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Il segreto del boom di Fiorello? La scrittura vincente

La seconda puntata dello show di Fiorello su RaiUno – Il più grande spettacolo dopo il weekend – ha totalizzato una media di oltre 12 milioni di spettatori, con uno share del 42 per cento. Numeri impressionanti in tempi di crisi della tv generalista. Più del Festival di Sanremo, di Vieni via con me di Fabio Fazio o della Nazionale di calcio.

Proviamo ad analizzare insieme perché la comunicazione e il brand personale di Fiorello raggiunge vette così alte.

  • Il pubblico è stanco dell’approssimazione, è sazio di reality e di “talent”. Il sentimento nazionale, anche in politica, è simile a quello susseguente a un’indigestione di nani e ballerine. Al posto della superficialità la gente cerca i professionisti, i tecnici, gli affidabili. E la tv, anche come gusti, è in parte lo specchio del Paese.
  • La qualità con la Q maiuscola si esprime attraverso il talento e l’applicazione. La squadra che sta dietro alla trasmissione di Fiorello – autori, registi, scenografi, coreografi, musicisti – è collaudata da circa dieci anni. Ha iniziato a lavorare ai primi di settembre, con medie di parecchie ore al giorno. Cura dei dettagli, basi solidissime, preparazione maniacale, prove generali come si fa in ogni show professionale.
  • Alla volgarità Fiorello oppone l’educazione, il sorriso, la battuta gentile. Nessuna parolaccia, nessun ospite o spettatore messo alla berlina. La sua è una concezione di vita opposta, uno stile di narrazione che chiede di abbandonarsi alla gradevolezza della finzione.
  • La squadra di autori è specializzata nello scrivere testi sui diversi ambiti della quotidianità. C’è un esperto per scrivere battute sull’attualità, uno per la politica, uno per le analisi sociali, uno per il costume, uno sui social media (Twitter in particolare). Sopra tutti c’è il coordinatore e supervisore teatrale, il coach della squadra (Giampiero Solari) co-autore storico di Fiorello.
  • L’elenco dei professionisti di grande qualità è composto da Cristiano D’Alisera (regista), Gaetano Castelli (scenografo), Daniel Ezralow (coreografo), Enrico Cremonesi (autore musicale), Claudio Fasulo (organizzazione tempi televisivi e scaletta) e Marco Baldini (spalla e autore di gag).
  • Il gruppo è solidissimo, è una sorta di palestra creativa. C’è amicizia, ci si frequenta anche extra lavoro con le famiglie. Non esiste litigio, ma “metodo maieutico”. Per Fiorello, soprattutto, deve esserci il gioco e il sogno. Ma alla base resta una grande consapevolezza del palcoscenico, una cultura dello spazio e del luogo.

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Alcuni spunti per il tuo Personal Branding

  • Metti una grande professionalità in quello che fai: la preparazione meticolosa paga sempre.
  • Allarga le tue fonti di informazione (e formazione) così da abbracciare la sensibilità di un pubblico eterogeneo.
  • Dopo aver consolidato la base del tuo messaggio, specializzalo in modo da renderlo unico e diverso da quello degli altri.
  • Usa un linguaggio semplice e diretto. Scrivi le tue presentazioni come una storia che coinvolga e affascini il tuo pubblico.
  • Lavora per essere percepito come “esperto” in quel settore particolare. Pubblico di qualità vuol dire referenze di qualità.
  • Mantieni il buon umore e l’atteggiamento positivo. Nei momenti di crisi, la gente ha bisogno di frequentare persone che sanno sfidare gli eventi con l’arma del sorriso e dell’intelligenza.

Comments

Alessandro
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Grazie mille Franc!
A breve sarò anche su Twitter… 🙂

Ilaria Cardani
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E già, diciamo che Fiorello è l’esatto opposto dei grandifratelli, degli amici e deglo xfactor… e non solo per la grande esperienza di lunghi anni…

Geniale le 6 regole finali per il personal branding.

Alessandro
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Vediamo Fiorello cosa ci regala nelle ultime 2 puntate…

leonardo cagnolati
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Ale, dopo trenta secondi che ti avevo incontrato al public speaking ero già innamorato della tua genialità….

Alessandro
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E io della tua simpatia 😉

Piero Iacono
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Ciao Alessandro e complimenti per il tuo articolo.
Aggiungerei anche la straordinaria preparazione di Fiorello sul Varietà. Credo che per chi lavora nella comunicazione la preparazione sul tema che sta affrontando sia indispensabile. Se non fosse così, come potrebbe proporre delle novità così belle?

Ancora grazie per il tuo lavoro!

Alessandro
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Grazie di cuore, Piero. Anche il tuo lavoro è da seguire con attenzione 😉

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