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La storia del copywriter che lavorò per l’outlet del funerale

Hai presente gli outlet? Sì, intendo proprio quei centri commerciali specializzati nella vendita al dettaglio di prodotti di marche famose… Sei forse abituato a visitarne uno ogni tanto, magari con la famiglia o il fidanzato/a?

Avrai iniziato a notare, già dall’esterno della struttura, come lo sforzo dei pubblicitari sia particolarmente intenso: cartelloni semoventi, hostess affascinanti, spazi commerciali in grande spolvero e prodotti resi unici dalla qualità degli slogan promozionali.

Tutto è concepito per richiamare l’attenzione di migliaia di acquirenti distratti, giunti fino a Valmontone, Soratte, Fidenza con il proposito di asciugarsi le tasche e tornare con capi da far invidia al vicino. Leggi tutto

Evviva le Pmi che puntano sulla qualità!

Sei un piccolo imprenditore alle prese con la concorrenza della globalizzazione? Ami la tua terra e i prodotti che rappresentano le tue radici?

Allora questa storia – narrata in un articolo di Chiara Beria di Argentine – può decisamente interessarti, perché parla di un’azienda del Salento che ha deciso di sfidare le multinazionali a colpi di qualità: qualità di prodotto, di brand, di marketing intelligente e di sistema aperto che comunica con il territorio.

Dietro una strategia di comunicazione c’è sempre la mente e la passione di qualcuno che ha a cuore il proprio prodotto. Leggi tutto

Poker sandwiches o Combo Hamburger: chi è il più persuasivo?

Non è facile – per molte persone – resistere al fascino delle slot machine e delle lotterie in generale. Se a questo, aggiungiamo l’abilità persuasiva di chi elabora le proposte di marketing, è il caso di dire: «Il gioco (d’azzardo) è fatto!».

Guarda cosa ho scovato questa mattina in zona Roma Sud: una nuova sala giochi-ristorazione, con tanto di promozioni “gastronomiche”. Così come avviene a Las Vegas e in molte città del mondo, dove c’è il casinò e dove i pasti sono praticamente gratuiti (tanto i soldi li recuperano in altro modo…). Leggi tutto

Ho scoperto di essere uno scanner. E ora mi diverto

Anche se nell’ultimo mese ho trascurato un po’ questo blog, ho il piacere di invitarti qualche minuto a sedere qui con me. Come direbbe il mio amico coach e maratoneta Giuse Montanari, a prendere un caffè insieme e ad aggiornarci sulle ultime novità.

ScritturaVincente ha superato un anno di vita e tra non molto si evolverà nei contenuti (e nella grafica), come tutti quelli che cercano una strada che assomigli il più possibile alle proprie corde emotive.

Se c’è una cosa che ho capito è che questa finestra digitale sulla scrittura professionale (ma anche sul personal branding e la comunicazione) è utile sia a te che la leggi con attenzione e con un occhio di riguardo, e sia a me che la aggiorno.

Mi spiego meglio. L’esperienza professionale mi ha convinto che la scrittura è tornata pesantemente al centro delle nostre vite. Con l’avvento dei social network, email, sms (e chi più ne ha, più ne metta) la parola scritta è uno strumento fondamentale per districarsi nelle relazioni personali e specialmente in quelle lavorative. È il biglietto da visita del nostro brand personale.

Attraverso la scrittura, ognuno di noi oggi comunica le proprie passioni, il bagaglio di creatività, la capacità di analisi e di sintesi, la presentazione della propria storia. Riesce a far ridere e a far piangere, a far emozionare e a convincere. A vendere le proprie idee e a lasciare un segno nelle persone che frequenta.

Questo blog non vuole essere soltanto una valigia di strumenti professionali. Scrivere in maniera vincente per me significa saper riscrivere la propria vita. Ed è quello che mi sta accadendo ormai da alcuni mesi a questa parte.

Come forse saprai, da qualche tempo ho ricalibrato il mio obiettivo lavorativo. Ho capito che era arrivato il momento di cominciare a farmi pagare per essere me stesso, per vivere la mia vita. Avendo constatato che la ricchezza non è garanzia di felicità, ho pensato che inseguendo i miei veri interessi sarei diventato più ricco di quanto avrei potuto mai diventare inseguendo il denaro.

La riflessione partiva da due spunti. Da una parte, la rivoluzione digitale ha mutato radicalmente l’aspetto del lavoro, favorendo sempre di più singoli e microimprese che creano prodotti innovativi per mercati di nicchia e attirano sostenitori che si scambiano questi prodotti fra loro.

