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Lavorare con passione: che bella idea!

Per la prima volta nella storia dell’uomo abbiamo la possibilità di plasmare il lavoro secondo il nostro stile di vita e non il contrario… Sarebbe da pazzi farsela scappare.

Questa frase, che ho letto di recente, ha attirato la mia attenzione e mi ha indotto ad alcune riflessioni che riguardano il personal branding. E che voglio condividere con te.

Hai mai pensato a come siamo fortunati? In fondo oggi è possibile guadagnarsi da vivere praticamente con qualsiasi attività. No, non sono pagato dal governo per sostenere le tesi Monti-Fornero, secondo la quale “chi offre posti fissi di lavoro regala illusioni”… Si può essere o meno d’accordo, ma non è questo il punto.

Penso ad alcuni lavori intrapresi da persone dotate di creatività e spirito imprenditoriale. Sarà capitato anche a te di leggere inserzioni, blog, pagine social, dove giovani (e meno giovani) propongono:

•    Correzione documenti e tesi di laurea
•    Battitura testi
•    Sostegno studio on line
•    Disbrigo pratiche burocratiche
•    Istruttore di yoga
•    Personal trainer

oppure

•    Piatti e cucina a domicilio
•    Lavori di riparazione
•    Sartoria
•    Creazione bijoux
•    Bricolage con pasta di sale o altro

E l’elenco potrebbe essere lungo all’infinito… Gente partita da una passione e da un semplice sito, e arrivata a creare piccole associazioni, cooperative e società, alcune delle quali hanno via via assunto dimensioni sempre più interessanti e redditizie.

Alieni o cittadini di un mondo in continua espansione?

Credo piuttosto si tratti di persone come te che non si accontentano di avere i soldi per pagare i conti, ma desiderano che nella propria vita ci sia qualcosa di più. Vogliono creare qualcosa di unico. Hanno idee importanti da condividere. Fanno nuove esperienze, corrono qualche rischio, si divertono e accettano la possibilità di fallire. Ma anche quella di fare centro e sistemarsi.

Non credi che la rivoluzione del lavoro a cui stiamo assistendo abbia fatto perdere significato alla parola “impiego”? Non sarà arrivato il momento di riscrivere il vocabolario che identifica il mondo delle professioni?

Mi riferisco (e lo farò sempre più spesso dalle pagine di questo blog) a chi tra di voi ha ormai capito che – per conquistarsi un posto nel mondo del lavoro (non nel senso di impiego fisso) – occorre assecondare le proprie passioni, le attitudini, i talenti lasciati troppo spesso a invecchiare in naftalina.

Aiuta gli altri con il tuo lavoro

Non nascondere il tuo lato giocoso, irriverente, informale, creativo. Né il tuo legittimo interesse al lato pecuniario della faccenda. Nessuno vuole lavorare gratis: tutti però possiamo investire parte della nostra competenza per far capire agli altri come la nostra soluzione può risolvere esattamente il loro problema.

Parlo per esperienza diretta. Molti potenziali clienti, organizzazioni o aziende che mi contattano – magari per organizzare un corso di scrittura efficace al loro interno – vogliono capire meglio di cosa mi occupo. Hanno intuito che potrei essere la persona giusta per le loro esigenze, ma non è detto che sappiano quale sia il percorso migliore da fare insieme.

Alcuni (prima o dopo il nostro incontro) hanno visitato questo blog, i miei profili social, le persone che hanno rapporti con me. Si sono cioè fatti un’idea del mio mondo. Questa analisi – te lo posso garantire e lo farò meglio in un prossimo post – vale più di mille curriculum “perfettini” e allineati.

Come ha scritto nei suoi versi la poetessa polacca Wislawa Szymborska (riletta qualche sera fa da Roberto Saviano), nei curriculum non c’è traccia della parte più vera di noi stessi.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

(da “Come si scrive un curriculum”)

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Obama, Hillary, Cameron: chiedimi se sono felice?

Mi scuso con te se non riesco ad aggiornare questo blog come vorrei. Il tempo è sempre tiranno, specie in periodi di grande semina professionale come questi.

In queste settimane sto approfondendo un lavoro di ricerca e studio per quanto riguarda il personal branding e la comunicazione efficace sul web. Molte persone che incontro, o mi contattano, mi raccontano le loro difficoltà nel barcamenarsi con la promozione di se stessi e delle loro attività.

