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20 (+1) idee per scrivere un augurio di compleanno

Sei d’accordo con me che il giorno del tuo compleanno passa sempre con un sottile sottofondo di eccezionalità…?

«Bella scoperta…!»

Intendo dire che quando compi gli anni, nella prima pagina del giornale delle tue emozioni c’è sempre un titolo speciale che ti riguarda. L’apertura è: «Oggi sono il festeggiato!». Con foto del protagonista in posa da soffiatore di candeline o con calice di spumante d’ordinanza.

Ti aspetti che gli altri ti trattino con il riguardo che meriti, anche se a venire lodata dovrebbe essere forse più tua madre, che qualche anno prima ha compiuto sforzi non particolarmente leggiadri. Leggi tutto

Metti poesia nella tua scrittura. E sarà vincente

Lascia che ti racconti come ho conosciuto la “poetessa della quotidianità”. Era il pomeriggio di un giorno di febbraio del 2009: ancora non sapevo che di lì a poco avrei scoperto l’esistenza di una fra le persone che hanno cambiato il mio modo di scrivere. E il mio atteggiamento nel ragionare sulle emozioni della scrittura.

Nel programma radiofonico Il terzo anello – Damasco, l’attore e scrittore Giuseppe Cederna parlava di Wislawa Szymborska, una poetessa polacca nata nel 1923, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996.

Cederna raccontava a noi ascoltatori il suo incontro con la poesia e con un’autrice molto particolare: quella Szymborska (da pronunciare con una delicata Sgiiii… iniziale) che applicava la poesia alla vita, in tutte le sue manifestazioni. Anche quelle più irrilevanti, fino all’amore e alla morte.

Ho subito (il giorno dopo) acquistato un suo libricino – si chiama Due punti, edito da Adelphi – che non è solo una meravigliosa raccolta di poesie. È un sollievo dell’anima da portare sempre con sé, da sfogliare nei momenti di sconforto, come in quelli di gioia. Da tenere sul comodino, in valigia, nel cuore.

Wislawa Szymborska è morta ieri a Cracovia. Aveva 88 anni. Non so bene perché, ma sono sicuro che la sua energia resterà per sempre. Chiunque di noi la può liberare aprendo le pagine delle sue poesie.

Prospettiva

Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
o distratti
o immemori
di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

D’altronde nessuna garanzia
che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino nient’affatto.

Li ho visti dalla finestra
e chi guarda dall’alto
sbaglia più facilmente.

Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.

E io, solo per un istante
certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali,
quanto triste è stato.

Obama, Hillary, Cameron: chiedimi se sono felice?

Mi scuso con te se non riesco ad aggiornare questo blog come vorrei. Il tempo è sempre tiranno, specie in periodi di grande semina professionale come questi.

In queste settimane sto approfondendo un lavoro di ricerca e studio per quanto riguarda il personal branding e la comunicazione efficace sul web. Molte persone che incontro, o mi contattano, mi raccontano le loro difficoltà nel barcamenarsi con la promozione di se stessi e delle loro attività.

Sappiamo che la Rete può essere un grande alleato a patto di conoscere le regole di base per presentarsi in maniera unica, coerente ed efficace. Il punto è che non è sempre facile valorizzare se stessi e le proprie capacità per creare un marchio, una garanzia di fiducia e di valore da offrire a chi entra in contatto con noi.

Una delle cose che ripeto spesso nelle consulenze e nelle sessioni di coaching – oltre al fatto di farsi allenare da un professionista della comunicazione – è quella di prendere spunto dall’attualità. La politica, le imprese, il mondo in generale è ricco di esempi di comunicazione efficace. È importante mettersi in ascolto, capire gli obiettivi che stanno dietro i messaggi persuasivi e le modalità con cui queste persone si rivolgono a determinati target, spesso anche molto settoriali. Leggi tutto

Ma un calcio nel c… a qualche campione viziato??

Post breve ma significativo. Oggi va così. Il tema è: scrivere la propria storia personale. Se possibile, però, cercando di evitare una serie di capitoli inopportuni e imbarazzanti.

Che sta succedendo a un manipolo di campioni dello sport? Dove sono finiti i loro mental coach, ammesso che ne abbiano mai avuto uno?