Dall’altra, ho fatto un check-up delle mie attitudini personali e professionali (te lo consiglio almeno una volta l’anno), scoprendo alcune cosine interessanti per ciò che riguarda il mio atteggiamento nei confronti del lavoro.

  • Creatività, divertimento e gratificazione devono stare al primo posto. So che quando ci si dedica alle attività preferite si passa per egoisti. Ma è un mito da sfatare. Ogni volta che decidiamo di tacere e fare un passo indietro, accettando supinamente mansioni ostili e lasciando prudentemente da parte ciò che ci riesce meglio, facciamo un danno al nostro datore di lavoro, ai clienti, a tutti. E ovviamente a noi stessi. Quando afferriamo il coraggio a due mani, e ci dedichiamo a ciò che ci sta realmente a cuore, se non altro siamo di ispirazione per gli altri.
  • Non sono una creatura monodimensionale. Sinceramente, senza falsa modestia, sono giornalista ma anche consulente, coach e perché no formatore, blogger satirico e padre di tre figlie. So ispirare gli altri e incoraggiarli. So mettere in comunicazione le persone, aiutandole a scoprire risorse utili dentro se stesse. So mettere in risalto il meglio di un prodotto, di un’impresa, di un ambiente, di un giovane alle prime armi. Sono doti che mi vengono riconosciute e che ho deciso di riportare al centro del mio mondo professionale.
  • Nelle mie esplorazioni all’insegna della libertà, sono attratto da particolari che gli altri quasi non notano. Seguo percorsi che mi portano a toccare argomenti apparentemente privi di ogni legame tra loro, e che a volte sfociano in ambiti controversi di politica, arte, umanità. Sono uno scanner guidato dall’istinto verso la novità successiva. Senza saperlo, forse rifuggo le regole convenzionali di successo e ricchezza.

Starai pensando: che palle, questo che parla solo di sé. In realtà, condivido queste riflessioni per spronarti a fare anche tu la stessa cosa. Continua a seguire questo blog, apri il dibattito inviandomi i tuoi commenti e le tue idee.

Continueremo a parlare di scrittura professionale e copywriting – come si affronta un testo, un’email, un piano editoriale, un e-book, una presentazione e molto altro – di comunicazione politica e aziendale, di nuovi media e di strumenti tradizionali.

Ma useremo questo spazio anche per confrontarci sulla scrittura della nostra vita. Sul nostro personal branding.

Parleremo sempre più di cambiamento, di possibilità di mettere a frutto interessi e competenze ricavandone un reddito. Di lavorare divertendosi, trovando gratificazioni e opportunità di crescita. Di strategie per superare gli ostacoli e le paure.

In fondo non serve a nulla essere vivi se poi ci perdiamo in faccende di poco conto e di nessuno interesse.

Oggi ho deciso di autopromuovermi

Sarà l’aria del corso di Anthony Robbins – che sto per andare a frequentare in quel di Rimini – sarà la nuova stagione professionale che ho iniziato a intraprendere, fatto sta che oggi ho deciso di fare un po’ di autopromozione, di personal branding di me stesso (uso privato del mezzo privato…!!).

Questo anche per soddisfare la richiesta di molte persone che incontro, e con le quali si generano delle buone intese in termini creativi e professionali. Persone che, sapendo il mio background di giornalista e di trainer nel campo della formazione, vogliono sapere qual è la mia idea imprenditoriale e perché mi sto iniziando a muovere nel settore della crescita personale e del coaching legato alla comunicazione.

Da tempo lavoro come consulente per una web agency di Roma, ottima esperienza grazie alla quale ho acquisito una buona conoscenza delle dinamiche aziendali e della comunicazione in Rete, fattore questo strategico per qualunque organizzazione si muova sul mercato. Entrare nel vivo di una redazione web, anche quando si occupa di comunicazione aziendale invece che di informazione e di cronaca, l’ho sempre ritenuto un arricchimento professionale e culturale. Leggi tutto

Oggi tutti vendono, te ne sei accorto?

Da giornalista voglio segnalarti un buon esempio di linguaggio persuasivo. Da qualche tempo sono un lettore – piuttosto discontinuo – del settimanale Vanity Fair. È scritto bene (ci sono ottime penne come Gad Lerner, Enrico Mentana, Daria Bignardi, Pino Corrias, Fabrizio Rondolino e Giorgio Dell’Arti, solo per citare i miei preferiti).

Oltre a questo, ci sono idee originali alle spalle, la lettura non è mai banale. Sono loro ad aver inventato il tempo di lettura alla fine di ogni articolo: a parte in spiaggia, dove uno ha molto tempo, è uno stratagemma utile per dare una priorità alle pagine da leggere.

