Navigate / search

Il discorso di Pericle: esempio secolare di scrittura vincente

È possibile che tu già lo conosca, o per gli studi classici che hai fatto o perché è un discorso riproposto (e periodicamente citato) da molti protagonisti della comunicazione, non solo politica .

Riletto oggi, il discorso di Pericle agli ateniesi durante la guerra del Peloponneso del 431 a.C. (la data corretta è questa, sebbene in Rete si trovi perlopiù riferito al 461 a.C.) sembra modernissimo.

Mi viene da pensare, così come ha fatto un lettore de La Stampa, che sarà pur vero che la nostra attuale società sia di gran lunga più evoluta in campo tecnologico e sanitario. Quel che sembra certo però è che dal punto di vista sociale – e soprattutto politico – siamo profondamente regrediti. Leggi tutto

Con Gheddafi muore un simbolo della comunicazione persuasiva

Era il 23 febbraio scorso quando su questo blog pubblicavo un’analisi del discorso di Gheddafi.

La sua performance rappresentava un esempio di comunicazione persuasiva e, allo stesso tempo, una dichiarazione di guerra totale a chi aveva osato ribellarsi.

È stato forse l’ultimo episodio nel quale il Rais ha potuto esaltare la teatralità del suo discorso, pronunciato dalle rovine di quella residenza resa celebre dal bombardamento di Reagan nel 1986.

Ti ripropongo la lettura del post, alla luce delle ultime vicende che hanno seguito la cattura e l’uccisione di Gheddafi.

Al termine potrai aggiungere un tuo breve commento che aiuterà a stimolare il dibattito.

Comunicazione persuasiva: analisi del discorso di Gheddafi

Silvio Forever. Perché Berlusconi incarna i 7 fondamentali meccanismi del successo

Hai avuto modo di vedere ieri sera il film documentario sulla vita del nostro attuale premier, trasmesso in prima serata da La7?

Il film Silvio Forever – scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, e diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni – era uscito nelle sale a marzo scorso. Al termine della messa in onda, Enrico Mentana ha condotto un dibattito in studio con Giuliano Ferrara, Eugenio Scalfari e Paolo Mieli.

Devo dirti che la visione ha confermato la mia idea (peraltro non originale) sull’uomo Berlusconi. Non tanto sul politico, perché in caso di elezioni ognuno è libero di votare secondo coscienza e utilità del momento.

È il “venditore” Berlusconi che mi ha sempre sottilmente interessato, fin dai tempi in cui lessi un ottimo saggio scritto da illustri colleghi come Massimo Gramellini, Curzio Maltese e Pino Corrias. Il libro si intitola 1994: Colpo grosso. Leggi tutto

Il Pontefice ha conquistato i Papa-boys

Un Papa che sfida la pioggia insieme a migliaia di adolescenti. Un Papa che scherza durante un pranzo con i giovani e fa finta di suonare una torta a forma di pianoforte. Un Papa che guarda la sua folla di ragazzi e ammonisce: “Niente e nessuno vi tolga la pace”. Un Papa che pronuncia più volte la parola “futuro”.

È questo il Ratzinger “umano” che piace ai ragazzi, questo è il Pontefice che ogni adolescente può sentire vicino.

Non c’è bisogno che da questo blog ti parli della capacità di persuasione che hanno le parole del Pontefice, e della Chiesa in generale. Se da più di duemila anni milioni di persone seguono con infinita passione i suoi messaggi, sono portato a credere che oltre al significato spirituale esista – forte – una grande quantità (e qualità) di contenuti espressi con infinita padronanza. E una capillare conoscenza dell’essere umano.

Guardando da vicino la scrittura vincente delle frasi pronunciate dal Papa in occasione della recente Giornata Mondiale della Gioventù, si nota un cambiamento rispetto al Ratzinger “intellettuale” a cui siamo abituati. Leggi tutto

Scrivere i discorsi al presidente Obama

Che meraviglia la storia di Jon Favreau, 30 anni, speechwriter del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Frutto straordinario di quella mescolanza di etnie presenti in America – figlio di madre greca e padre canadese – Favreau è uno splendido esempio di cosa sia la democrazia Usa, in cui ognuno sfrutta tutte le chance possibili puntando sulle sue qualità umane e culturali.

La sua vita di “scrittore” (come si definisce lui) è cambiata nel 2005, quando fu presentato a Obama appena diventato senatore in Illinois. Alla fine Barack accettò di assumerlo, sebbene fino a quel momento i discorsi se li era scritti da solo e non pensava di aver bisogno di qualcuno che lo facesse per lui.

Di studi umanistici e originario del Massachusetts, Favreau è proiettato su due fronti contemporaneamente. Da un lato segue l’attualità per capire cosa pensa la gente; dall’altro si proietta su scenari futuri (come le presidenziali del 2012) che vengono studiati con molto anticipo. Leggi tutto

Perché il linguaggio ha fatto perdere Berlusconi

Provo a far ordine, insieme a te, sulla lettura del voto amministrativo che ha portato al crollo di Berlusconi a Milano, Napoli e in altre grandi città. Facciamolo dal punto di vista del linguaggio, che a mio avviso è il terreno dove Silvio ha toppato alla grande.

