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Ho scoperto di essere uno scanner. E ora mi diverto

Anche se nell’ultimo mese ho trascurato un po’ questo blog, ho il piacere di invitarti qualche minuto a sedere qui con me. Come direbbe il mio amico coach e maratoneta Giuse Montanari, a prendere un caffè insieme e ad aggiornarci sulle ultime novità.

ScritturaVincente ha superato un anno di vita e tra non molto si evolverà nei contenuti (e nella grafica), come tutti quelli che cercano una strada che assomigli il più possibile alle proprie corde emotive.

Se c’è una cosa che ho capito è che questa finestra digitale sulla scrittura professionale (ma anche sul personal branding e la comunicazione) è utile sia a te che la leggi con attenzione e con un occhio di riguardo, e sia a me che la aggiorno.

Mi spiego meglio. L’esperienza professionale mi ha convinto che la scrittura è tornata pesantemente al centro delle nostre vite. Con l’avvento dei social network, email, sms (e chi più ne ha, più ne metta) la parola scritta è uno strumento fondamentale per districarsi nelle relazioni personali e specialmente in quelle lavorative. È il biglietto da visita del nostro brand personale.

Attraverso la scrittura, ognuno di noi oggi comunica le proprie passioni, il bagaglio di creatività, la capacità di analisi e di sintesi, la presentazione della propria storia. Riesce a far ridere e a far piangere, a far emozionare e a convincere. A vendere le proprie idee e a lasciare un segno nelle persone che frequenta.

Questo blog non vuole essere soltanto una valigia di strumenti professionali. Scrivere in maniera vincente per me significa saper riscrivere la propria vita. Ed è quello che mi sta accadendo ormai da alcuni mesi a questa parte.

Come forse saprai, da qualche tempo ho ricalibrato il mio obiettivo lavorativo. Ho capito che era arrivato il momento di cominciare a farmi pagare per essere me stesso, per vivere la mia vita. Avendo constatato che la ricchezza non è garanzia di felicità, ho pensato che inseguendo i miei veri interessi sarei diventato più ricco di quanto avrei potuto mai diventare inseguendo il denaro.

La riflessione partiva da due spunti. Da una parte, la rivoluzione digitale ha mutato radicalmente l’aspetto del lavoro, favorendo sempre di più singoli e microimprese che creano prodotti innovativi per mercati di nicchia e attirano sostenitori che si scambiano questi prodotti fra loro.

Dall’altra, ho fatto un check-up delle mie attitudini personali e professionali (te lo consiglio almeno una volta l’anno), scoprendo alcune cosine interessanti per ciò che riguarda il mio atteggiamento nei confronti del lavoro.

  • Creatività, divertimento e gratificazione devono stare al primo posto. So che quando ci si dedica alle attività preferite si passa per egoisti. Ma è un mito da sfatare. Ogni volta che decidiamo di tacere e fare un passo indietro, accettando supinamente mansioni ostili e lasciando prudentemente da parte ciò che ci riesce meglio, facciamo un danno al nostro datore di lavoro, ai clienti, a tutti. E ovviamente a noi stessi. Quando afferriamo il coraggio a due mani, e ci dedichiamo a ciò che ci sta realmente a cuore, se non altro siamo di ispirazione per gli altri.
  • Non sono una creatura monodimensionale. Sinceramente, senza falsa modestia, sono giornalista ma anche consulente, coach e perché no formatore, blogger satirico e padre di tre figlie. So ispirare gli altri e incoraggiarli. So mettere in comunicazione le persone, aiutandole a scoprire risorse utili dentro se stesse. So mettere in risalto il meglio di un prodotto, di un’impresa, di un ambiente, di un giovane alle prime armi. Sono doti che mi vengono riconosciute e che ho deciso di riportare al centro del mio mondo professionale.
  • Nelle mie esplorazioni all’insegna della libertà, sono attratto da particolari che gli altri quasi non notano. Seguo percorsi che mi portano a toccare argomenti apparentemente privi di ogni legame tra loro, e che a volte sfociano in ambiti controversi di politica, arte, umanità. Sono uno scanner guidato dall’istinto verso la novità successiva. Senza saperlo, forse rifuggo le regole convenzionali di successo e ricchezza.

