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Omicidio Meredith Kercher: i titoli su Amanda Knox

Si è trattato di un vero e proprio show mediatico la lettura della sentenza – in diretta mondovisione – del processo in Appello sull’omicidio della giovane Meredith Kercher.

I singhiozzi di alcuni presenti in aula, le lacrime di Amanda Knox, assolta dopo quasi millecinquecento giorni di carcere, i fischi in piazza e le urla di “Vergogna!”: tutto ha concorso a trasformare una fase processuale in melodramma a tre voci.

Da una parte gli americani (in difesa di Amanda), con tutti i media a sparare a zero contro la giustizia italiana, “incomprensibile e pasticciona”, che aveva condannato in primo grado una ragazza senza che esistessero delle prove inconfutabili. Leggi tutto

Oggi tutti vendono, te ne sei accorto?

Da giornalista voglio segnalarti un buon esempio di linguaggio persuasivo. Da qualche tempo sono un lettore – piuttosto discontinuo – del settimanale Vanity Fair. È scritto bene (ci sono ottime penne come Gad Lerner, Enrico Mentana, Daria Bignardi, Pino Corrias, Fabrizio Rondolino e Giorgio Dell’Arti, solo per citare i miei preferiti).

Oltre a questo, ci sono idee originali alle spalle, la lettura non è mai banale. Sono loro ad aver inventato il tempo di lettura alla fine di ogni articolo: a parte in spiaggia, dove uno ha molto tempo, è uno stratagemma utile per dare una priorità alle pagine da leggere.

Sono sempre loro – e molti hanno poi copiato – ad aver dato un taglio particolare alle interviste. Ovvero il giornalista racconta al lettore il suo backstage. Dove ci siamo visti con il personaggio da intervistare, cosa stava facendo in quel momento, come era vestito, cosa ha detto fuori dai microfoni, e così via. Uno sguardo dietro alle quinte che ci piace. Leggi tutto

La breccia di Pisapia

Per titolare questo post, prendo in prestito uno dei titoli giornalistici più creativi partoriti nella notte del 16 maggio, quella della vittoria di Giuliano Pisapia al primo turno delle amministrative.

La paternità credo sia di Gad Lerner, che l’ha usato come tema della puntata dell’Infedele. Poi lo ha rilanciato Massimo Gramellini in prima pagina sulla Stampa di oggi.

Se hai avuto il piacere di sfogliare questo blog, ti sarai reso conto che l’argomento “titoli” mi sta particolarmente a cuore. Il titolo è un elemento trasversale della scrittura: è utile in campo giornalistico, perché da quello si decide la sorte di un articolo; è fondamentale nel marketing e nella pubblicità, perché l’attenzione verso un prodotto, un servizio o un evento verrà catturata soltanto se il titolo sarà creativo e si saprà distinguere dalla massa. O se comunque sarà chiaro, diretto e rispondente a un bisogno. Leggi tutto

Lettere di vendita efficaci: il titolo

Caro amico lettore,

dai commenti e le email che mi arrivano prendo atto che ti interessa approfondire il tema della scrittura per promuovere e vendere. Di fatto, per comunicare in maniera persuasiva.

Insieme a qualche post che ti parla della mia esperienza giornalistica, mi fa piacere affrontare in questo blog l’argomento della scrittura in chiave marketing e comunicazione d’impresa. Da anni svolgo, insieme all’attività di giornalista, proprio il mestiere di copywriter, ovvero la scrittura di testi promozionali e comunicativi, specialmente per il web.

Vorrei parlarti ora delle lettere di vendita. In realtà, alle lettere di vendita bisognerebbe dedicare un intero blog per quanto sono importanti e per quanto la loro struttura sia articolata. Mi limiterò adesso a parlarti dei titoli, così da completare il trittico

  • titoli giornalistici
  • titoli di un’email
  • titoli di una lettera di vendita

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Oggetto efficace per far leggere la tua email

Nel post precedente ti parlavo di titoli efficaci in campo giornalistico. Era necessaria infatti un’infarinatura che accennasse all’importanza di un titolo per chi lavora in un quotidiano cartaceo, alla radio o nella redazione di un telegiornale.

In estrema sintesi, il titolo deve essere riconoscibile: chi lo costruisce deve possedere il senso della notizia, il dono della sintesi e la capacità di utilizzare riferimenti culturali diversi. La buona notizia per te è che queste qualità possono essere sviluppate e allenate.

Per questo ti invitavo a tenere alta l’attenzione sui titoli giornalistici che ti circondano. È più facile, ce ne sono in abbondanza. È da lì che puoi partire per imparare come si titolano documenti professionali, testi scritti per il web, post di blog. Prendiamo quindi il modello giornalistico per poi studiare le varianti.

