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Ma un calcio nel c… a qualche campione viziato??

Post breve ma significativo. Oggi va così. Il tema è: scrivere la propria storia personale. Se possibile, però, cercando di evitare una serie di capitoli inopportuni e imbarazzanti.

Che sta succedendo a un manipolo di campioni dello sport? Dove sono finiti i loro mental coach, ammesso che ne abbiano mai avuto uno?

Leggo dalla rassegna stampa:

  • Federica Pellegrini: “Io portabandiera alle Olimpiadi? Direi di no, troppo faticoso”
  • Samuel Eto’o: “Nostalgia dell’Inter, tornerei solo per due mesi”
  • Ibrahimovic e Cassano: “Troppo stress, tra qualche anno lasciamo il calcio”
  • Bobo Vieri: fallisce la sua società, lascia un buco da 14 milioni di euro!

Gente che col sacrificio si è costruita una professionalità milionaria. Ma che una volta arrivati lassù, sono più leggeri e volatili di un passerotto. E buttano all’aria delle fantastiche opportunità solo perché la loro testa non riesce a essere coerente con il proprio Brand personale.

Leggiti allora la storia di Aldo Montano, che dopo mille peripezie ha vinto la medaglia d’Oro ai Mondiali di scherma. “Per mesi non sono più salito in pedana. Ho lavorato solo sulla mia testa, con l’aiuto di un coach, e sulla teoria. Ha funzionato”.

Ancora di più, leggi la favola di un altro schermidore italiano. Paolo Pizzo, catanese, 28 anni. Guarito da un tumore, ha vinto anche lui l’Oro mondiale nella Spada, specialità che l’Italia non vinceva da 10 anni.

Ciao Bobo! Sarebbe stato meglio se quei 14 milioni di euro li avessi usati per aiutare qualcuno ad avere le tue stesse opportunità.

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