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Può Brunetta darci idee di comunicazione?

La comunicazione della tua impresa assomiglia a un colapasta che schizza vapori iridescenti a trecentosessanta gradi? Ognuno in ufficio dice la sua e non si riesce ad assumere un’identità comune? Il problema non è di poco conto, specie se l’azienda in questione ha un pubblico che vi osserva da molto vicino.

Per “molto vicino” non intendo solo attraverso i media tradizionali (pubblicità, giornali, radio, televisioni) ma anche dalle finestre dei social network, dagli interstizi del marketing, dai buchi della serratura delle convention o dalle semplici riunioni con i clienti.

Il mondo vi guarda, ma soprattutto vi ascolta. E vi giudica. Allora – regola numero uno – come nelle migliori famiglie, occorre concordare una linea comune che ci dia una coerenza verso i nostri interlocutori (giornalisti, utenti, consumatori, fornitori, competitor). Insomma per tutti coloro che si relazionano con voi.

Diciamo che, in linea di massima, ci si prova a “istruire” tutti i componenti del puzzle aziendale: dai vertici manageriali fino al personale con mansioni più operative. L’obiettivo minimo è quello di cercare almeno di NON combinare guai. E qui parto da un modello di comunicazione politica per darti alcuni spunti da riportare nella tua organizzazione professionale (penso soprattutto alle piccole e medie attività professionali, con una decina di dipendenti ma senza una figura di “responsabile” della comunicazione interna).

Prendi l’esempio con le dovute proporzioni, senza giudicare né l’autore né il contenuto. Ci interessa il metodo.

Il Mattinale, Bignami di attualità politica

Il caso è quello del Mattinale di Renato Brunetta, presidente dei deputati del Popolo della Libertà (ora Forza Italia), autore di un vero e proprio breviario quotidiano con il quale istruisce tutti gli eletti (parlamentari, consiglieri, sindaci) sulle linee da seguire riguardo ai temi caldi della giornata. Un libretto di istruzioni, appunto, per non combinare guai. Un Bignami che si legge in mezz’ora per una cultura politica prêt-à-porter. E che da qualche giorno – per decisione dello stesso ex ministro – è anche online.

Tutte le mattine intorno alle 8 l’instancabile Brunetta si riunisce con il capo ufficio stampa Pdl e altri collaboratori per redigere un documentino di circa trenta pagina, in semplice word, senza fronzoli grafici o effetti speciali. Nella scaletta ci sono gli argomenti del giorno, le parole chiave, gli approfondimenti, alcuni articoli e una serie di dati numerici da utilizzare in vari modi. Un pugno di contenuti per aiutare chiunque a reggere qualsiasi interrogatorio.

Così, entro ora di pranzo, ricevuto via email il fascicolo (un mix tra velina e catechismo) ogni buon berlusconiano sa dettagliare su come la legge Bossi-Fini si distingue dalla Turco-Napolitano in materia di carta di soggiorno, o sul senso degli emendamenti presentati dal partito in tema di riforma scolastica. Come ha scritto su La Stampa Mattia Feltri, un sussidiario a portata di demente.

Ecco per te un breve Storify che riassume la vicenda, compresa l’ultima impresa (scusa la rima) del nostro Renato, in polemica con Fabio Fazio.

 


 

Al termine di questo post, ti chiedo: facendo la tara al genere di contenuti e ai soggetti coinvolti, non sarebbe comunque utile (magari con cadenza settimanale) far girare in azienda, o in una qualunque organizzazione professionale, un documentino che riassuma le linee guida di ciò che sta accadendo “in quel momento” intorno all’impresa stessa?

Senza nessuna pretesa di ripetere le gesta del famoso MinCulPop – il Ministero della Cultura Popolare di propaganda fascista – non potrebbe essere sufficiente raccogliere, a uso di chi ne avrà bisogno, le notizie, le opinioni, i numeri, le linee guida, le discussioni in atto sui temi caldi con i quali tutti noi dobbiamo confrontarci SUBITO?

 

Leggi anche:

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Comments

marcostizioli
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Brunetta il Goebbels di Berlusconi?
Io credevo fosse Alfonso Signorini 🙁

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