Leggo dalla rassegna stampa:

  • Federica Pellegrini: “Io portabandiera alle Olimpiadi? Direi di no, troppo faticoso”
  • Samuel Eto’o: “Nostalgia dell’Inter, tornerei solo per due mesi”
  • Ibrahimovic e Cassano: “Troppo stress, tra qualche anno lasciamo il calcio”
  • Bobo Vieri: fallisce la sua società, lascia un buco da 14 milioni di euro!

Gente che col sacrificio si è costruita una professionalità milionaria. Ma che una volta arrivati lassù, sono più leggeri e volatili di un passerotto. E buttano all’aria delle fantastiche opportunità solo perché la loro testa non riesce a essere coerente con il proprio Brand personale.

Leggiti allora la storia di Aldo Montano, che dopo mille peripezie ha vinto la medaglia d’Oro ai Mondiali di scherma. “Per mesi non sono più salito in pedana. Ho lavorato solo sulla mia testa, con l’aiuto di un coach, e sulla teoria. Ha funzionato”.

Ancora di più, leggi la favola di un altro schermidore italiano. Paolo Pizzo, catanese, 28 anni. Guarito da un tumore, ha vinto anche lui l’Oro mondiale nella Spada, specialità che l’Italia non vinceva da 10 anni.

Ciao Bobo! Sarebbe stato meglio se quei 14 milioni di euro li avessi usati per aiutare qualcuno ad avere le tue stesse opportunità.

Anthony Robbins: il reportage dell’Upw 2011 di Rimini

A 48 ore dalla fine del corso di Anthony Robbins a Rimini, sento un’energia nuova dentro di me. Una forza che – in questi ultimi tempi – era rimasta nascosta dentro, bloccata da mille paure. E che ora, finalmente, è riuscita a sprigionarsi verso la vita.

A caldo, appena rientrato a Roma, ho scritto un reportage sul Upw che ho inviato al mio amico e mentore Nello Acampora. Lui ha deciso di pubblicarlo sul suo blog personale, e di questo lo ringrazio di cuore.

Ti propongo il testo così come l’ho scritto di getto. Lì dentro ci sono le emozioni meravigliose grazie alle quali ho piantato un nuovo seme.

Che ora crescerà, con gioia.

.

Roma, notte del 27 settembre 2011,

Vi dico solo che prima di partire per il corso di Tony prendevo la melatonina per regolarizzare il mio sonno. Ora ho capito che basta solo la Tonyna…!!

Cercherò di riassumervi in poche righe un fiume di emozioni e sensazioni fisiche che hanno colmato il mio cuore e quello di circa settemila partecipanti durante il week-end appena concluso. Anthony è stato a Rimini per quattro fantastici giorni e si è concesso con la consueta generosità ed energia strabiliante di cui solo lui è capace. Per questo è il numero uno dei coach.

Tony, non avevo dubbi, ha mantenuto le promesse: mi ha davvero consegnato un set di strumenti per sprigionare il potere che è in me e creare un impatto positivo e duraturo nella mia vita.

Questo corso è più che altro un percorso appena cominciato, è lo slancio per alzarsi dalla sedia, per muovere i primi passi, per abituarci a sentire l’energia scorrere nelle nostre vene. Quando siamo in questo stato, nulla ci è davvero precluso. In ogni caso, anche nei momenti meno vitali, staremo camminando nella giusta direzione, liberi dalle catene delle credenze depotenzianti. Leggi tutto

Silvio Forever. Perché Berlusconi incarna i 7 fondamentali meccanismi del successo

Hai avuto modo di vedere ieri sera il film documentario sulla vita del nostro attuale premier, trasmesso in prima serata da La7?

Il film Silvio Forever – scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, e diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni – era uscito nelle sale a marzo scorso. Al termine della messa in onda, Enrico Mentana ha condotto un dibattito in studio con Giuliano Ferrara, Eugenio Scalfari e Paolo Mieli.

Devo dirti che la visione ha confermato la mia idea (peraltro non originale) sull’uomo Berlusconi. Non tanto sul politico, perché in caso di elezioni ognuno è libero di votare secondo coscienza e utilità del momento.

