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Omicidio Meredith Kercher: i titoli su Amanda Knox

Si è trattato di un vero e proprio show mediatico la lettura della sentenza – in diretta mondovisione – del processo in Appello sull’omicidio della giovane Meredith Kercher.

I singhiozzi di alcuni presenti in aula, le lacrime di Amanda Knox, assolta dopo quasi millecinquecento giorni di carcere, i fischi in piazza e le urla di “Vergogna!”: tutto ha concorso a trasformare una fase processuale in melodramma a tre voci.

Da una parte gli americani (in difesa di Amanda), con tutti i media a sparare a zero contro la giustizia italiana, “incomprensibile e pasticciona”, che aveva condannato in primo grado una ragazza senza che esistessero delle prove inconfutabili. Leggi tutto

Per la prima volta, le biografie italiane dell’11 settembre

Nel tuo lavoro ti sarà capitato di dover preparare una presentazione scritta di un evento, o anche di dover progettare un dossier che raccogliesse gli estremi di una vicenda già passata.

In ambito giornalistico – ma anche nella comunicazione d’impresa – a volte capita di leggere contenuti improvvisati, di cui non si capisce bene né l’obiettivo, né i singoli avvenimenti, né i protagonisti.

Mettiamola così. Anche se Google ci ha cambiato la vita – e quella delle nostre ricerche – arriva sempre un momento in cui qualcuno deve fare chiarezza, deve riassumere una situazione e argomentare uno o più punti di vista in maniera chiara e comprensibile a diverse tipologie di pubblico. Leggi tutto

La breccia di Pisapia

Per titolare questo post, prendo in prestito uno dei titoli giornalistici più creativi partoriti nella notte del 16 maggio, quella della vittoria di Giuliano Pisapia al primo turno delle amministrative.

La paternità credo sia di Gad Lerner, che l’ha usato come tema della puntata dell’Infedele. Poi lo ha rilanciato Massimo Gramellini in prima pagina sulla Stampa di oggi.

Se hai avuto il piacere di sfogliare questo blog, ti sarai reso conto che l’argomento “titoli” mi sta particolarmente a cuore. Il titolo è un elemento trasversale della scrittura: è utile in campo giornalistico, perché da quello si decide la sorte di un articolo; è fondamentale nel marketing e nella pubblicità, perché l’attenzione verso un prodotto, un servizio o un evento verrà catturata soltanto se il titolo sarà creativo e si saprà distinguere dalla massa. O se comunque sarà chiaro, diretto e rispondente a un bisogno. Leggi tutto

Titoli efficaci per “bucare” l’attenzione

Sono stato un po’ assente dal blog e me ne scuso con te. Non sono però rimasto con le mani in mano: ho approfondito studi che riguardano il mio percorso di crescita personale sulla comunicazione efficace. Detto così sembra una roba seria, e in effetti un po’ lo è (ma non necessariamente seriosa!).

Da questo periodo di magra scrittura – ma di folte letture – mi porto dietro alcune belle informazioni che vorrei condividere con te in una serie di post che andrò via via a scrivere in questi giorni.

Partiamo da un elemento centrale, che sconfina in almeno tre ambiti della scrittura professionale: il titolo.

I titoli efficaci sono per eccellenza la parte “nobile” di un articolo giornalistico, è la summa di tutto ciò che viene espresso dal redattore. È di fatto il punto dove l’occhio cade in una pagina di giornale: dalla veloce interpretazione di quel titolo, il lettore deciderà se fermarsi e leggere l’articolo o se invece proseguire nello sfogliare le pagine successive. Leggi tutto

Scrivere per farsi leggere: la famosa regola anglosassone delle 5 W

Sei alle prese con articoli da scrivere per il tuo blog? Stai lavorando ai contenuti di un sito o devi preparare una presentazione di lavoro che abbia un testo introduttivo?

Saprai certamente che la difficoltà maggiore è quella di riuscire ad attirare l’attenzione di chi deve leggere ciò che stai scrivendo. La vera prova è convincere il tuo pubblico ad andare oltre il titolo e le prime righe.

Tutti noi abbiamo poco tempo da dedicare alla lettura, e quel poco tempo è spesso frammentato e contaminato da mille attività. Ecco allora che alcune buone vecchie regole giornalistiche tornano utili, più che mai nell’era del web.

In questo post ti parlerò delle famose 5 W di stampo anglosassone (who, what, when, where, why), anche note come il modello della piramide rovesciata. Leggi tutto

Scrittura efficace? Coltiva la lettura

Oggi ti parlo un po’ di me, della mia passione per la lettura. E di come ho scoperto la legge di attrazione, senza saperlo.

Quando ero piccolo – intendo fine anni ’60, inizio ’70 – a casa mia c’erano sempre almeno uno o due quotidiani. Abitavo a Torino e mio padre, come da gusti e tradizione, comprava La Stampa e talvolta Tuttosport.

Grande lettore, mio padre. Appassionato di ogni disciplina sportiva e praticante lui stesso (atletica, calcio, tennis, sci), una volta mi ha raccontato che nei primi anni ’50, quando era studente, aveva a disposizione ogni giorno una monetina di non so più quante lire. Doveva scegliere: o prendere il tram per andare a scuola, o passare all’edicola, comprarsi un quotidiano, e fare la strada a piedi (circa un’ora) lungo la quale ovviamente poteva leggersi l’intero giornale…

Dunque per me posso parlare di componente genetica e influenza dell’ambiente    🙂 Leggi tutto

Free press: quando la scrittura si contrae

È un variegato fenomeno che ha cambiato lo stato d’animo di chi ogni mattina si fa trascinare da una metropolitana, si concede un cappuccino al bar, si appresta a prendere un numeretto per affrontare la fila all’ufficio postale.

Nel treno per pendolari su cui salgo per recarmi al lavoro, spesso mi capita di essere l’unico a leggere un giornale comprato all’edicola.

La free press rappresenta una finestra sulle notizie del mondo, disponibile per tutti, indipendentemente dall’età o dal grado di istruzione. Per i pensionati e gli immigrati è un sistema economico per restare aggiornati. Per gli studenti poco inclini alla lettura è un modo veloce per allinearsi al gossip del giorno. Per i professionisti o gli impiegati è un’estensione multicolore rispetto alle notizie già sentite in televisione o alla radio.

Di testate, nelle grandi città metropolitane, ne sono rimaste – direi – almeno quattro (la crisi ha colpito non solo la stampa a pagamento). Metro, Leggo, City e DNews. Dai primi di ottobre, a Roma e Milano, si è aggiunto il settimanale gratuito Io spio, dedicato al gossip e pubblicato dallo stesso editore dei quotidiani Metro e DNews. Leggi tutto