoriale è il “cuore pulsante”

Prima di entrare nel dettaglio, vorrei passarti una sensazione che ho vissuto per esperienza diretta durante il mio lavoro di consulente per la comunicazione web di grandi aziende italiane.

Molti, tanti, sottovalutano l’importanza del piano editoriale!

Diversi responsabili di settore trascurano l’efficacia di un documento che invece mi sento di considerare il vero cuore pulsante dell’intera operazione. Il piano editoriale non è infatti – come qualcuno pensa – un’accozzaglia di concetti informatici e grafici che descrivono la struttura fisica del sito.

Il piano editoriale è una sorta di sceneggiatura del tuo sito. È un documento che racconta quali sono i migliori contenuti scelti per parlare con il pubblico a cui siamo interessati a rivolgerci.

Hai presente la sceneggiatura di un film?

Ti faccio pensare per un attimo alla produzione di un bel “filmone”. Sceglilo tu: può essere uno molto divertente, romantico o d’azione. L’importante è che ti abbia fatto vivere delle belle sensazioni.

Ecco, considera che quel film – che tu hai felicemente visto accomodandoti in una poltrona di una multisala cinematografica, o beatamente sprofondato sul divano di casa – è comunque un prodotto artistico cresciuto nel tempo e che prima di diventare pellicola, ha seguito un percorso dai contesti molto diversi e integrati fra loro.

Inizialmente è diventato una storia scritta su carta. Gli sceneggiatori e il regista hanno infatti passato insieme diverse settimane, durante le quali hanno immaginato – pezzo dopo pezzo, scena dopo scena – la trama del film.

Ma se avessero scritto tutte queste belle idee su un malloppo di paginette destrutturate, pensi che avrebbero raggiunto ugualmente il loro scopo? Pensiamoci insieme: qual è il loro scopo?

Intanto quello di farsi finanziare il film. Dunque il documento – in questo caso, la sceneggiatura – deve essere scritta con una struttura chiara, leggibile ed efficace. Perché finirà sul tavolo del produttore, vale a dire la persona che deve sganciare i quattrini per sostenere l’intero progetto.

Attori, maestranze, creativi

In caso di approvazione – se avrai fatto un buon lavoro – la sceneggiatura/piano editoriale finirà allora nelle mani degli attori, dei direttori di fotografia, delle maestranze, di coloro che fisicamente contribuiranno a girare il film.

Lo stesso documento sarà però anche letto dai responsabili del marketing, dall’ufficio stampa, da chi si occupa della pubblicità: sono loro a dover decidere come valorizzare il tuo prodotto, quali sono i punti di forza per impostare la campagna di comunicazione.

Dunque, avrai capito quanto il piano editoriale sia un documento davvero importante. Capita lo stesso infatti anche in un’azienda, dove c’è chi si occupa editorialmente del sito, chi deve approvare economicamente il progetto, chi scriverà e pubblicherà i contenuti, chi aiuterà a promuovere e veicolare i messaggi.

L’indice del piano editoriale

Vediamo ora quali caratteristiche sono funzionali alla stesura di un documento di progetto. Il piano editoriale è un documento word contenente le indicazioni che riassumono:

  • che tipologia di portale si vuole creare o di cui operare il restyling
  • quali sono gli obiettivi di comunicazione da raggiungere
  • a quali target è indirizzata la comunicazione
  • quali sono i punti di forza sui quali puntare l’attenzione
  • con quale registro comunicativo si intende ottenere il risultato
  • la struttura del sito con lo schema dei servizi e dei contenuti da sviluppare
  • i ritmi di aggiornamento e il processo di governance del sito o portale


Nel capitolo 1 descrivi gli obiettivi del progetto
: quali sono gli obiettivi di comunicazione, i target a cui ti stai indirizzando, i punti di forza ed eventuali vincoli operativi (sicurezza dei dati, privacy, piattaforma IT, accessibilitĂ , tipologia dei gruppi di lavoro interni e dei fornitori esterni).

Nel capitolo 2 parla del modello di comunicazione: quanto e come il tuo sito rispetta i requisiti di accessibilità e usabilità, lo stile grafico, il modello di navigazione (con una flowchart almeno dell’homepage) e alcune considerazioni sullo stile linguistico che vuoi adottare (tipologia di naming, linguaggio professionale/colloquiale, specializzato/divulgativo, sintetico/articolato, ecc). In questa sezione dedica qualche paragrafo anche alla scelta dei colori, del lettering, dell’iconografia (immagini, icone, disegni e altri elementi grafici), degli elementi multimediali (infografica, flash, video).

Nel capitolo 3 prepara uno schema dei contenuti e dei servizi. Con power point puoi utilizzare l’applicazione per gli organigrammi e creare una vera e propria alberatura a piramide, partendo dalla homepage e proseguendo con le sezioni di secondo e terzo livello. Oltre a questa chart gerarchica e riassuntiva, dedica alcuni paragrafi di word alla descrizione:

  • delle sezioni di contenuto
  • dei servizi on line B2C, B2B e di utilitĂ  (e-commerce, e-procurement, form interattivi, webmail, newsletter…)
  • dei servizi di comunitĂ  e web 2.0 (forum, chat, sondaggi, blog, wiki, widget, servizi di social networking…)

Nel capitolo 4 concludi con uno schema di governance che definisca le politiche di gestione del portale dopo la messa on line. Elenca i responsabili per ciascuna sezione di servizio e contenuto, le fonti per l’aggiornamento del portale, i ritmi di aggiornamento di ciascuna sezione.

Ora tocca a te

Molto bene. Ora hai davvero tutti gli elementi per fare un buon lavoro   😉

Ricorda che le puntate che hanno preceduto questo post sono queste:

Se hai necessitĂ  di ulteriori approfondimenti, puoi scrivermi dalla pagina dei contatti.

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