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Deledda e Tamaro, scrivere oltre il tempo

In questo blog avrai letto molte volte che per scrivere in maniera vincente è decisamente importante la lettura di qualità. Senza una buona lettura non può esistere una buona scrittura. Narrativa, giornalistica, professionale.

Di partenza, è un ottimo (e facile) allenamento leggere almeno un quotidiano al giorno, possibilmente di caratura nazionale. Meglio cartaceo che web. L’occhio si stanca meno, la fisiologia si esprime in maniera più attiva e aiuta la concentrazione. Sarò fuori moda, ma funziona che è un piacere. Leggi tutto

Racconti zen, una scrittura che fa bene allo spirito

Inizio il 2011 – che strano effetto scrivere questa nuova data – dedicando il primo post dell’anno a uno scrittore che nessuno conosce.

Richard Brautigan – leggo da Wikipedia – visse un’infanzia travagliata, a causa del divorzio precoce dei genitori e dei maltrattamenti subiti dai successivi compagni della madre.

Tralascio la sua non lunga biografia, contrassegnata dall’avvicinamento al movimento hippy e dalla sua dipendenza dall’alcol. Nonostante tutto, è considerato il romanziere più significativo di quel periodo, rappresentato più che altro da poeti.

A causa dello stile scarno e del ritratto preciso di figure tipiche – donne piene di sogni irrealizzati, perdigiorno alcolizzati, artisti falliti intrappolati in un universo domestico della costa ovest americana – Brautigan viene accostato per la tipologia umana a Raymond Carver. Leggi tutto