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Come un pirla, di fronte al foglio bianco

“La mia generazione non sa scrivere. In molti posti di lavoro, quando si tratta di preparare una lettera, o di fare una relazione, in genere ti ritrovi come un pirla, da solo con quell’incombenza […] È così difficile avviare nelle nostre scuole un laboratorio di scrittura? L’obiettivo è appassionare i ragazzi a tritare e sbrogliare le informazioni. Che è poi quello che facciamo noi adulti quando dobbiamo preparare un articolo, scrivere un libro o altro”.

Autore di queste righe è il professor Francesco Dell’Oro, responsabile per anni del servizio di orientamento scolastico del Comune di Milano, e autore dei libri “Cercasi Scuola Disperatamente” e “La scuola di Lucignolo“. Sull’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera di oggi, Dell’Oro rilancia il tema della scrittura come strumento di comunicazione che nessuno ci insegna, nonostante sia fondamentale per qualsiasi professione del terzo millennio.

Da parte mia, ho avuto la fortuna di fare palestra nelle redazioni dei giornali: lì ho imparato ad analizzare e sintetizzare le informazioni, a risolvere problemi. Di fatto, il mio libro appena uscito per Mondadori – “Scrittura Vincente” – è nato intorno a questa esigenza: scrivere in modo efficace equivale a fare pulizia nei pensieri. E a presentarsi al mondo con il proprio stile.

Lancio un appello. Presidi, insegnanti, comunicatori: organizziamo dei laboratori di scrittura professionale. Magari insieme a qualche scrittore di poesia o narrativa. Penso a personaggi della bravura di Giuseppe Cederna. Un giornalista e uno scrittore possono portare nelle aule una testimonianza tangibile: quella chiave per imparare a mettere il cuore nelle righe che scriviamo. Da una semplice email, fino alla scrittura di un articolo o di un progetto. Perché i contenuti da soli non bastano più.

Alessandro Dattilo

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