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Fallaci e Minà, giornalisti che hanno nobilitato l’intervista

Nella tua professione di formatore, imprenditore, manager, giornalista, comunicatore e così via saprai bene che quello dell’intervista resta uno strumento prioritario per spiegare e chiarire argomenti e personaggi.

A volte la tua presenza in Rete avrebbe bisogno di essere intervallata da qualche intervista su temi affini al tuo mestiere. Oltre alle interviste che ti fanno, e nelle quali puoi raccontare la tua esperienza professionale e personale su diversi argomenti, tu stesso puoi facilmente prendere carta, penna e registratore e sottoporre qualcuno che ti sta a cuore a un’intervista.

Oltretutto, i personaggi da te intervistati possono effettivamente portare freschezza e novità alla tua strategia di comunicazione.

L’intervista per raccontare un territorio

C’è l’intervista per informare, ed è quella praticata dai giornalisti. E c’è quella per comunicare, messa in atto da professionisti della comunicazione e uomini di marketing. Lo schema può essere simile: ciò che cambia è l’obiettivo dell’intervista. E questo deve essere chiaro e riconoscibile dal pubblico che la leggerà.

Penso ad esempio al caso – oggetto di una riunione a cui ho partecipato proprio un paio di giorni fa – di un consorzio alimentare che ha bisogno di rinvigorire la propria immagine su internet.

In quest’ambito, le interviste sono un classico schema per raccontare un territorio, le sue origini, la sua tradizione gastronomica. E di conseguenza, per farci conoscere la qualità dei prodotti di cui si ha interesse a rinforzare il marketing.

A volte basta solo un po’ di faccia tosta

Pensaci bene: l’intervista è un grande strumento a disposizione per chi deve mediare tra un personaggio e il grande pubblico. Grazie a un accesso privilegiato (ma a volte basta la faccia tosta di sottoporre alcune domande nel corso di un evento pubblico) chi fa l’intervista entra in contatto per conto di noi lettori con un interlocutore che ha qualcosa da raccontare.

L’intervista diventa un grimaldello per rendere pubbliche le sue idee, le sue emozioni, i famosi “progetti per il futuro” (domanda in cui si rifugiano i giornalisti che non si sono preparati in anticipo sugli argomenti da chiedere).

La qualità di un’intervista

Tornerò a breve a parlarti di come si prepara e si scrive un’intervista. Nel frattempo, vorrei condividere con te la passione per due giornalisti che – per motivi diversi – hanno influenzato (positivamente) la mia idea circa la professione di giornalista e di comunicatore in generale.

Sono in realtà due tra i tanti che ho preso da riferimento, e di cui magari salteranno fuori altri accenni in futuro.

La rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci

La prima è la regina delle interviste, almeno per quanto riguarda il giornalismo in lingua italiana: Oriana Fallaci. Si possono condividere o meno le sue idee (sempre piuttosto forti e anticonvenzionali), ma non credo si possa discutere la bravura e la professionalità delle interviste che l’hanno resa famosa nel mondo.

C’è un suo libro che conservo gelosamente. Si intitola “Intervista con la storia” e contiene le interviste ai personaggi incontrati dalla Fallaci negli anni Settanta del secolo scorso: da Kissinger ad Arafat, da Giulio Andreotti a Giovanni Leone e molti altri.

In questo testo c’è il coraggio della Fallaci, la sua voglia di capire il mondo e gli uomini, il suo stile inconfondibile e la forza della sua scrittura. Te ne consiglio vivamente la lettura.

L’umanità di Gianni Minà

La seconda persona a me molto cara è Gianni Minà. Anche per ragioni personali, essendo amico d’infanzia di mio padre. Minà (persona di grandissima cultura e umanità) mi ha insegnato tanto, sia attraverso il suo lavoro e sia di persona, avendo avuto anni fa la fortuna di collaborare con lui a un progetto su una serie di interviste a personaggi dello sport. Anche di lui ti racconterò a parte, in un post dedicato.

Le sue interviste hanno fatto il giro del mondo, come quelle della Fallaci. Oggi Minà e direttore della rivista “LatinoAmerica“, pubblicazione di grande qualità che racconta le storie di tutti i Sud del mondo.

Nel frattempo, ti segnalo la visione di una sua mitica intervista a Massimo Troisi. Nella quale viene preso in giro per la sua famosa agendina telefonica. Quella che contiene – l’ho vista con i miei occhi – i numeri di telefono privati dei personaggi di mezzo mondo.

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