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La scrittura delle scoperte. E dell’anima

Sto leggendo quasi in contemporanea due libri che promettono emozioni interessanti per quanto riguarda i meandri della scrittura.

Il primo si intitola “I sette veli – Il cammino verso la verità” del tedesco Ruediger Schache, scrittore, giornalista indipendente, studioso della coscienza e conduttore di seminari e coach.

Schache sostiene che nulla avviene per caso, né al di fuori né dentro di te. Se sei sulla strada verso la comprensione del modo in cui i tuoi pensieri ed emozioni agiscono sul mondo che ti circonda, questo percorso ti porterà a conoscenza e domande sempre più profonde su te stesso e sulla tua vita.

Nel cercare di sollevare il velo dell’inconsapevolezza – che ci impedisce di attivare quello stato interiore di osservazione consapevole, generatore di sicurezza, chiarezza, forza e stabilità interiore – l’autore suggerisce di “rendere visibili le scoperte” del tuo osservatore privilegiato.

Scrivere le tue scoperte

Acquista uno di quei bellissimi taccuini che vendono nelle librerie o cartolerie di pregio. Puoi intitolarlo “Il libro delle mie risposte” o “Il libro della mia vita”. Dentro vi puoi annotare le tue scoperte ed esperienze personali, non come in un diario, ma come in un “libro delle scoperte”.

Rispondendo alle due domande – “Chi o che cosa sono io” e “Cosa sta succedendo qui” – attiverai quell’osservatore esterno che percepirà la situazione con distacco, senza pensare né ricorrere all’intelletto.

È la tua parte più intima ad essere lasciata libera di ascoltare, senza intervenire né giudicare. Entrerai in contatto con la tua anima, e la scrittura sarà un mezzo per rendere questo viaggio ancora più evidente e lineare.

La scrittura dell’anima

Sullo stesso genere, ma con modalità e approcci diversi, si preannuncia l’altro libro che ho acquistato, ma non ancora letto, se si eccettua l’introduzione e le note di copertina. Si intitola “La scrittura dell’anima”. Ecco alcune note dell’autrice Susanna Garavaglia.

La Scrittura dell’Anima, da me messa a punto in tanti anni d’esperienza con diverse tecniche psicospirituali, nasce da una lunga ricerca sull’uso della parola scritta non come fine (creazione di un prodotto finito) ma come mezzo, come pratica trasformativa, psicospirituale e “terapeutica”.

Scrivendo in uno stato meditativo, attraverso semplici passaggi graduali ma potenti, riusciamo a contattare la voce del Sé e a porci su un gradino più alto, al di là d’ogni spazio e d’ogni tempo, dal quale possiamo vedere passato e futuro con le lenti di un eterno presente.

E nascono così, nero su bianco, le indicazioni di quello che già si sta muovendo nei nostri corpi sottili e che non è ancora arrivato a livello del nostro corpo fisico o della nostra coscienza ma che già vive in noi perché è quello che il nostro Sé ha scelto per la nostra evoluzione.

Andando avanti nella lettura ti terrò aggiornato. Nel frattempo, credo che andrò a comprare un bel taccuino da rinominare “Il libro delle mie risposte”…    🙂

Da parte tua, come esercizio potresti cominciare a scrivere la tua storia con YouTube. Come fare? Rileggi questo post che ho scritto a fine novembre. Si parla di come si scrive una search story.

Comments

Ilaria Cardani
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Dunque, dunque, dunque: questo post mi ha affascinato moltissimo . Da una parte in cuor mio, caro Alessandro, ti sto maledicendo perché vai ad aggiungere altri due libri da leggere al mio lungo elenco e alle mie alte pile: non faccio buoni propositi mai su niente. Eccetto su una cosa: “non comprare libri (o ebook o video etc.) fino a che non hai esaurito un bel po’ di letture di quel che hai già in casa di bello, interessante e prezioso”. E poi entro in una spirale: disattendo il proposito e aumento la quantità di materiale da “smaltire”, anche se osservo un fenomeno – da scrivere nella moleskine, come suggerisci tu – : certi libri acquistati sull’onda dell’emotività o forse per ordine del mio inconscio, li divoro nel giro di poche ore. E’ che rimangono tutti gli altri, ad aumentare il mio senso di “inedeguatezza” 🙂 . Per questo sono convinta di vivere molto a lungo: con tutto quello che voglio ancora leggere, studiare e vedere, ce ne devo avere di tempo davanti.
Sfoghi personali a parte, diciamocelo sinceramente: gli autori di cui sopra non esprimono nulla di particolarmente nuovo o inedito. Scrittura (o più in generale, arte) e autoanalisi, autoconsapevolezza e autodisvelamento sono sempre state intimamente ( 😉 ) connesse. Credo che qui l’aspetto interessante sia l’approccio particolarmente “moderno” e adeguato ai tempi e anche molto divulgativo.
Tienimi aggiornata sì sul procedere delle tue letture, ma non troppo: da buon recensore non rovinare l’effetto sorpresa e scoperta.
Soprattutto per libri del genere. 🙂 .

Alessandro
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Cara Ilaria, grazie dei tuoi commenti sempre stimolanti…

Interessante la tua teoria che dice “sicuramente vivrò a lungo, con tutto quello che voglio ancora leggere, studiare e vedere…”

Da mettere in pratica, alleggerisce e dà sollievo 🙂

Miriam
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Alessandro carissimo!
Sicuramente questo è l’articolo che ho preferito, anche perchè,caso o no ,sto appunto scrivendo pensieri, riflessioni e scoperte che sto facendo…e il tuo articolo mi è sembrato cadere a pennello (legge di attrazione?) 🙂
Ale ti seguo sempre volentieri e ammiro quello che fai
un bacione

Alessandro
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Grazie Miriam!!
In bocca al lupo per tutte le tue attività 🙂

Un abbraccio grande.

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