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Scrivere una lettera, ma non poterla imbucare

C’era un tempo in cui si aspettava con ansia il postino che avrebbe recapitato qualche lettera di fidanzate lontane o cartoline dagli amici del mare. Ora, quando intravediamo uno spiraglio di busta nella cassetta della posta, iniziamo a smadonnare pensando alla prossima bolletta da pagare…

È questione di focus mentale: basta cambiare prospettiva e lo stato d’animo tornerà quello dei giorni spensierati. Sì – mi starai dicendo – ma poi la bolletta tocca pagarla lo stesso. Questo è vero. Ma farlo con un sorriso, ben sapendo che per quella cifra abbiamo beneficiato di un servizio, ci aiuterà a ingoiare la pillola amara con un po’ di piacevole zucchero.

In realtà condivido con te questa riflessione perché ho letto una notizia che mi ha abbastanza rattristato. Le poste americane rischiano di chiudere per fallimento. Sì, parlo proprio del Postal Service, il servizio creato da Benjamin Franklin ancora prima della nascita degli Stati Uniti. Leggi tutto

Oggetto efficace per far leggere la tua email

Nel post precedente ti parlavo di titoli efficaci in campo giornalistico. Era necessaria infatti un’infarinatura che accennasse all’importanza di un titolo per chi lavora in un quotidiano cartaceo, alla radio o nella redazione di un telegiornale.

In estrema sintesi, il titolo deve essere riconoscibile: chi lo costruisce deve possedere il senso della notizia, il dono della sintesi e la capacità di utilizzare riferimenti culturali diversi. La buona notizia per te è che queste qualità possono essere sviluppate e allenate.

Per questo ti invitavo a tenere alta l’attenzione sui titoli giornalistici che ti circondano. È più facile, ce ne sono in abbondanza. È da lì che puoi partire per imparare come si titolano documenti professionali, testi scritti per il web, post di blog. Prendiamo quindi il modello giornalistico per poi studiare le varianti.

Prima di parlare dei titoli efficaci nel settore del marketing – ricordati che il titolo è l’etichetta con cui puoi sigillare la tua opera creativa: un prodotto, un servizio, un libro, qualunque cosa – voglio fare velocemente con te alcune considerazioni sull’email, un ambito che ormai pervade il nostro quotidiano e che ci tiene in relazione con il mondo, molto più di tante telefonate e riunioni varie. Leggi tutto

Il traduttore di Google gioca brutti scherzi

Ormai avrai imparato che in Rete esiste la scrittura “vincente” – quella di qualità, professionale, efficace, curata nei dettagli da chi deve scrivere per lavoro o fa il mestiere di giornalista e copywriter – e quella che fa acqua da tutte le parti, automatizzata, non originale, sterile.

Scrivere email, soprattutto di marketing con fini commerciali, è un’abilità che va imparata e allenata, e di cui tratteremo in un prossimo post.

Per contro, ricevere ogni giorno quintali di spamming generato meccanicamente da qualcuno che usa il traduttore di Google ci fornisce, involontariamente, un campione negativo di come potrebbe degenerare il web se nessuno si mettesse a coltivare l’arte della scrittura professionale.

Vuoi un esempio? Leggi una delle email che ho ricevuto oggi nella mia casella di posta. È anche l’occasione per farti quattro risate… Ovviamente i refusi sono originali!


Come non scrivere un’email

Buon Giorno!

Abbiamo  esaminato il vostro  CV sul sito di cerca di lavoro. Vogliamo offrirvi un lavoro.

Quest’ non e  un lazzo, quest’e una offerta reale e  importante per Lei. Leggi tutto

Come non scrivere una email (semiserio)

Per i prossimi giorni ho in lavorazione un post più corposo che contiene consigli per te su come scrivere un’email, specialmente in chiave marketing.

Ora però, prendendo spunto da svariate email personali e trovate in Rete, ti sottopongo una breve lista di suggerimenti su come non scrivere un’email:

L’oggetto misterioso

Evita come la peste parole generiche che devono essere interpretate dal destinatario. Nell’oggetto di un’email, singoli termini come

  • consiglio
  • aiuto!
  • dubbio
  • contatto
  • brochure
  • progetto

non sono immediatamente comprensivi e potrebbero far saltare i nervi al nostro interlocutore. Meglio un oggetto che contenga la sintesi del tuo messaggio: