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Storytelling, 3+1 modi di ridare anima alle cose che fai

A settembre si mette ordine. Ti senti anche tu così? L’estate ci ha portato nuove storie, nuove narrazioni. Ha aperto il cuore lì dove la ruggine aveva irrigidito gli ingranaggi.

Ora il difficile è portare questa creatività nel nostro lavoro, nella vita di tutti i giorni. Possiamo provarci cambiando la prospettiva, il punto di vista, l’angolazione dello sguardo.

  • Se finora i tuoi progetti – ma mettiamoci anche i prodotti che vendi o i servizi che consigli – hanno suscitato una reazione tiepida, scontata.
  • Se negli occhi di chi doveva ascoltarti hai percepito un “sì, vabbè… passiamo avanti”.
  • Se te ne ritorni a casa con un sapore d’incompiuto.

Allora puoi provare, possiamo provare. A capire come usare lo storytelling per donare un nuovo sguardo a ciò che merita energia.

Ho catturato tre esempi più uno. Tre storie più quarantaquattromila. 3+1 modi di aggirare la banalità e ridare anima alle cose che fai. A cosa tocchi. A quello che vuoi dire prima che esca dalla gola.

Prendi spunto e fai come loro. Porta il tuo lavoro in scena. Rappresentalo credendoci. Pensando che il tuo pubblico sarà pronto a dedicarti del tempo. Dei sorrisi. O a spellarsi le mani se centrerai il bersaglio. Leggi tutto

Parvolo: la sosia di Raffaella Fico che sbaraglia i professori

I teorici del content marketing costretti a capitolare di fronte al trash storytelling di Raffaella Parvolo, strepitosa case history su Facebook. Con oltre ventisettemila fans che la seguono, questo sgangherato genio del personal branding sta spopolando nelle timeline a colpi di pose audaci su sfondi tristissimi da commedia pecoreccia (piloni dell’autostrada, centri commerciali, frigoriferi aperti) e scrittura finto-zoppicante da risultare contagiosa. Avete presente quando, dopo aver conversato con uno che balbetta, cominciate a zagagliare pure voi? Leggi tutto

Renzi a scuola da Papa Bergoglio

Non so se nella valanga di commenti su Renzi, qualcuno ha già scritto che il neo segretario del Pd ricorda Papa Bergoglio. A me sì, e anche parecchio nella scelta dei gesti che fanno comunicazione. Come quello di convocare lo staff della sua segreteria alle 7.30 del mattino. Un messaggio che dice ai suoi elettori: ora non perderemo più tempo. «Di che vi stupite? La Merkel mi ha ricevuto all’alba delle 6.30…» ha detto Renzi, raccontando il suo incontro con la cancelliera tedesca.

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Un ritorno nella casa della scrittura

Bentrovato. Ti chiedo due minuti di attenzione. Sarà la contaminazione della vittoria di Renzi. Sarà il libro di Osho (“La vera saggezza”) pescato ieri in libreria in pieno flusso di serendipity. Sta di fatto che – mentre la nebbia scorre dai finestrini del treno verso Roma e leggo di una blogger ucraina che scrive “l’abbattimento della statua di Lenin è una cosa meravigliosa” – decido di far “cambiare verso” a questo blog. Più che altro, cambiare passo.

Va bene i popolari post sulle tecniche di scrittura efficace. Bene anche le analisi sulla comunicazione politica e d’impresa. Quelle continueranno a esserci e rinnovarsi. Ma se è lo storytelling lo strumento che desidero approfondire, allora occorre che mi sporchi le mani un po’ di più. Che ci metta “laffaccia” come direbbe con accento toscano il nuovo segretario del Pd.

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Bruno Vettore: una vita da leader

Bruno Vettore insieme a Roberto Re e Ciro Imparato
Bruno Vettore insieme a Roberto Re e Ciro Imparato

Ho conosciuto di persona Bruno Vettore. Al recente Salone del Libro di Torino presentava il suo libro autobiografico «Trent’anni di un avvenire», sottotitolo “una vita da leader”, pubblicato da Homo Scrivens, casa editrice e compagnia italiana di scrittura (nata a Napoli nel 2002 da un laboratorio di Gino Parrella e Aldo Putignano).

Sulle prime, temevo di imbattermi in un personaggio autocelebrativo e un po’ narciso, nel classico manager che all’apice del successo resta ipnotizzato dalla propria immagine, vantandosi di aver ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Leggi tutto

2013, l’anno del Content Marketing. E dei Corporate Storytelling Magazine

Mi si apre il cuore nel leggere il post dell’amico Antonio Cilardo sul web magazine “Misurare la Comunicazione“. C’è scritto esattamente quello che dentro di noi speravamo di leggere da anni: la scrittura di contenuti di qualità, le storie raccontate con la tecnica dello storytelling giornalistico, sono la nuova e sempre più efficace frontiera del marketing.

Ognuno di noi – di qualunque piccolo o grande business ci occupiamo (compresa la ricerca di un lavoro) – avrà sempre più la necessità di ripensare la propria comunicazione in chiave content marketing.

Se il vecchio sito aziendale è ormai in disuso, è utile iniziare a ragionare come dei piccoli editori che quotidianamente informano e coinvolgono il nostro pubblico attraverso la formula del Corporate Magazine: una rivista online che racconta in chiave giornalistica la nostra storia passata, presente e futura. E che coinvolge gli utenti in maniera semplice, leggera ed efficace, a livello emotivo e razionale. Senza il bisogno di vendere nulla.

Come ha appena fatto la Coca-Cola. Che ha buttato via il vecchio sito e convogliato tutta la comunicazione sul magazine on line Coca Cola journey (se hanno investito loro, c’è da credere che il successo stia da quella parte!).

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Che c’entra Torino Storytelling col fratello di Montalbano?

Conosci Barack Obama?
Conosci Silvio Berlusconi?
Conosci Nicola Zingaretti?
Conosci te stesso?

Non è un estratto delle domande fatte ai candidati del recente “concorsone” (anche se il livello di stranezza potrebbe sembrare quello). In questo post voglio parlarti dell’arte di raccontare storie, dello storytelling politico come condivisione di valori sociali (e volendo anche imprenditoriali). E infine di alcuni miei progetti in questo senso. Dei miei sogni attuali.

Partiamo da Obama. Un folle fa strage in una tranquilla scuola del Connecticut e lascia sul terreno insanguinato 28 vittime, di cui 20 bambini che potrebbero essere i nostri. Il presidente degli Stati Uniti d’America – appena rieletto qualche settimana fa – si presenta in conferenza stampa di fronte al mondo e piange in diretta. Le lacrime gli riempiono gli occhi, Obama è costretto ad asciugarsele a più riprese.

La voce gli si spezza quando parla di «bambini di 7 e 10 anni che non avranno più feste di compleanno né vite da vivere». Di ragazzini rifugiatisi in un bagno che dicono all’insegnante «Vogliamo solo Natale, non vogliamo morire». Una commozione evidente, drammatica, senza precedenti da quando si è insediato alla Casa Bianca. Chiude parlando da padre: «Questa sera con Michelle stringeremo forti a noi le nostre figlie, come molti genitori in Connecticut non riusciranno più a fare».

Stringi i denti e seguimi. Obama avrebbe potuto attaccare il suo discorso con rabbia “razionale”. In genere, quando accadono fatti di questo tipo, i suoi consiglieri politici lo spingono a rilanciare il tema della “nazione troppo violenta”. In concreto, significa sfidare i diktat della National Rifle Association (la potente lobby capace di condizionare le scelte del Congresso) e spingere per nuove leggi contro il libero possesso delle armi da fuoco.

Ma Obama ha ascoltato il suo cuore e ha raccontato delle storie. «Oggi sono state spazzate delle vite, i nostri cuori sono spezzati». La commozione a nostro avviso è sincera. Forse perché è la sua storia personale a testimoniarlo. L’attuale premier da giovane faceva l’avvocato di strada, quello che difende gratuitamente gli sbandati, i senzatetto, gli alcolisti. Se dentro di lui c’è ancora una traccia di coerenza, noi pensiamo – leggendo la sua storia – che si schiererà dalla parte di chi è in difficoltà. Di chi oggi piange guardando il letto ancora sfatto del proprio figlio che non c’è più.

Usa chiama Italia, rispondi Italia

Poi c’è Silvio Berlusconi. Storyteller impunito e manipolatore. Come dice Gramellini «maestro di comunicazione primordiale, che sa parlare alle budella infiammate come nessun altro». Si presenta anche lui di fronte alle telecamere (di sua proprietà) e compie un gesto esattamente opposto a quello del suo amico “abbronzato” che sta alla Casa Bianca.

Come d’incanto, spazza via dalla scena il dramma delle famiglie che non arrivano a fine mese e si posiziona lui lì, sotto i riflettori. Per raccontare la sua storia di miliardario incompreso, i suoi guai giudiziari, le sue fidanzate belle fuori ma anche dentro, «il suo prontuario (sempre Gramellini) di ricette facili e di capri espiatori fin troppo comodi».

Sull’uso dello storytelling berlusconiano ti lascio fare riflessioni in solitudine.

Mi piace farti notare ora la comunicazione che ha appena messo in campo Nicola Zingaretti, attuale presidente della Provincia di Roma e prossimo candidato per la Regione Lazio nelle file del Partito Democratico.

Usando uno stile molto “obamiano” (condivisione spinta che coinvolge in maniera diretta i potenziali elettori), Zingaretti ha scelto di comunicare la sua proposta attraverso lo storytelling personale. Sul nuovo sito racconta le tappe della vita e della carriera politica, mescolate a fotografie di ottima qualità e soggetto. Prima ancora dei singoli punti del programma, ha capito che le persone oggi vogliono fidarsi di lui, conoscere la sua integrità, il suo modo di leggere la vita di tutti i giorni, i problemi della gente, le visioni per i nostri figli.

Buona l’idea di pubblicare una doppia biografia: quella “testo più foto”, e quella solo per immagini. «Alcune fotografie raccontano la mia storia, le idee e i valori in cui credo e i progetti su cui ho lavorato e continuo a impegnarmi». Eccole le 6 parole su cui ha costruito la sua identità: storia, idee, valori, progetti, lavoro, impegno. Tutte riassunte in sole due righe introduttive.

Sotto lo slogan «Immagina un nuovo inizio», Zingaretti affronterà la campagna puntando a essere un referente tra cittadini e imprese, un motore di sviluppo in particolare sui temi della creatività, dell’innovazione e della riconversione ecologica.

Torino Storytelling

L’ultima delle domande che ti ho sottoposto all’inizio era “Conosci te stesso?”. Nessun trattato filosofico, solo qualche considerazione pratica. Partiamo da quanto scrive Christian Salmon nel suo libro «Storytelling. La fabbrica delle storie».

L’arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell’uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali. Ma, a partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, questa capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell’industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Dietro le più importanti campagne pubblicitarie – e ancor più dietro quelle elettorali vincenti (da Bush a Sarkozy) – si celano proprio le sofisticate tecniche dello storytelling management o del digital storytelling.

Esiste lo storytelling etico e quello manipolatorio. Ora ti parlo solo del primo. E lo faccio raccontandoti di me.

Dopo vent’anni di vita e lavoro a Roma (sia come giornalista di cronaca e d’impresa, e sia come copywriting e formatore), ho preso il coraggio a due mani e mi sono ritrasferito a Torino (con famiglia e burattini) mia città d’origine. È accaduto da pochi mesi, e puoi capirmi quando ti dico che ho ritrovato una città molto cambiata rispetto a quella che avevo lasciato nel lontano 1989 (fa molto zio Paperone nel Klondyke).

Pensa che ti ripensa, dopo anni da dipendente mi sono rilanciato come imprenditore di me stesso con un progetto in mente (ma soprattutto nel cuore): aiutare aziende, organizzazioni pubbliche, professionisti, studenti attraverso il Coaching Storytelling.

De cheee…??

Attraverso i panni del comunicatore che ti aiuta a fare storytelling con gli strumenti del coach (e del giornalista-copywriting).

Da qui è nata Torino Storytelling, una community sul territorio che mette al centro il valore del CONTENUTO, delle PERSONE e delle loro STORIE. Una Rete che condivide principalmente due tipologie di percorso (che spesso si fondono in uno solo):

  • Servizi di Personal Branding (per valorizzare il tuo patrimonio professionale e acquisire – attraverso lo STORYTELLING – strumenti e strategie per comunicare e promuovere la tua storia e quella della tua attività, in maniera efficace e persuasiva. Una sorta di ufficio stampa 2.0 che ti aiuta a trovare lavori, clienti, visibilità)
  • Formazione sulla Scrittura Professionale (workshop, seminari, coaching, editoria per rendere più solida e affidabile la tua comunicazione efficace quando devi SCRIVERE un’email, una presentazione, un progetto, un profilo biografico, una lettera di vendita; o aggiornare i contenuti del tuo sito, del tuo blog, dei tuoi account Facebook e Twitter)

Il percorso di Torino Storytelling

Ti riassumo le 5 tappe principali finora svolte da Torino Storytelling, a partire da fine settembre 2012:

Profilo Twitter > @TorinoStorytell
Già oltre settecento followers hanno condiviso questo spazio aperto, per ritrarre e narrare #Torino in 140 emozioni. Gli utenti possono postare le loro immagini, che vengono da noi ripubblicate (a rotazione) nell’intestazione del profilo. Attraverso Twitter veicoliamo storie, notizie e valori che mettono in primo piano il cuore e la passione, non tanto la ragione dei dati e delle analisi.

Account Instagram > http://instagram.com/torinostorytelling/
Fotografando emozioni con il nostro smartphone, abbiamo seguito numerosi eventi (a Torino e non solo) nell’ottica del reportage che “scava” dietro le quinte e valorizza i tesori nascosti. È stato così per

Presentazione Onlus 1caffè – con Luca Argentero
Pepino is on MyTable – sfida tra chef e foodblogger
Io Lavoro – fiera dedicata all’incontro tra aziende e giovani
Museo La Stampa – l’area dove si racconta la storia del giornale
Salone del Gusto – rassegna internazionale dedicata al cibo dei 5 continenti
I like Palazzo Madama – giornata speciale per i fan di Facebook
Artissima 2012 – mostra internazionale d’arte contemporanea
Alef – inaugurazione del primo ristorante ebraico di Torino
Archivio storico Telecom Italia – presentazione del nuovo portale web
Presepe meccanico – costruito ai primi del ‘900
Turin Marathon – competizione podistica internazionale
Tomato Hotel coworking – reportage da un albergo 2.0 di San Salvario
Beautiful Day Ekis – giornata di formazione sul tema “il mondo alla rovescia”

Altre attività

Torino Magazine > periodico d’informazione e cultura. La rivista ci ha dedicato un servizio di sette pagine dal titolo “Torino vista da Instagram”. Oltre ad averci intervistato, ha pubblicato una serie di nostre fotografie scattate con Instagram.

Corso “Scrittura Vincente” > Torino Storytelling è andata in trasferta per erogare due giornate di formazione sulla scrittura professionale. In aula, il personale interno della società Sinergie Education ha lavorato su metodi e strategie per imparare a comunicare in maniera efficace e persuasiva, con focus particolare sulla scrittura dei progetti e delle email.

Storytelling d’impresa > abbiamo partecipato (come allievi) all’attività formativa organizzata da Lab121, rete professionale di networking e coworking. Il tema della giornata era “Cosa sono le storie d’impresa e perché fare storytelling”. Nell’occasione abbiamo conosciuto e allacciato sinergie con un gruppo di ottimi professionisti (allievi e docenti).

Prossimi appuntamenti di Torino Storytelling

Seguici su Twitter e Instagram.

Il nostro blog dove parliamo di scrittura professionale e storytelling è Scrittura Vincente.

A breve usciremo con il sito web (all’inizio molto minimal) e con la pagina Facebook.

Più avanti (febbraio?) ci sarà un evento di presentazione-formazione e, nel frattempo, tanti altri reportage.

Poi ovviamente c’è chi si rivolge a noi per beneficiare dei servizi di Coaching Storytelling. Anche tu puoi farlo, scrivendoci qui

scrivici@torinostorytelling.it

Buon Natale di cuore!

Ti auguriamo di valorizzare il tuo patrimonio e realizzare con entusiasmo i tuoi progetti. Farlo è possibile.

Ed è più semplice di quello che pensi.

L’Archivio Storico Telecom Italia è ora sul web

Da imprenditore, manager o professionista saprai molto bene che Internet è un mezzo straordinario a disposizione delle imprese (grandi o piccole che siano). Non è solo uno strumento per far conoscere i vantaggi offerti dai propri prodotti o servizi. È un terreno sociale che permette di trasmettere delle emozioni, di far conoscere la storia dell’azienda, i protagonisti che si celano dietro i marchi, nelle pubblicità, all’interno dei palazzi di vetro. Leggi tutto

Almeno quando dormo, vorrei non pensare al lavoro

Lavoro. Lavoro. Lavoro. Lavoro. E ancora lavoro. Anche a te capita di avere questa parola in testa, da quando ti alzi al mattino a quando vai a dormire la sera? E magari te la sogni anche di notte…

Apri i giornali, accendi la televisione, navighi sulla Rete. Parola chiave: LAVORO. Il ministro più popolare (e impopolare) qual è? Quello del Lavoro, l’esimia prof Elsa Fornero.

Sta diventando una specie di incubo, a mio avviso ancora più di qualche decennio fa. Oggi il lavoro

  • non si trova
  • non si trova chi te lo dà
  • chi te lo vuole pagare
  • chi te lo contrattualizza
  • chi te lo valorizza

E ormai non si trova quasi più neppure chi te lo raccomanda.

Se sei imprenditore, libero professionista, freelance, la parola “lavoro” si declina al plurale: LAVORI. Nel senso di clienti, che pagano per le tue prestazioni, i tuoi servizi, i tuoi prodotti.

  • “Sto chiudendo dei lavori”
  • “Devo fatturare questi lavori”
  • “Corro a consegnare questi lavori”

Che vita sarà mai?

Personal Branding

La faccio breve, non perché il tempo è denaro (massima esagerata e sopravvalutata) ma perché – come penso anche a te – amo la sintesi.

Sto riflettendo su alcuni cambiamenti professionali. Trasferitomi da un paio di mesi a Torino con armi, bagagli e famiglia, sto maturando l’idea di far crescere una community sul territorio, che faccia nascere progetti e opportunità di lavoro e che abbia al centro il valore del CONTENUTO.

Una Rete che fornisca a chi ne ha bisogno:

  1. Servizi di Personal Branding (un Communication Coach che ti segue per aiutarti a promuovere con efficacia te stesso e la tua attività, e trovare così lavori, clienti, visibilità)
  2. Formazione sulla Scrittura Professionale (workshop, seminari, editoria per allenare la tua comunicazione efficace quando devi scrivere un’email, un progetto, un curriculum; o aggiornare i contenuti del tuo sito, del tuo blog, dei tuoi profili social)

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mia presenza come giornalista a “IO LAVORO – Lavoro senza frontiere”, manifestazione che ha riunito a Torino circa 60 aziende e oltre diecimila persone in cerca di opportunità di lavoro. La rassegna era promossa dalla Regione Piemonte, con il coordinamento organizzativo dell’Agenzia Piemonte Lavoro.

Se vuoi navigare il sito di IO LAVORO, puoi passare da qui.

Alcuni dettagli:

  • 14mila i colloqui di lavoro, 8mila persone hanno partecipato alle selezioni, 264 colloqui di lavoro per personale disabile nell’ambito di IOLAVORO-H, oltre 1.200 i partecipanti ai 60 workshop, presentazioni aziendali e seminari in programma.
  • Oltre 6mila le opportunità di lavoro in Italia e all’estero che sono state proposte da 58 aziende e associazioni dei settori turistico-alberghiero, ristorazione, benessere, commercio, grande distribuzione organizzata, agroalimentare, franchising e green.
  • Sono stati 61 i video curriculum realizzati dalle telecamere della Fondazione Mike Bongiorno (in un prossimo post, elencherò per te i 10 consigli preziosi per avere un video curriculum perfetto).

Conclusioni? Mi sono convinto che la capacità di comunicare la propria attività, di promuovere se stessi e il proprio brand personale, è la vera chiave di volta per

  • smetterla di piagnucolare nell’angolo della crisi
  • alzare la testa, darsi da fare e mettere a frutto il proprio talento

Poche storie, ognuno di noi ne ha uno. Basta scoprirlo e valorizzarlo. Nel frattempo, inizia a seguire e a partecipare su Twitter alla nostra community “Torino Storytelling” (@TorinoStorytell).

E tu, che ne pensi? Come immagini il superamento di questa fase? Che esperienza stai vivendo con il tuo lavoro?

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Oggi questo mio post per te è ultra-sintetico.

  • Sei un imprenditore al vertice di una piccola o media impresa?
  • Sei titolare di uno studio professionale? (avvocato, commercialista, dentista, ecc)
  • Sei un consulente freelance o titolare di partita Iva?
  • Sei un commerciante?
  • Sei un titolare di esercizio commerciale? (centro benessere, palestra, ecc)
  • Sei un venditore plurimandatario o agente di commercio di grandi aziende?

E inoltre:

  1. Possiedi un sito ma questo non crea fatturato?
  2. La TUA immagine e quella dell’azienda non sono ben rappresentate on line?
  3. Vuoi posizionare meglio il tuo sito sui motori di ricerca senza PAGARE?
  4. Vuoi raddoppiare il numero di nuovi clienti?
  5. Vuoi aumentare la tua popolarità on line?
  6. E soprattutto vuoi che tutto questo crei delle rendite eccezionali?

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Leggi come 4 esperti di strategie aziendali, web marketing e comunicazione hanno progettato per te un vero e proprio percorso con l’obiettivo di farti GUADAGNARE… acquisendo e fidelizzando i tuoi clienti.

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