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Con Gheddafi muore un simbolo della comunicazione persuasiva

Era il 23 febbraio scorso quando su questo blog pubblicavo un’analisi del discorso di Gheddafi.

La sua performance rappresentava un esempio di comunicazione persuasiva e, allo stesso tempo, una dichiarazione di guerra totale a chi aveva osato ribellarsi.

È stato forse l’ultimo episodio nel quale il Rais ha potuto esaltare la teatralità del suo discorso, pronunciato dalle rovine di quella residenza resa celebre dal bombardamento di Reagan nel 1986.

Ti ripropongo la lettura del post, alla luce delle ultime vicende che hanno seguito la cattura e l’uccisione di Gheddafi.

Al termine potrai aggiungere un tuo breve commento che aiuterà a stimolare il dibattito.

Comunicazione persuasiva: analisi del discorso di Gheddafi

Silvio Forever. Perché Berlusconi incarna i 7 fondamentali meccanismi del successo

Hai avuto modo di vedere ieri sera il film documentario sulla vita del nostro attuale premier, trasmesso in prima serata da La7?

Il film Silvio Forever – scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, e diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni – era uscito nelle sale a marzo scorso. Al termine della messa in onda, Enrico Mentana ha condotto un dibattito in studio con Giuliano Ferrara, Eugenio Scalfari e Paolo Mieli.

Devo dirti che la visione ha confermato la mia idea (peraltro non originale) sull’uomo Berlusconi. Non tanto sul politico, perché in caso di elezioni ognuno è libero di votare secondo coscienza e utilità del momento.

È il “venditore” Berlusconi che mi ha sempre sottilmente interessato, fin dai tempi in cui lessi un ottimo saggio scritto da illustri colleghi come Massimo Gramellini, Curzio Maltese e Pino Corrias. Il libro si intitola 1994: Colpo grosso. Leggi tutto

Scrivere i discorsi al presidente Obama

Che meraviglia la storia di Jon Favreau, 30 anni, speechwriter del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Frutto straordinario di quella mescolanza di etnie presenti in America – figlio di madre greca e padre canadese – Favreau è uno splendido esempio di cosa sia la democrazia Usa, in cui ognuno sfrutta tutte le chance possibili puntando sulle sue qualità umane e culturali.

La sua vita di “scrittore” (come si definisce lui) è cambiata nel 2005, quando fu presentato a Obama appena diventato senatore in Illinois. Alla fine Barack accettò di assumerlo, sebbene fino a quel momento i discorsi se li era scritti da solo e non pensava di aver bisogno di qualcuno che lo facesse per lui.

Di studi umanistici e originario del Massachusetts, Favreau è proiettato su due fronti contemporaneamente. Da un lato segue l’attualità per capire cosa pensa la gente; dall’altro si proietta su scenari futuri (come le presidenziali del 2012) che vengono studiati con molto anticipo. Leggi tutto

Perché il linguaggio ha fatto perdere Berlusconi

Provo a far ordine, insieme a te, sulla lettura del voto amministrativo che ha portato al crollo di Berlusconi a Milano, Napoli e in altre grandi città. Facciamolo dal punto di vista del linguaggio, che a mio avviso è il terreno dove Silvio ha toppato alla grande.

Mi aiuto in questa analisi prendendo spunto e riportando alcuni passaggi presi dalla lettura dei giornali.

Il linguaggio con gli imprenditori

Analisti del voto, sociologi ed economisti hanno già risposto dopo l’evidente segnale del primo turno. Hanno spiegato che gli imprenditori del Nord sono stanchi di promesse non mantenute. La crisi è sempre forte e non si vedono, dal governo, segnali di aiuti per le piccole e medie imprese – che sono la spina dorsale del Nord – non si vedono detassazioni, incentivi, progetti.

Il linguaggio sul caso Ruby

Quando è esploso lo scandalo, la destra ha provato a organizzare una difesa culturale cercando di volare alto, scomodando i maestri del pensiero liberale e perfino la tradizione cattolica – opposta al puritanesimo protestante – per spiegare che in una vera democrazia non si giudicano i governanti per i loro vizi privati, dei quali essi rispondono semmai al confessore, ma mai al Parlamento e tantomeno agli elettori. Si è cercato di difendere l’indifendibile, ma il buon senso di tanta gente comune se n’è fregata di Montesquieu, Tocqueville eccetera, e ha pensato che le feste di Arcore erano una cosa indecente, tanto più indecente se a farle è un signore che deve rappresentare il governo. Ha pensato che le arcorine e le olgettine, i Lele Mora e i bunga bunga, le misteriose carriere di certe ragazze e i generosi bonifici in tempo di crisi, insomma erano tutte cose che facevano maledettamente girare le scatole. Leggi tutto

Red Ronnie: autogol o paraculata?

