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La comunicazione persuasiva di Giuliano Ferrara: analisi di Qui Radio Londra

Non so se ti è simpatico o antipatico, se quando compare in tv resti affascinato dal suo eloquio o se giri canale col telecomando in meno di due secondi…

D’altronde è abituato a dividere, a costringere la gente a schierarsi da una parte o dall’altra, contro o a favore. Giuliano Ferrara si compiace della sua indole decisa, del suo modo di prendere di petto i problemi offrendone una chiave di lettura netta. Bianco o nero. Un vero Castiga-Caste del terzo millennio.

Ieri sera è tornato in tv, su RaiUno, nell’ora di massimo ascolto: dopo il telegiornale delle 20, nello spazio nobile del Fatto di Enzo Biagi prima dell’editto bulgaro. Abito in velluto a coste verde-marrone, cravatta color petrolio, occhi azzurri in primo piano.

Hai per caso avuto modo di vedere la striscia di 5 minuti dal titolo Qui Radio Londra? Alla fine di questo post troverai il link per rivedere il filmato dal sito della Rai.

Prima vorrei condividere con te alcuni messaggi molto interessanti che sono passati nei pochi minuti in cui il direttore del Foglio – nonché consigliere politico dell’attuale premier Berlusconi – si è rivolto al suo pubblico.

Una paura d’altri tempi

Intanto la scenografia. Stile anni ’40, il programma prende spunto dall’originale Radio Londra, unico respiro di libertà durante il periodo dell’occupazione nazista. Sentirai la musichetta della sigla (tipo colonna sonora dei film di Woody Allen) introdurre un Giuliano Ferrara seduto all’interno di una scrivania in radica circolare, che gira su stessa. Il telefono e le lampade sono d’epoca, la sveglia è puntata sulle cinque e mezza, il logo del programma è in caratteri post futuristi.

Ferrara però spiazza tutti. È un’abilità di comunicazione che utilizza molto bene e che ha insegnato anche a Berlusconi: quando tutti ti aspettano al varco su un argomento, scegli di parlare di un’altra cosa. Adotta un registro espressivo diverso, evoca scenari che i detrattori non avevano previsto.

Nella prima puntata il conduttore di Radio Londra – così come il vero programma si occupava di emergenze durante la seconda guerra mondiale – decide di puntare sulla drammatica attualità di questi giorni: l’emergenza nucleare.

Prova a osservare come Ferrara abbandona i panni di fustigatore e invece di instillare certezze semina dubbi, angosce. È disorientato, confessa di avere paura. “Io ho paura – è la battuta d’esordio – mi vergogno un po’ di dirlo”. È un modo per creare sintonia con gli ascoltatori, per “ricalcare” il suo pubblico come si direbbe parlando di Programmazione Neuro Linguistica. Sceglie di unire invece che dividere.

È un filosofo che non condanna a priori, suggerisce un criterio più che una ricetta o una risposta. Fa, in pratica, una scelta giornalistica e non politica. Un’opzione molto televisiva.

Sensibilità zen

Parlando del terremoto, del dramma che ha colpito il paese del Sol Levante, Ferrara si dichiara colpito dalla compostezza dei giapponesi. Un popolo antico, che ha qualcosa di arcaico. Non pensano però, come gli occidentali, di essere padroni della storia e della natura, non si sentono al centro del mondo. Sono abituati a decidere con la scienza e la tecnologia della vita e della morte. Ma di fronte alla tragedia hanno saputo riafferrare un senso della realtà così diverso dal nostro.

Osserva questo passaggio: “Ho paura – dice – tutti hanno paura. Ma non tutti allo stesso modo. Gli orientali sono più calmi e riflessivi, hanno nel cuore la calma e la pace”. Ci sta dicendo di guardare a questo fatto come una lezione di filosofia della vita. Usa le pause in maniera eccellente. Guarda fisso in telecamera.

La paura insomma non va negata, ma tenuta al guinzaglio come una bestia che vuole morderci. Guardiamo a questo popolo, tecnologico ma arcaico: la loro è una ‘paura riflessiva’. Un esempio? La signorina del telegiornale che annuncia il disastro dello tsunami con una voce metallica, come un ticchettio della macchina da scrivere…

Ferrara evoca civiltà antiche e fiducia incondizionata nel potere terreno e divino: i giapponesi credono che l’Imperatore sia un Dio in terra. Perché noi non dovremmo credere a Berlusconi che ci promette un’energia (quella dell’atomo) pulita e conveniente dal punto di vista economico?

Quegli inutili dibattiti emotivi

E sì perché l’imbuto comunicativo è tutto lì. Perché, nella discussione sul nucleare che imperversa a casa nostra, non impariamo a ragionare come i giapponesi, a tenere la paura al guinzaglio senza quegli inutili dibattiti emotivi, che evocano spettri di pianeti contaminati?

