Navigate / search

Il libro del Papa scritto a matita. Un’esca per lettori distratti?

Sulle capacità persuasive della Chiesa cattolica sono stati scritti volumi enciclopedici. Non sarà certamente questo blog ad affrontare in maniera esaustiva le modalità di comunicazione del Vaticano, sperimentate tra l’altro in millenni di egemonia religiosa che hanno attraversato i cinque continenti.

Mi limito invece a ragionare insieme a te su alcuni passaggi legati alla presentazione del nuovo libro di Papa Benedetto XVI, che ha appena dato alle stampe il secondo volume del suo “Gesù di Nazareth”.

Riscrivendo gli eventi della Settimana Santa (il sottotitolo è “Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione”) il Pontefice affronta temi cruciali della fede cristiana e non manca di gettare lo sguardo su questioni legate all’attualità più stringente.

Leggendo in Rete e sui giornali una serie di recensioni a questa nuova fatica del Papa, mi hanno colpito alcuni aspetti secondari, rispetto ai contenuti veri e propri del libro.

Il Papa scrittore

Intorno alla figura di Benedetto XVI è stata costruita un’immagine di ‘studioso’ e ‘scrittore’, che sfrutta ogni momento libero dai suoi impegni di statista per leggere e scrivere ‘a penna, anzi a matita’.

Nota questo particolare: il Papa scrive a matita. Anzi, tutto il suo nuovo libro è stato scritto a matita. Senti cosa racconta don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana, in un’intervista sapientemente curata per l’Osservatore Vaticano:

“Quasi un anno e mezzo fa, monsignor Georg Gaenswein (segretario particolare di Benedetto XVI) mi ha consegnato la pennetta digitale e il manoscritto cartaceo. Il Papa aveva concluso il testo a matita, con la sua inconfondibile grafia minuta. Che poi, come sempre, Birgit Wansing (storica segretaria di Ratzinger fin dai tempi dell’ex Sant’Uffizio) ha trascritto al computer. Il libro, stampato in un milione e 200mila copie, sarà subito disponibile anche in versione e-book”

È un’immagine forte, evocativa. Di un uomo che, sebbene abbia 84 anni, e utilizzi quindi dei metodi di scrittura adeguati alla sua età, si trova esattamente al crocevia di un flusso di sapienza trasmessa. Viene di fatto raffigurato come un ponte tra la saggezza antica – che veniva tramandata su pezzi di carta impressi a matita – e le nuove tecnologie dei giovani del terzo millennio.

Nota quel contrasto quasi poetico tra la sua “grafia minuta” e il formato e-book. Tra la matita (che immaginiamo di qualità eccelsa) e la pen drive digitale. Particolari studiati ad arte, che rinforzano l’alone di saggezza e predominio della tradizione, tipico della Chiesa cattolica, mai come di recente in cerca di anime giovani da affascinare.

Il Papa e YouTube

Un’immagine – quella del Papa interessato ai nuovi media – che rinforza l’idea di una Chiesa da anni attenta alle potenzialità della Rete. Al punto che il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi ha spiegato come Benedetto XVI, sebbene non utilizzi direttamente il computer, deleghi i suoi collaboratori a fare ricerche su Internet nel caso abbia bisogno di dati e informazioni.

Anche se non vi accede personalmente, il Pontefice è ben consapevole dell’importanza di strumenti come Facebook e i social network in generale. Spiega Lombardi: “Quando abbiamo proposto il canale su YouTube, per cui sarebbe venuta fuori la notizia Il Papa su YouTube, gli abbiamo dato una bella scheda che spiegava molto bene di che cosa si trattava. A quel punto lui ha messo il suo ‘BXVÌ’, ovvero il suo visto che indica via libera”. E da lì è nato Vatican Channel su YouTube…

Dettagli che fungono da esca

Tutti questi particolari, fatti trasparire intorno alla presentazione di un libro ‘tosto e complesso’ come quello su Gesù di Nazareth, aiutano il giornalista che dovrà scrivere un articolo ad alleggerire la cornice di un evento di per sé non facile da comunicare, al di là della popolarità del Papa e del conseguente successo editoriale.

Il Papa “scrivano a matita” ma attento ai nuovi media digitali è una (più che legittima) esca per attirare lettori distratti e poco interessati di primo istinto da tematiche così complesse e articolate.

Una prova del nove? Probabilmente se avessi letto soltanto il titolo del Corriere della Sera che diceva “Il Papa e il libro su Gesù”, non so se sarei andato oltre. Ma l’occhiello sopra il titolo (“Il testo è stato scritto a matita, disponibile anche come e-book”) ha attirato la mia attenzione. Mi ha fatto scrivere questo post. Ti ha fatto leggere questo post, che probabilmente verrà macinato dai motori di ricerca.

È la comunicazione, bellezza!   🙂

Comments

Ilaria Cardani
Reply

Interessante come ognuno interpreti i fatti – e le storie – a seconda dei propri modelli mentali e dei propri modelli percettivi.
Per te la matita evoca un alone di saggezza e di tradizione.
Per me di semplicità e di “casalinghitudine”.
La sapienza della Chiesa è, tradizionalmente, stata tramandata attraverso manoscritti tra i più preziosi al mondo, con incisioni ricchissime, di estremo valore artistico e anche intrinseco. Non credo che vi sia nessun essere umano che si sia avvicinato anche solo di striscio a un tempio cristiano e/o cattolico e non abbia potuto ammirare edizioni di libri sacri (anche quelli usati per dire messa ogni giorno) “autorevoli”, “corposi”, in edizioni prestigiose e costose. Libri “sacri” nel contenuto e, anche, nella forma. In Etiopia, paese tra i più poveri al mondo, in villaggi minuscoli, sperduti e pervasi dalla miseria, ho ammirato Bibbie che sono dei veri e propri gioielli.
La matita io la usavo alla scuola materna, per fare stanghette e righine. La matita la usano i bambini che devono imparare a scrivere e, soprattutto, a migliorare la propria manualità.
Io credo che il Papa, vicario di Cristo in Terra e, soprattutto, capo della Chiesa, struttura e organizzazione costruita nientepopodimeno che su imitazione dell’impero romano, non ha bisogno di aumentare la propria autorevolezza.
Semmai questo Papa in particolare, ha bisogno di rendersi ancora più uomo fra gli uomini – cosa che il suo predecessore ha saputo fare quanto altri mai. E quindi, sì, ben venga l’uso – per altro credibile – di un oggetto umile e trasversale – lo usano i bimbi e gli anziani – come la matita.
E l’ebook è certo innovativo, ma in qualche modo umile e fruibile anch’esso come strumento. Come fruibile e “popolare”, seppure ancora giovane e in espansione, è la rete.
Le capacità persuasive della Chiesa, come fai notare, vengono ancora una volta confermate. Del resto, chi è certo di essere portatore della parola di Dio, avrà un atteggiamento conforme alle proprie convinzioni che, in questo caso, sono estremamente “potenzianti” 🙂 .
Davvero un bellissimo post, questo, con contenuti credo unici per la blogosfera italiana.
Grazie per le informazioni e per gli spunti di riflessione e di confronto.

Leave a comment

name*

email* (not published)

website