Ormai il ballottaggio Moratti-Pisapia alle amministrative di Milano è un case-history da utilizzare durante i seminari sui social network.

Ti è capitato di seguire il tam tam scatenato in Rete? A partire dal “colpo basso” assestato dall’attuale sindaco allo sfidante – durante il faccia a faccia in diretta su Sky – si è capito che i social avrebbero avuto un ruolo importante e decisivo per questa tornata elettorale.

Credo che il nuovo vento partito da Milano stia in qualche modo transitando per la Rete. Non so cosa ne pensi, ma un’offensiva “social”, nel bel mezzo di una sfida elettorale, rappresenta di fatto una prova del cambio di stagione. Quasi un allineamento tardivo al peso che i media digitali hanno dimostrato in occasione – ad esempio – delle elezioni di Barack Obama.

#RedRonnieQuotes

Fatto sta che su Twitter sono partiti quattro canali ad hoc:

  • #SeVincePisapia, che immagina il capoluogo lombardo da lunedì 30 maggio, quando il candidato del Pd potrebbe diventare sindaco
  • #MorattiQuotes, con le frasi più assurde (e, nella maggior parte dei casi, inventate) del primo cittadino uscente
  • #SantanchéQuotes, con il pensiero della pasionaria del Pdl
  • #RedRonnieQuotes, creato dopo le polemiche del cantautore contro l’effetto Pisapia

Quest’ultimo canale è stato generato dopo che Red Ronnie, consulente della Moratti, ha attribuito all’effetto Pisapia la cancellazione di un concerto previsto per domani, otto giorni prima dell’eventuale vittoria di Pisapia.

Risultato? È partita la corsa allo sberleffo!! Leggi tutto

Comunicazione persuasiva: analisi del discorso di Gheddafi

Il discorso di Gheddafi ci ha rivelato quanto spesso l’illusione del potere trascini i dittatori in una lettura cieca del mondo intorno a loro. Di quanto lontana sia la mente dalla consapevolezza di ciò che sta davvero accadendo.

È capitato, come ha puntualmente registrato Mimmo Càndito su La Stampa, a diversi Raiss. Allo Scià di Persia, Reza Pahlavi, ai piedi dell’aereo che lo avrebbe portato via da Teheran. A Saddam Hussein, mentre Baghdad bruciava di fuoco e fiamme. Al tunisino Ben Ali, che rassicura i turisti a poche ore dalla fuga all’estero. Al ‘faraone’ Mubarak, che si rifiuta di accettare la gravità delle manifestazioni popolari. Leggi tutto

La Pnl applicata al discorso di Mubarak

Sei abituato, in questo blog, a trovare post dove mi esercito ad analizzare discorsi o testi di uomini politici. È un ottimo aiuto per capire insieme – io che scrivo, tu che leggi e commenti – quali siano le leve che spingono il linguaggio di un leader in una direzione più o meno specifica.

È capitato nelle scorse settimane per Berlusconi, personaggio che si presta a diverse interpretazioni. Capita oggi per Hosni Mubarak, l’attuale presidente egiziano, intenzionato a cedere i poteri ma non disponibile (per ora) a dimettersi. Leggi tutto

Scrittura persuasiva. Le 7 anime di Berlusconi

Uno degli obiettivi di questo blog è aiutarti a prendere consapevolezza del grande potere della scrittura. Per questo mi piace prendere spunto dall’attualità: è un buon esercizio per ricordarsi ogni tanto di guardare oltre le apparenze.

In un precedente post avevo analizzato il discorso di Berlusconi in occasione della famosa richiesta di fiducia alle Camere del 14 dicembre scorso.

Ieri, leggendo la lettera che il nostro premier ha scritto al Corriere della Sera, proponendo all’opposizione un piano bipartisan per la crescita del Paese, ho intravisto uno spaccato del miglior Berlusconi-pensiero, un vero gioiellino di scrittura persuasiva che volevo condividere con te.

Se non hai preso visione della lettera, in fondo a questo post troverai il link per andare sulla pagina di Corriere.it. Ti consiglio però di leggere prima questa analisi e poi divertirti a confrontare le mie osservazioni sul testo. Leggi tutto