Navigate / search

La finta sicurezza del posto fisso

Questa mattina – mentre leggevo sul Corriere della Sera che l’84 per cento dei giovani tra i 18 e i 34 anni per avere il posto fisso sarebbe disposto a guadagnare di meno – ho ricevuto un commento che mi ha fatto particolarmente piacere. Non che gli altri che ricevo siano meno importanti ed emozionanti… È che questo è scritto da un’amica con cui abbiamo condiviso del lavoro insieme. E di cui conosco parte delle sue ambizioni.

È una persona speciale, le cui riflessioni meritavano un posto speciale. Per questo ho pensato – caro lettore – di farti cosa gradita ripubblicandolo come post (è probabile che nell’area dei commenti restasse meno visibile).

Grazie dunque a Concita: aver espresso il suo punto di vista in maniera così chiara fa onore alla sua spinta propulsiva di diventare una persona preziosa per gli altri. Un coach di se stessa e di chi vorrà avere il piacere di farsi aiutare da lei.

Il commento si riferisce al mio post:
Lavorare con passione: che bella idea!

Carissimo Alessandro…. quanto sono d’accordo con quello che dici!

E parlo nella veste di chi, come me, in passato ha scelto la via più comoda dell’impiego pubblico. Una veste che indosso tuttora e che, ormai, mi sta sempre più stretta. Qualcuno potrebbe pensare che con i tempi che corrono… dovrei sentirmi fortunata anziché lamentarmi. Sinceramente mi sento fortunata… ma non si vive di solo pane.

Sebbene io sia convinta che anche il lavoro fisso si possa fare con passione e dedizione sono altrettanto convinta che lo scopo principale delle persone sia quello di evolversi. La finta sicurezza del posto fisso, invece, molte volte ci porta ad adagiarci e ad imparare a convivere con un profondo senso di insoddisfazione, che poi diventa frustrazione, senza neanche avere più la capacità di chiederci cosa potremmo fare per alleggerirci lo spirito e risvegliare la mente e, cosa ancora più grave, trasferendo poi questi stati d’animo in tutte le altre aree della nostra vita, ivi comprese le relazioni personali più intime.

Ogni giorno vedo intorno a me tante persone e tanti giovani talenti che, giorno dopo giorno, addormentano i loro cuori e i loro cervelli nella culla del posto fisso.

E’ per questo che penso che chi offre posti fissi di lavoro non regala illusioni… ma anestetici. Ed è per questo, e non solo per questo, che penso che abbandonare la chimera del posto sicuro sia la via più breve, e forse anche la più efficace, per risvegliare la creatività, la passione, lo spirito di iniziativa e di sacrificio delle persone.

Ovviamente questa è una mia personalissima idea e mi rendo conto che parlarne è molto più facile che attuarla ma ci tengo a precisare che le mie riflessioni hanno origine da un mio profondo senso di fiducia nella capacità degli essere umani – oggi forse un po’ appannata – di trovare ogni giorno nuovi modi creativi di risolvere e affrontare le piccole o grandi prove della vita.

Il mondo, oggi più che mai, ha bisogno di persone che lavorino con il cuore e con la passione e che, oltre ad aiutare direttamente gli altri, forniscano loro anche un esempio da imitare.

E allora, in questo gelida giornata invernale, in mezzo al ghiaccio e alla neve che ci circondano in questi giorni, accendiamo i nostri cuori e i nostri cervelli, e riscaldiamo questa giornata con qualche modo più creativo di affrontare qualche difficoltà, grande o piccola, che magari ci “ha paralizzato” in questi giorni.
Vabbè… ho scritto troppo! Ora vado a spalare la neve davanti casa e la cospargo di sale da cucina perché voglio uscire liberamente e non sto certo ad aspettare che il Comune mandi qualcuno a pulirmela.

Buona giornata a tutti i creativi.
Buddy, sei un mito!

P.S. Se vi serve qualcuno che spali la neve davanti casa….

.

Se ti è piaciuto questo articolo, puoi lasciarmi un tuo commento e condividerlo con chi preferisci.

Comments

Concita
Reply

Grazie Ale!
Cosa dire? Il fatto di avermi riservato questo “onore” mi ha commosso come mi hanno commosso tanti momenti di crescita condivisi.
Per essere una “persona speciale” bisogna circondarsi anche di persone speciali e se proprio non dovessero capitarcene sulla nostra strada, allora alziamoci e andiamo a cercarle.
Io l’ho fatto ed ho avuto la fortuna di conoscere te e altre decine di persone speciali che hanno donato splendore alla mia vita.
Nella speranza di riabbracciarti presto di persona, ti mando una grande abbraccio virtuale.

Piero Iacono
Reply

Ciao Concita,
non credo che ci sia un problema di posto fisso o a tempo.
Credo, piuttosto, che ci sia un problema più generale, che riguarda il ruolo aziendale dei dipendenti ( preferisco dire dei collaboratori ).

Mi sembra che i datori che fanno contratti a tempo indeterminato lo facciano per rendere più controllabile e produttiva la “forza lavoro”, mentre quelli che preferiscono assumere a tempo determinato cercano di contenere il costo delle retribuzioni.

A mio modo di vedere, la situazione cambierebbe se le aziende dessero ai dipendenti un ruolo di primo piano nello sviluppo dei prodotti e nel rapporto con i clienti. Il capo dovrebbe preoccuparsi di guidare la squadra piuttosto che far rispettare tutte le sue regole.

In questo modo, i dipendenti sarebbero incentivati ad esaltare la loro creatività perchè si sentirebbero più importanti. Il loro rapporto diretto con i clienti consentirebbe di creare prodotti su misura e il problema dell’occupazione verrebbe risolto: la mobilità ci sarebbe, ma all’interno dell’azienda.

E’ un problema di cultura. Speriamo che noi ragazzi riusciremo a risolvere i veri problemi di questo paese. Bisognerebbe solo darci un po’ di sostegno per avviare qualcosa di nuovo.

Piero Iacono.

Alessandro
Reply

Sono felice che @Concita abbia rilanciato il tema.

Grazie @Piero per i tuoi interventi puntuali 🙂

Cornetta Maria
Reply

Il volo pindarico dell’idealismo può scontrarsi contro le bollette da pagare, contro l’affitto che langue e contro la realtà in generale, bravissima a spezzarti le ali. Meglio il posto fisso: la creatività, almeno in Italia, non dà da mangiare e purtroppo, brutto da dirsi, il corpo ha le sue leggi e sono perentorie come i nostri padroni di casa!

Leave a comment

name*

email* (not published)

website