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Scrivere un’omelia. Anche i preti vanno a scuola

Durante una messa in chiesa, ti è mai capitato – che tu sia credente o no – di sorbirti un’omelia infinita, piena di divagazioni e cadute di tonalità? Sei riuscito a gestire il conflitto di emozioni, tra sonno e spiritualità?

Che non tutti i preti fossero dei gran comunicatori, ce ne siamo accorti un po’ tutti… Penso specialmente a qualche mio amico d’infanzia, costretto a fare il chierichetto e a restare immobile come un bravo soldatino al cospetto di un fiume di parole ipnotiche e prolisse…

Eppure il mestiere di chi parla da sopra un altare dovrebbe essere fatto di comunicazione persuasiva, essenzialità, frugalità nel pensiero e nella scrittura del proprio discorso.

Deve essersene accorto anche Sua Santità Benedetto XVI, che in proposito ha più volte sottolineato la “necessità di migliorare la qualità dell’omelia”. Papa Ratzinger se ne è occupato di recente nell’esortazione Verbum Domini, ricordando che si “devono evitare omelie generiche ed astratte”, come pure “inutili divagazioni”. Insomma, la qualità delle prediche “va migliorata”.

Scrittura efficace

Oltre alle critiche del Vaticano, pare siano giunte anche le lamentele di parecchi fedeli, che parlano di sacerdoti non sempre ben preparati e prediche troppo lunghe…

Per questo è arrivata la scuola di omelia, un corso intensivo per diventare provetti predicatori. Su iniziativa dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, preti e seminaristi torneranno dietro i banchi per imparare a scrivere in maniera incisiva e a parlare con voce più impostata e persuasiva.

Comunicazione persuasiva

Il corso – dedicato a sacerdoti, seminaristi e diaconi – sarà suddiviso in tre sessioni: il 7, il 14 e il 21 maggio prossimi. Tra gli argomenti delle lezioni ci saranno: intonazione persuasiva della Parola, principi di Oratoria Sacra, difetti nella predicazione, esercizi pratici di Lectio Divina, la predicazione ai laici, efficacia didascalica, didascalia e parenesi al servizio del Vangelo…

La nota riferisce che i docenti delle tre sessioni saranno un laico, Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, e tre sacerdoti che hanno una lunga esperienza di predicazione: padre Antonio Izquierdo e padre Roberto Gonzalez (docenti dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum) e don Fabio Rosini, biblista, noto per le sue catechesi sui Dieci Comandamenti.

Stranezze sull’altare

Per chiudere in bellezza, come non ricordare alcuni episodi bizzarri accaduti durante una cerimonia religiosa?

Dallo svenimento di spose sopraffatte dall’emozione, ai chierichetti che prendono fuoco a causa dei ceri troppo vicini ai capelli. Fino alle suole delle scarpe dello sposo che spesso sono portatrici di messaggi singolari come “salvatemi”.

La migliore, secondo me, resta quella del celebrante ortodosso che – nel bel mezzo del matrimonio, mentre sposi, testimoni e invitati pendono dalle sue labbra e aspettano impazienti che pronunci le parole fatidiche – riceve una chiamata sul cellulare e con molta nonchalance… risponde!!

Per poi riprendere con grande disinvoltura la cerimonia. Altro che comunicazione efficace     🙂

Comments

Ilaria Cardani
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🙂 E dire che la comunicazione è nata dopo la spiritualità e la religione: sono state la spiritualità e la religione (anche e soprattutto a partire dal mito) che hanno inventato la comunicazione…

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