Starai pensando: che palle, questo che parla solo di sé. In realtà, condivido queste riflessioni per spronarti a fare anche tu la stessa cosa. Continua a seguire questo blog, apri il dibattito inviandomi i tuoi commenti e le tue idee.

Continueremo a parlare di scrittura professionale e copywriting – come si affronta un testo, un’email, un piano editoriale, un e-book, una presentazione e molto altro – di comunicazione politica e aziendale, di nuovi media e di strumenti tradizionali.

Ma useremo questo spazio anche per confrontarci sulla scrittura della nostra vita. Sul nostro personal branding.

Parleremo sempre più di cambiamento, di possibilità di mettere a frutto interessi e competenze ricavandone un reddito. Di lavorare divertendosi, trovando gratificazioni e opportunità di crescita. Di strategie per superare gli ostacoli e le paure.

In fondo non serve a nulla essere vivi se poi ci perdiamo in faccende di poco conto e di nessuno interesse.

Vasco Rossi: scrivere una lettera ai fan con carta e penna

Irraggiungibile Vasco! Un grande esempio di comunicazione scritta che vorrei analizzare insieme a te nei dettagli.

In piena era digitale, lui prende un foglio di quaderno a righe e una semplice penna Bic per scrivere di getto una lettera ai suoi milioni di fan. Per ringraziare tutti coloro che gli hanno dimostrato la propria vicinanza nel corso della sua degenza in clinica.

Poche frasi con una scrittura quasi infantile (che la dice lunga sul bambino che dentro di lui governa un signore di quasi 60 anni). Un gesto emotivo – direi una dichiarazione d’amore – piuttosto raro per un artista che non ama parlare in generale, meno che mai dei suoi sentimenti.

La lettera è stata pubblicata ieri pomeriggio sulla sua pagina di Facebook. In meno di 24 ore siamo arrivati a quasi settemila “mi piace” e milleduecento commenti. Oltre ovviamente a essere stata ripresa da tutti i media nazionali e non.

Che dire? Un fantastico esempio di scrittura vincente! Leggi tutto

Red Ronnie: autogol o paraculata?

Ormai il ballottaggio Moratti-Pisapia alle amministrative di Milano è un case-history da utilizzare durante i seminari sui social network.

Ti è capitato di seguire il tam tam scatenato in Rete? A partire dal “colpo basso” assestato dall’attuale sindaco allo sfidante – durante il faccia a faccia in diretta su Sky – si è capito che i social avrebbero avuto un ruolo importante e decisivo per questa tornata elettorale.

Credo che il nuovo vento partito da Milano stia in qualche modo transitando per la Rete. Non so cosa ne pensi, ma un’offensiva “social”, nel bel mezzo di una sfida elettorale, rappresenta di fatto una prova del cambio di stagione. Quasi un allineamento tardivo al peso che i media digitali hanno dimostrato in occasione – ad esempio – delle elezioni di Barack Obama.

#RedRonnieQuotes

Fatto sta che su Twitter sono partiti quattro canali ad hoc:

  • #SeVincePisapia, che immagina il capoluogo lombardo da lunedì 30 maggio, quando il candidato del Pd potrebbe diventare sindaco
  • #MorattiQuotes, con le frasi più assurde (e, nella maggior parte dei casi, inventate) del primo cittadino uscente
  • #SantanchéQuotes, con il pensiero della pasionaria del Pdl
  • #RedRonnieQuotes, creato dopo le polemiche del cantautore contro l’effetto Pisapia

Quest’ultimo canale è stato generato dopo che Red Ronnie, consulente della Moratti, ha attribuito all’effetto Pisapia la cancellazione di un concerto previsto per domani, otto giorni prima dell’eventuale vittoria di Pisapia.

Risultato? È partita la corsa allo sberleffo!! Leggi tutto