La scaletta nuda e cruda di questa prima puntata si può riassumere così:

  • Allineamento (ricalco) con le emozioni del popolo
  • Stiamo alla finestra in attesa degli eventi
  • Se i tecnici risolvono l’emergenza, si può sostenere che il nucleare è relativamente sicuro
  • Se falliscono, dovremo riflettere

Una riflessione, conclude lo showman, che è meglio fare adesso, invece di recriminare e compiangerci domani. Da qui la citazione di un motto anglosassone “Better safe than sorry”.

Very british, stile inconfondibile. Unico nel suo genere. E per questo riconoscibile dal grande pubblico. Lo dicono gli indici di ascolto: share del 20,65% con 5.915.000 spettatori.

Guarda la prima puntata di Qui Radio Londra

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Comments

marco stefano vitiello
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e bravo Ale, nulla da eccepire tranne il fatto che andrebbe segnalato anche il costo dei cinque minuti di opinione personale dell’elefantino… pare dice sembra che si tratti di tremila euro a sera. Visti i tempi che corrono (in RAI e in Italia), una cifra imbarazzante a dir poco, o no?

olivia
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Molto interessante Ale, bravo davvero. Io sono in una fase in cui nemmeno riesco a guardarlo Ferrara! Quelle tecniche che tu descrivi così efficacemente usate da questo tipo di giornalisti, io le detesto profondamente. Mi piace molto, però, leggere gli studi a riguardo…grazie a presto

Ilaria Cardani
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“Paura riflessiva”: mica male come ossimoro.
Puntiamo alle “stupidate intelligenti”, “alla vaghezza con un scopo utile” e alle “chiacchiere costruttive”….

maria
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Io chiamerei la dialettica di Ferrara semplicemente così:
furba manipolazione del linguaggio e del pensiero,
altra cosa è la filosofia!

Grazia
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Io distinguerei tra comunicazione persuasiva e comunicazione manipolatoria….. Ho ascoltato Radio Londra di Ferrara,di ieri sera, rivolta a denigrare la magistratura di Milano e il Pm Fabio De Pasquale, in particolare e vorrei rivolgere a Ferrara alcune semplici domande :
Come mai lei informa in modo così scorretto ?
E’ troppo facile…. perchè sa perfettamente che gli sprovveduti,quelli senza memoria, e quelli senza alcuna capacità critica bevono tutto ciò che viene loro propinato.
E’ troppo facile, senza far ascoltare la “seconda campana”, che potrebbe controbattere e smentire.
E’ troppo facile infamare ( fingendo per di più di non volerlo fare ) un Pm,che non deve “emettere alcun suono” e che adessso sta affrontando non un processo qualunque, ma nei confronti del Capo del governo e proprietario di più…televisioni. Troppo facile,non trova ?
Lei ha detto che con Mani Pulite la gente era dalla parte dei magistrati e contro i politici di Tangentopoli, perchè aveva la “sensazione” di essere stata derubata ( “sensazione” ? Non “dato di fatto”? )
Poi ha raccontato del suicidio di Cagliari, mimandone il tragico gesto (sa bene, lei, che cosa colpisce dal punto di vista della comunicazione) e ne ha addebitato la responsabilità al Pm De Pasquale, negando di volerlo incolpare…..(questa è stata la parte più ignobile..)
Ha detto poi che a distanza di venti anni da Mani Pulite, i magistrati sono sempre gli stessi : la Boccassini, De Pasquale… Sa benissimo invece che ne sono rimasti in minima parte e molti altri, nuovi di zecca, stanno portando avanti i vari processi di “mister B.” (concentrati, a causa delle interruzioni, per i vari lodi Schifani ,Alfano,etc.) Magistrati come Furno,SanGermano,Vicidomini,Turri,D’Elia,De Cristofaro, etc.etc. Ricordo che poi lei si è fatto la domanda finale : “Non c’è qualcosa di malato, in tutto questo?”
Secondo me SI,c’è “qualcosa di malato”, ma nel suo “raccontare” le cose in questo modo, come lei sa benissimo.

Grazia

viviana
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mi rifiuto perfino di gurdarlo , tanto mi è indigesto ! Appena finisce Carlo Conti , cambio calale x ritornarvi quando inizia Max GIusti ! Mi reputo scema x aver pagato il cannone , cosa che non so se rifarò. Non è la rai che uno si aspetta . é deludente e ritenerla di parte è alquanto riduttivo . Non so quando gli italiani si sveglieranno ! Viviana

Andi
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That’s a crcajerkack answer to an interesting question

gloria capuano
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Ferrara c’è una gravissima emergenza, gli anziani gettati al macero, una tragedia sepolta nel silenzio.La prego di farne un messaggio speciale in “Qui radio Londra”.
Apprezzo molto il suo nuovo linguaggio (fatta eccezione l’unico episodio nei riguardi di Grillo). Gloria Capuano
medico-giornalista di pace-scrittrice (all’indice non so perché) e soprattutto cittadina.

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