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Col web di qualità le imprese arrivano ovunque

Ti immagino seduto alla tua scrivania, mentre scuoti la testa in cerca di far quadrare i conti. La tua attività (da freelance ne so qualcosa) è fatta di alti e bassi, con entrate e uscite che non sempre si sorreggono a vicenda.

Da piccolo imprenditore, professionista, manager, commerciante, sai dentro di te che – nonostante la crisi – è comunque il momento di promuoversi con modalità nuove, con canali e messaggi che “buchino” il muro di indifferenza di fronte al quale, a volte, vanno a sbattere i tuoi buoni propositi di marketing.

Ne leggi e ne senti tante, non sai a chi dare ascolto. I media parlano spesso di Twitter e Facebook, di acquisti online e mercati digitali. Il punto su cui la maggior parte degli operatori si trova d’accordo è che il vero rinnovamento non sta prevalentemente nei mezzi di comunicazione, ma piuttosto nella qualità dei contenuti.

Eccolo, dunque, il contenuto!

Vituperato e messo in disparte per anni, sta riconquistando il predominio sulla tecnologia. A dirlo non siamo solo noi comunicatori (potremo essere tacciati di partigianeria…). Basta leggere qualche intervista agli addetti ai lavori per rendersi conto che le imprese, anche quelle piccole e piccolissime, possono risollevarsi da uno stallo nelle vendite grazie all’uso “sapiente” di internet. Laddove per sapiente si intende “efficace”: nei contenuti, nella scrittura, nella presentazione d’insieme, nella rapidità di aggiornamenti, nella percezione dei bisogni.

Ti riporto a tuo beneficio alcuni passaggi tratti da un’intervista al vice presidente di Google Europa, Carlo d’Asaro Biondo, tra i protagonisti dal 25 maggio al Digital Experience Festival di Torino.

“Col web si può fare – è un po’ lo slogan di base – anche se in Italia non tutti ancora lo sanno. Solo infatti il 15-20 per cento delle piccole e medie imprese nazionali usa Internet per aprirsi il mercato”.

Chi lo fa, ottiene buoni risultati. Come nel caso del portale web Sediarreda.com che sta rivoluzionando il triangolo della sedia, un distretto di imprese specializzate in provincia di Udine. Spiega d’Asaro Biondo: “Alcuni giovani artigiani hanno scelto la Rete per sfidare la concorrenza a basso costo. Hanno trovato nuova clientela all’estero, hanno scoperto che c’è gente disposta a pagare qualcosa di più per la qualità”.

Saper scrivere bene

Aprendo una finestra online – con un profilo Facebook, un canale YouTube e il marketing virale – sono riusciti a trovare nuovi sbocchi. “Di qui al 2016” continua il manager di Google “questo business di servizi raddoppierà la dimensione rispetto al Pil. In Italia potrebbe voler dire tre-quattrocentomila nuovi posti. La formula? Le aziende devono organizzarsi per disporre di siti web capaci di essere la loro vetrina nel mondo. Sapendo che l’87% dei consumatori va sul web prima di effettuare un acquisto, il beneficio è evidente a tutti”.

Il vantaggio è diventato grande anche per i piccoli. Un sito efficiente equivale ad avere uffici in ogni angolo del pianeta. Il web ha inoltre un ruolo di comparazione dei prezzi: nelle difficoltà economiche aumentano le ricerche perché si cerca di ottimizzare la spesa. Per le imprese è un’opportunità di espansione, per farsi conoscere sul mercato.

Ecco cosa scrive sul suo blog Davide Pozzi, autore del celebre Taglia Blog:

“Non i follower su Twitter. Non i fan su Facebook. Non i check-in su Foursquare. NO. Quello che serve è saper SCRIVERE BENE, fine della storia. Saper scrivere bene significa essere concisi, ed essere concisi è marketing. Vuoi avere la garanzia di perdermi come cliente, per sempre? Fai un errore di grammatica in qualsiasi tua comunicazione esterna”.

Che ne pensi?

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