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Racconti zen, una scrittura che fa bene allo spirito

Inizio il 2011 – che strano effetto scrivere questa nuova data – dedicando il primo post dell’anno a uno scrittore che nessuno conosce.

Richard Brautigan – leggo da Wikipedia – visse un’infanzia travagliata, a causa del divorzio precoce dei genitori e dei maltrattamenti subiti dai successivi compagni della madre.

Tralascio la sua non lunga biografia, contrassegnata dall’avvicinamento al movimento hippy e dalla sua dipendenza dall’alcol. Nonostante tutto, è considerato il romanziere più significativo di quel periodo, rappresentato più che altro da poeti.

A causa dello stile scarno e del ritratto preciso di figure tipiche – donne piene di sogni irrealizzati, perdigiorno alcolizzati, artisti falliti intrappolati in un universo domestico della costa ovest americana – Brautigan viene accostato per la tipologia umana a Raymond Carver.

La spiccata connotazione comica dei suoi testi, i temi nostalgici e l’esibizione di un contenuto morale sono alcune delle porte d’ingresso per l’enorme quantità di lettori che Brautigan ha avuto fino ai primi anni Settanta. Il suo libro più famoso è il romanzo La pesca delle trote in America del 1961, che ha venduto circa dieci milioni di copie in pochissimo tempo.

Per fartela breve, Brautigan fu sempre più spesso colpito da attacchi di paranoia, fino alla morte prematura avvenuta nel 1984 per suicidio.

L’incontro con i racconti zen

Come è entrato quest’uomo nella mia vita? In maniera casuale, come la gran parte delle cose che ci capitano.

A luglio del 2009 ero in vacanza al mare, con la mia famiglia avevo affittato una casa su un’isola meravigliosa e poetica. La proprietaria, una signora del posto sui 60 anni, aveva lasciato alcuni libri su una piccola mensola della camera da letto. Tra questi c’era un volumetto di Einaudi, dal titolo “102 racconti zen”. Autore Richard Brautigan. Uno sconosciuto.

La lettura di quel libro ha cambiato il mio modo di intendere, vedere e sentire la scrittura.

Un commento al libro di Brautigan

Leggo dalla quarta di copertina:

Lo zen applicato alle cose semplici della vita. Attraversando un’America minore, mai raccontata, Brautigan ci offre dei rapidi scorci di esistenza che hanno il valore esemplare e l’aria sospesa delle storielle zen. È uno dei pochi riusciti tentativi di fondere occidente e oriente, pieno e vuoto, la corruttibilità del moderno e la perfezione circolare dell’atemporalità zen, l’arco e il bersaglio.

Alcuni titoli dei suoi racconti

  • La bufera di neve più breve della storia
  • Storia completa di Germania e Giappone
  • L’ultima puntura di zanzara del’Armstrong Spring Creek
  • Oggi in America sugli autobus ci trovi delle vecchie pazze
  • Cinque coni gelato corrono per le vie di Tokyo
  • Un film di una sola inquadratura su un uomo che vive negli anni Settanta
  • Scrupolose etichette di popcorn
  • Un’altra scuola del Montana finita sulla Via Lattea

Non è meraviglioso? Non ti viene voglia di correre in libreria a comprarlo?

A me sì. Infatti, appena tornato a Roma ho acquistato l’unica copia rimasta disponibile in diverse librerie.

Comments

Daria
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Ciao Alessandro come sempre sei in gambissima, mi piace molto leggere i tuoi articoli.
A presto
un abbraccio
Daria

Alessandro
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Grazie Daria, mi fa piacere sapere che leggi i miei post.

Questo blog nasce con l’idea di trasferire un po’ della mia esperienza nel campo della scrittura.

E soprattutto, della passione che c’è sotto… 🙂

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