Sappiamo che la Rete può essere un grande alleato a patto di conoscere le regole di base per presentarsi in maniera unica, coerente ed efficace. Il punto è che non è sempre facile valorizzare se stessi e le proprie capacità per creare un marchio, una garanzia di fiducia e di valore da offrire a chi entra in contatto con noi.

Una delle cose che ripeto spesso nelle consulenze e nelle sessioni di coaching – oltre al fatto di farsi allenare da un professionista della comunicazione – è quella di prendere spunto dall’attualità. La politica, le imprese, il mondo in generale è ricco di esempi di comunicazione efficace. È importante mettersi in ascolto, capire gli obiettivi che stanno dietro i messaggi persuasivi e le modalità con cui queste persone si rivolgono a determinati target, spesso anche molto settoriali. Leggi tutto

Oggi ho deciso di autopromuovermi

Sarà l’aria del corso di Anthony Robbins – che sto per andare a frequentare in quel di Rimini – sarà la nuova stagione professionale che ho iniziato a intraprendere, fatto sta che oggi ho deciso di fare un po’ di autopromozione, di personal branding di me stesso (uso privato del mezzo privato…!!).

Questo anche per soddisfare la richiesta di molte persone che incontro, e con le quali si generano delle buone intese in termini creativi e professionali. Persone che, sapendo il mio background di giornalista e di trainer nel campo della formazione, vogliono sapere qual è la mia idea imprenditoriale e perché mi sto iniziando a muovere nel settore della crescita personale e del coaching legato alla comunicazione.

Da tempo lavoro come consulente per una web agency di Roma, ottima esperienza grazie alla quale ho acquisito una buona conoscenza delle dinamiche aziendali e della comunicazione in Rete, fattore questo strategico per qualunque organizzazione si muova sul mercato. Entrare nel vivo di una redazione web, anche quando si occupa di comunicazione aziendale invece che di informazione e di cronaca, l’ho sempre ritenuto un arricchimento professionale e culturale. Leggi tutto

Scrivere un coccodrillo: l’incredibile caso di Liz Taylor

Saprai anche tu che i giornali preparano in anticipo i necrologi dei personaggi famosi, in modo da averli pronti in caso di necessità. Questi articoli in gergo si chiamano “coccodrilli”, un’etimologia riconducibile alla famosa espressione “piangere lacrime di coccodrillo”.

Quest’ultima sta ad indicare l’atteggiamento falso e ipocrita di chi finge di essere addolorato per una disgrazia altrui o si dispera solo in apparenza per un errore commesso.

Facendo una rapida ricerca in Rete, il detto pare avere radici antiche (si parla addirittura del nono secolo). Di fatto, trae origine dal particolare comportamento del famelico rettile al termine di un lauto pasto.

Il coccodrillo, infatti, durante la laboriosa digestione delle prede divorate in pochi bocconi, emette lacrime, non proprio di pentimento o rimorso per la sorte delle vittime, bensì per i dolori lancinanti prodotti dall’abbuffata. Nulla a che fare dunque con ravvedimenti romantico-sentimentali da parte dello spaventoso predatore… Leggi tutto

Vuoi che il tuo blog apra un mondo?

Anch’io come te cerco di scervellarmi per mantenere vivo questo blog. L’idea è sempre quella di raccontarti qualcosa di me, del mio lavoro, della mia esperienza professionale. A volte amo condividere spunti interessanti che potrebbero aprire nuove porte sul nostro futuro.

Leggo sempre con grande piacere e attenzione ciò che scrive Luisa Carrada, mentore per molti di noi che utilizzano la scrittura per lavoro, oltre che per emozione personale.

Nel suo libro “Il mestiere di scrivere” c’è un capitolo che parla proprio dei blog professionali. Di luoghi che non sono più – come nei primi anni di internet – degli intimi diari personali. Parlo di blog che raccontano il mestiere delle persone con tecniche narrative, toni evocativi e tante piccole storie. Leggi tutto

Wikileaks, scrivere documenti che cambiano il mondo

Nella vicenda Wikileaks, al di là dei contenuti – il cui giudizio spetta ai notisti politici e ai commentatori di scenari internazionali – sorprende lo stile con cui il Dipartimento di Stato americano (l’equivalente del nostro ministero degli Esteri, oggi diretto da Hilary Clinton) si è espresso nei confronti dei leader politici di mezzo mondo.

Qualche esempio? Putin è definito come un “maschio dominante”, un vero “alpha dog”. Sarkozy un imperatore senza vestiti, permaloso e dispotico. La cancelliera Merkel? Poco creativa e refrattaria ai rischi. E così via per svariati personaggi… Leggi tutto