Prima di parlare dei titoli efficaci nel settore del marketing – ricordati che il titolo è l’etichetta con cui puoi sigillare la tua opera creativa: un prodotto, un servizio, un libro, qualunque cosa – voglio fare velocemente con te alcune considerazioni sull’email, un ambito che ormai pervade il nostro quotidiano e che ci tiene in relazione con il mondo, molto più di tante telefonate e riunioni varie. Leggi tutto

Titoli efficaci per “bucare” l’attenzione

Sono stato un po’ assente dal blog e me ne scuso con te. Non sono però rimasto con le mani in mano: ho approfondito studi che riguardano il mio percorso di crescita personale sulla comunicazione efficace. Detto così sembra una roba seria, e in effetti un po’ lo è (ma non necessariamente seriosa!).

Da questo periodo di magra scrittura – ma di folte letture – mi porto dietro alcune belle informazioni che vorrei condividere con te in una serie di post che andrò via via a scrivere in questi giorni.

Partiamo da un elemento centrale, che sconfina in almeno tre ambiti della scrittura professionale: il titolo.

I titoli efficaci sono per eccellenza la parte “nobile” di un articolo giornalistico, è la summa di tutto ciò che viene espresso dal redattore. È di fatto il punto dove l’occhio cade in una pagina di giornale: dalla veloce interpretazione di quel titolo, il lettore deciderà se fermarsi e leggere l’articolo o se invece proseguire nello sfogliare le pagine successive. Leggi tutto

Scrivere per farsi leggere: la famosa regola anglosassone delle 5 W

Sei alle prese con articoli da scrivere per il tuo blog? Stai lavorando ai contenuti di un sito o devi preparare una presentazione di lavoro che abbia un testo introduttivo?

Saprai certamente che la difficoltà maggiore è quella di riuscire ad attirare l’attenzione di chi deve leggere ciò che stai scrivendo. La vera prova è convincere il tuo pubblico ad andare oltre il titolo e le prime righe.

Tutti noi abbiamo poco tempo da dedicare alla lettura, e quel poco tempo è spesso frammentato e contaminato da mille attività. Ecco allora che alcune buone vecchie regole giornalistiche tornano utili, più che mai nell’era del web.

In questo post ti parlerò delle famose 5 W di stampo anglosassone (who, what, when, where, why), anche note come il modello della piramide rovesciata. Leggi tutto

Free press: quando la scrittura si contrae

È un variegato fenomeno che ha cambiato lo stato d’animo di chi ogni mattina si fa trascinare da una metropolitana, si concede un cappuccino al bar, si appresta a prendere un numeretto per affrontare la fila all’ufficio postale.

Nel treno per pendolari su cui salgo per recarmi al lavoro, spesso mi capita di essere l’unico a leggere un giornale comprato all’edicola.

La free press rappresenta una finestra sulle notizie del mondo, disponibile per tutti, indipendentemente dall’età o dal grado di istruzione. Per i pensionati e gli immigrati è un sistema economico per restare aggiornati. Per gli studenti poco inclini alla lettura è un modo veloce per allinearsi al gossip del giorno. Per i professionisti o gli impiegati è un’estensione multicolore rispetto alle notizie già sentite in televisione o alla radio.

Di testate, nelle grandi città metropolitane, ne sono rimaste – direi – almeno quattro (la crisi ha colpito non solo la stampa a pagamento). Metro, Leggo, City e DNews. Dai primi di ottobre, a Roma e Milano, si è aggiunto il settimanale gratuito Io spio, dedicato al gossip e pubblicato dallo stesso editore dei quotidiani Metro e DNews. Leggi tutto

La scrittura in Rete: titoli e testi efficaci

In un post di qualche giorno fa, ti parlavo di come organizzare le idee per elaborare contenuti chiari e rendere la comunicazione efficace e comprensibile.

Ora invece passiamo alla scrittura di una generica pagina in Rete.

Intanto partiamo da una semplice considerazione: visto che un contenuto web si legge attraverso lo schermo di un computer, la modalità di lettura di un sito sarà ovviamente diversa da quella con cui si scorre un volume cartaceo, una rivista o un quotidiano.

Pensaci bene. Quando sei davanti a uno schermo, come in questo momento, è probabile che il tuo occhio dia istintivamente uno sguardo in generale sull’intera pagina visualizzata. La prima cosa che ti attira non sono le foto, ma i titoli testuali, per poi passare alle porzioni di testo meglio evidenziate.

Se guardassimo la traccia lasciata dal tuo occhio sullo schermo, vedremmo una scia che inizia dalla zona in alto a sinistra, per poi scendere verso il basso di solito in diagonale, e risalire infine verso destra.

Ecco perché una pagina in Rete ben strutturata e organizzata è più invitante da leggere.

Vediamo ora qualche regola semplice su come scrivere in maniera efficace un titolo e un testo. In un post successivo ti parlerò poi di come usare i link in modo produttivo. Leggi tutto