Mi aiuto in questa analisi prendendo spunto e riportando alcuni passaggi presi dalla lettura dei giornali.

Il linguaggio con gli imprenditori

Analisti del voto, sociologi ed economisti hanno già risposto dopo l’evidente segnale del primo turno. Hanno spiegato che gli imprenditori del Nord sono stanchi di promesse non mantenute. La crisi è sempre forte e non si vedono, dal governo, segnali di aiuti per le piccole e medie imprese – che sono la spina dorsale del Nord – non si vedono detassazioni, incentivi, progetti.

Il linguaggio sul caso Ruby

Quando è esploso lo scandalo, la destra ha provato a organizzare una difesa culturale cercando di volare alto, scomodando i maestri del pensiero liberale e perfino la tradizione cattolica – opposta al puritanesimo protestante – per spiegare che in una vera democrazia non si giudicano i governanti per i loro vizi privati, dei quali essi rispondono semmai al confessore, ma mai al Parlamento e tantomeno agli elettori. Si è cercato di difendere l’indifendibile, ma il buon senso di tanta gente comune se n’è fregata di Montesquieu, Tocqueville eccetera, e ha pensato che le feste di Arcore erano una cosa indecente, tanto più indecente se a farle è un signore che deve rappresentare il governo. Ha pensato che le arcorine e le olgettine, i Lele Mora e i bunga bunga, le misteriose carriere di certe ragazze e i generosi bonifici in tempo di crisi, insomma erano tutte cose che facevano maledettamente girare le scatole. Leggi tutto

Le parole sono importanti. E Berlusconi lo sa bene

Su questo blog, insieme alle tecniche di copywriting, mi piace condividere con te alcuni esempi di comunicazione che i politici utilizzano nel loro rapporto con i mass media.

Questo post nasce con due esigenze. La prima è quella di consigliarti la lettura di un libro appena uscito, scritto da un amico e collega di “arene comunicative”. Il saggio si intitola “Le parole sono importanti” e l’autore si chiama Gianluca Giansante, ricercatore, formatore e consulente di comunicazione. Il libro svela le tecniche di comunicazione impiegate dai principali protagonisti della politica italiana – da Di Pietro a Vendola, da Casini a Grillo.

La seconda esigenza è quella di parlarti del Berlusconi a tutto campo, che in queste ore di campagna elettorale si sta scatenando su tutti i media a disposizione. Radio, televisioni e siti internet, interviste a diversi telegiornali, persino collegamenti con una discoteca. Leggi tutto

La comunicazione persuasiva di Giuliano Ferrara: analisi di Qui Radio Londra

Non so se ti è simpatico o antipatico, se quando compare in tv resti affascinato dal suo eloquio o se giri canale col telecomando in meno di due secondi…

D’altronde è abituato a dividere, a costringere la gente a schierarsi da una parte o dall’altra, contro o a favore. Giuliano Ferrara si compiace della sua indole decisa, del suo modo di prendere di petto i problemi offrendone una chiave di lettura netta. Bianco o nero. Un vero Castiga-Caste del terzo millennio.

Ieri sera è tornato in tv, su RaiUno, nell’ora di massimo ascolto: dopo il telegiornale delle 20, nello spazio nobile del Fatto di Enzo Biagi prima dell’editto bulgaro. Abito in velluto a coste verde-marrone, cravatta color petrolio, occhi azzurri in primo piano.

Hai per caso avuto modo di vedere la striscia di 5 minuti dal titolo Qui Radio Londra? Alla fine di questo post troverai il link per rivedere il filmato dal sito della Rai.

Prima vorrei condividere con te alcuni messaggi molto interessanti che sono passati nei pochi minuti in cui il direttore del Foglio – nonché consigliere politico dell’attuale premier Berlusconi – si è rivolto al suo pubblico. Leggi tutto

Comunicazione persuasiva: analisi del discorso di Gheddafi

Il discorso di Gheddafi ci ha rivelato quanto spesso l’illusione del potere trascini i dittatori in una lettura cieca del mondo intorno a loro. Di quanto lontana sia la mente dalla consapevolezza di ciò che sta davvero accadendo.

È capitato, come ha puntualmente registrato Mimmo Càndito su La Stampa, a diversi Raiss. Allo Scià di Persia, Reza Pahlavi, ai piedi dell’aereo che lo avrebbe portato via da Teheran. A Saddam Hussein, mentre Baghdad bruciava di fuoco e fiamme. Al tunisino Ben Ali, che rassicura i turisti a poche ore dalla fuga all’estero. Al ‘faraone’ Mubarak, che si rifiuta di accettare la gravità delle manifestazioni popolari. Leggi tutto

La Pnl applicata al discorso di Mubarak

Sei abituato, in questo blog, a trovare post dove mi esercito ad analizzare discorsi o testi di uomini politici. È un ottimo aiuto per capire insieme – io che scrivo, tu che leggi e commenti – quali siano le leve che spingono il linguaggio di un leader in una direzione più o meno specifica.

È capitato nelle scorse settimane per Berlusconi, personaggio che si presta a diverse interpretazioni. Capita oggi per Hosni Mubarak, l’attuale presidente egiziano, intenzionato a cedere i poteri ma non disponibile (per ora) a dimettersi. Leggi tutto