Sono sempre loro – e molti hanno poi copiato – ad aver dato un taglio particolare alle interviste. Ovvero il giornalista racconta al lettore il suo backstage. Dove ci siamo visti con il personaggio da intervistare, cosa stava facendo in quel momento, come era vestito, cosa ha detto fuori dai microfoni, e così via. Uno sguardo dietro alle quinte che ci piace. Leggi tutto

I 5 errori classici di una redazione web

Sul suo sito, il belga Jean-Marc Hardy – progettista  ed esperto di écriture web – elenca i 5 principali errori che ancora (in piena epoca 2.0) vengono compiuti da molte redazioni di siti internet.

I blocchi di testo

Non c’è nulla di più ributtante di un grande e fitto blocco di testo. Dai aria ai tuoi contenuti, movimentali con rubriche, video, immagini. Usa i menu laterali in maniera sintetica e incisiva.

Le brochure copincollate

Quando fai taglia e incolla, il tuo lettore se ne accorge immediatamente. I contenuti di fonte cartacea vanno adattati per la versione digitale. Parole d’ordine? Originalità, concisione, linguaggio personalizzato.

Il vuoto dei superlativi

“Il mio prodotto, è bellissimo!” Il mio servizio è fantastico!” Gli utenti fuggono uno stile promozionale a senso unico. Vogliono qualcosa di concreto. Meglio ancora se referenziato.

Introduzioni interminabili

“Benvenuti in questo nuovo sito che offre una panoramica della nostra gamma di servizi essenziali…” Blah Blah… Stop!

Gergo poco chiaro

Amministrativo, legalese, commerciale, medico-scientifico… Non funziona! Opta per un linguaggio semplice ma non semplicistico.

Merci, Jean-Marc 🙂

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Vuoi che il tuo blog apra un mondo?

Anch’io come te cerco di scervellarmi per mantenere vivo questo blog. L’idea è sempre quella di raccontarti qualcosa di me, del mio lavoro, della mia esperienza professionale. A volte amo condividere spunti interessanti che potrebbero aprire nuove porte sul nostro futuro.

Leggo sempre con grande piacere e attenzione ciò che scrive Luisa Carrada, mentore per molti di noi che utilizzano la scrittura per lavoro, oltre che per emozione personale.

Nel suo libro “Il mestiere di scrivere” c’è un capitolo che parla proprio dei blog professionali. Di luoghi che non sono più – come nei primi anni di internet – degli intimi diari personali. Parlo di blog che raccontano il mestiere delle persone con tecniche narrative, toni evocativi e tante piccole storie. Leggi tutto

Scrivere per farsi leggere: la famosa regola anglosassone delle 5 W

Sei alle prese con articoli da scrivere per il tuo blog? Stai lavorando ai contenuti di un sito o devi preparare una presentazione di lavoro che abbia un testo introduttivo?

Saprai certamente che la difficoltà maggiore è quella di riuscire ad attirare l’attenzione di chi deve leggere ciò che stai scrivendo. La vera prova è convincere il tuo pubblico ad andare oltre il titolo e le prime righe.

Tutti noi abbiamo poco tempo da dedicare alla lettura, e quel poco tempo è spesso frammentato e contaminato da mille attività. Ecco allora che alcune buone vecchie regole giornalistiche tornano utili, più che mai nell’era del web.

In questo post ti parlerò delle famose 5 W di stampo anglosassone (who, what, when, where, why), anche note come il modello della piramide rovesciata. Leggi tutto

Copywriting nell’era del web

Sei, come me, interessato ad allenare la capacità di scrivere per persuadere?

Il Copywriting – ritenuta giustamente un’arte e una scienza al tempo stesso – è soprattutto l’abilità dello “scrivere per farsi leggere”.

Di fatto, una delle sfide più grandi che i professionisti della comunicazione su web (e non solo) affrontano ogni giorno per destreggiarsi nella cosiddetta “Era dell’attenzione”.

Ho scritto qualche tempo fa un’analisi per il blog di Cultur-e, un diario collettivo di un gruppo di professionisti dei new media, che raccoglie le opinioni e le analisi di chi lavora nel campo della comunicazione digitale.

In questo post parlavo di chi sono i copywriters, di quali attitudini devono possedere e di come la loro attività debba suscitare una curiosità istintiva in chi legge.

Ti ripropongo il testo di questo mio articolo perché – a mio avviso – imparare a utilizzare il copywriting per promuovere la tua attività in modo etico è di notevole importanza per la tua professione.

Una competenza che fa la differenza.