È il “venditore” Berlusconi che mi ha sempre sottilmente interessato, fin dai tempi in cui lessi un ottimo saggio scritto da illustri colleghi come Massimo Gramellini, Curzio Maltese e Pino Corrias. Il libro si intitola 1994: Colpo grosso. Leggi tutto

Deledda e Tamaro, scrivere oltre il tempo

In questo blog avrai letto molte volte che per scrivere in maniera vincente è decisamente importante la lettura di qualità. Senza una buona lettura non può esistere una buona scrittura. Narrativa, giornalistica, professionale.

Di partenza, è un ottimo (e facile) allenamento leggere almeno un quotidiano al giorno, possibilmente di caratura nazionale. Meglio cartaceo che web. L’occhio si stanca meno, la fisiologia si esprime in maniera più attiva e aiuta la concentrazione. Sarò fuori moda, ma funziona che è un piacere. Leggi tutto

Scrivere i discorsi al presidente Obama

Che meraviglia la storia di Jon Favreau, 30 anni, speechwriter del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Frutto straordinario di quella mescolanza di etnie presenti in America – figlio di madre greca e padre canadese – Favreau è uno splendido esempio di cosa sia la democrazia Usa, in cui ognuno sfrutta tutte le chance possibili puntando sulle sue qualità umane e culturali.

La sua vita di “scrittore” (come si definisce lui) è cambiata nel 2005, quando fu presentato a Obama appena diventato senatore in Illinois. Alla fine Barack accettò di assumerlo, sebbene fino a quel momento i discorsi se li era scritti da solo e non pensava di aver bisogno di qualcuno che lo facesse per lui.

Di studi umanistici e originario del Massachusetts, Favreau è proiettato su due fronti contemporaneamente. Da un lato segue l’attualità per capire cosa pensa la gente; dall’altro si proietta su scenari futuri (come le presidenziali del 2012) che vengono studiati con molto anticipo. Leggi tutto

Mameli, il coraggio di scrivere un inno a soli 20 anni

Lo sapevi che Goffredo Mameli – il giovane poeta e scrittore a cui si devono le parole del nostro inno nazionale – morì per la Patria alla giovane età di 22 anni, per una ferita infetta procuratasi nella difesa della seconda Repubblica Romana?

In queste ore, mentre il Paese celebra il Risorgimento italiano, ripenso al Coraggio (con la C maiuscola) di questi ragazzi che ci hanno liberato dallo straniero e hanno dato il via libera alla genesi di una nazione. Che,  nonostante scandali e vergogne nostrane, è pur sempre riconosciuta dal mondo come la culla del bello, delle arti, della poesia, della musica.

Mameli scrisse il Canto degl’Italiani nel 1847, all’età di soli 20 anni. Un’età di entusiasmi feroci, di ideali forti, di passioni che ti catapultano al centro della Storia.

Come scrive Gramellini oggi sulla Stampa

Sono le minoranze di entusiasti a fare la storia, per poi imporla ai pigri e agli scettici come epica collettiva

Non ho perso le speranze nelle giovani generazioni: vedo le mie figlie crescere con gioia, con lo stupore negli occhi per le meraviglie della vita.

Credo sia sempre una questione di coraggio. Il coraggio dei padri nel mettersi in gioco, nel guidare con esempio, nel trasmettere ai propri ragazzi una tavolozza di valori con cui dipingeranno il loro futuro.

Saranno loro, minoranza di entusiasti, a scrivere la Storia partendo da lì.

Da quel barlume di passione intravisto negli occhi dei loro genitori.

Scrivere in braille alla compagna cieca

In periodi di attacco alla scuola pubblica, ci sono storie che fanno commuovere. E insegnanti che meriterebbero un elogio speciale.

Hai mai pensato alla fortuna che abbiamo nell’avere due occhi che funzionano? E a immaginare quale mondo possono “vedere” nella loro mente i ciechi?

I protagonisti di questa vicenda sono una bimba di sette anni – cieca dalla nascita ma con tanta voglia di sentirsi normale – e i compagnetti di seconda elementare che per non lasciare sola, nella sua disabilità, l’amichetta, aiutati dalle maestre, hanno imparato alla perfezione il braille, il sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti. Leggi tutto