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Scrivere canzoni censurate: il caso Lady Gaga

Saprai che in Cina Internet è sottoposta a una stringente censura, che afferma di battersi contro i contenuti “volgari e illegali”. Ma che di fatto impedisce anche l’accesso ai siti dei dissidenti, degli esuli tibetani e uighuri e ai siti di comunicazione sociale come Twitter, Youtube e Facebook.

Di recente, con un comunicato ufficiale, il Ministero della Cultura cinese ha annunciato che entro il 15 settembre tutti i siti web musicali dovranno cancellare i brani e i video incriminati. Nella ”lista nera” delle 100 canzoni, ci sono brani di Lady Gaga, Beyoncè e dei Take That.

Le prime due, tra l’altro, erano state di recente inserite da Forbes nella classifica delle donne più potenti del pianeta: evidentemente nemmeno loro hanno tanta influenza da far cambiare idea al governo cinese…

La censura cinese ha colpito tante canzoni, di artisti anche molto diversi tra loro, perché ritenute “troppo volgari”, “di cattivo gusto” e “inadatte al pubblico asiatico”. La più censurata è proprio Lady Gaga: secondo il governo cinese, brani come The Edge of Glory, Hair, Marry the Night, Americano, Judas e Bloody Mary sono assolutamente da vietare.

Altri artisti che hanno subito la censura delle autorità di Pechino sono Katy Perry e i Back Street Boys, la cui canzone I Want It That Way, composta più di dieci anni fa, è tra quelle proibite.

Andrea Scanzi, su Il Fatto Quotidiano, riassume in maniera molto acuta e divertente la parabola dell’artista americana, nel suo articolo: Lady Gaga: perché sei così potente?

Ecco alcuni passaggi chiave del suo pezzo:

È bruttina, si veste come una daltonica compulsiva e dimostra di avere le idee molto confuse. Musicalmente, almeno. Si dichiara ammiratrice del pop, su tutti David Bowie e Freddie Mercury, ma da loro ha preso giusto il gusto deteriore per kitsch e barocco.
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Dal 2008, anno d’uscita di The Fame, Lady Gaga spopola e i paragoni con Madonna, anch’essa di origini italiane (l’anagrafe recita Stefani Joanne Angelina Germanotta), si sprecano. Era facile offuscare la reazionaria Britney Spears, per cui ha scritto a inizio carriera Quicksand, oppure Paris Hilton, frequentatrice come lei del cattolicissimo Convento del Sacro Cuore di Manhattan. Molto più arduo ridimensionare Madonna, eppure c’è riuscita.
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La mestizia qualitativa di Madama Germanotta è tale che vien quasi da dare credito alla tesi – perorata da svariati blogger – secondo cui Lady Gaga “sarebbe un fantoccio nelle mani degli Illuminati, i quali la starebbero usando per assumere il controllo delle menti dei suoi fan” (dal sito “Occultismo e controllo mentale”).
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È recente la notizia che la Cina ha censurato cento canzoni occidentali. Tra queste, ben sei sono di Lady Gaga. Indurre il regime cinese a compiere azioni condivisibili è impresa che ha visto sconfitti tutti, Premi Nobel e studenti pacifisti, ma Madama Germanotta c’è quasi riuscita. Brava (almeno in questo).

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