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Wikileaks, scrivere documenti che cambiano il mondo

Nella vicenda Wikileaks, al di là dei contenuti – il cui giudizio spetta ai notisti politici e ai commentatori di scenari internazionali – sorprende lo stile con cui il Dipartimento di Stato americano (l’equivalente del nostro ministero degli Esteri, oggi diretto da Hilary Clinton) si è espresso nei confronti dei leader politici di mezzo mondo.

Qualche esempio? Putin è definito come un “maschio dominante”, un vero “alpha dog”. Sarkozy un imperatore senza vestiti, permaloso e dispotico. La cancelliera Merkel? Poco creativa e refrattaria ai rischi. E così via per svariati personaggi…

Evidentemente i funzionari di Washington che si relazionano con le ambasciate Usa sparse nei 5 continenti, insieme alle preoccupazioni per la situazione in Iran o per lo spionaggio informativo organizzato dalla Cina, hanno trovato il tempo (e la creatività) per ‘colorire’ i loro rapporti con descrizioni puntuali e minuziose sui capi di Stato in oggetto, al limite del gossip e del linguaggio del nostro Dagospia.

Sappiamo dunque – ma non eravamo in pochi a sospettarlo – che Gheddafi usa il botulino e Ahmadinejad può essere un nuovo Hitler. Che Karzai è ispirato dalla paranoia e che il nostro Berlusconi è incapace, vanitoso, inefficace e, guarda caso, fisicamente stanco per colpa delle feste ‘selvagge’ a cui si sottopone.

La scrittura sposta gli equilibri

Dal nostro modesto osservatorio, non possiamo che affermare una semplice verità trasversale: la scrittura può cambiare, eccome, il mondo! Anche il nostro piccolo mondo di tutti i giorni.

Riflettici insieme a me. La nostra scrittura, la tua e la mia, come quella di chiunque produca un’informazione, un documento, un’email o un testo commerciale, può davvero spostare gli equilibri, far riflettere, risvegliare le coscienze, spingere a prendere decisioni.

La scrittura è un bene prezioso, è lo stile che ognuno di noi può adottare a seconda del contesto e del pubblico a cui è rivolta. Può fare davvero la differenza.

Scrivere un profilo

Prendiamo spunto da Wikileaks. Ti propongo un esercizio di focalizzazione sulla biografia.

Fai una lista di tre persone che conosci bene: magari un amico, un collega e un familiare. Senza nessun fine scandalistico o di dossieraggio (in Italia ne siamo pieni) evidenzia le 10 caratteristiche che descrivono veramente per te quella persona. Cerca di scoprirne almeno 5 positive e 5 invece che ti esprimono fastidio o diffidenza.

Poi prova a legarle insieme, scrivendo un breve profilo per ognuna delle tre persone che non superi le 500 battute. Rileggilo più volte e cerca di immaginarti mentre le descrivi di fronte a una platea.

Nel tuo lavoro, in azienda, nelle tue esperienze giornalistiche e di scrittura, ti capiterà di dover riassumere l’identità di una persona. Fallo con il tuo stile, senza desideri di vendetta né eccessi di buonismo.

Sintetico, chiaro, diretto. È un ottimo allenamento. Magari in questo momento qualcuno lo sta facendo su di te…

Tranquillo, non finirai in compagnia di Putin, Gheddafi e Berlusconi     🙂

Comments

Livio
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Bellissimo post e, se mi posso permettere, bellissimo blog.
Oggi più che mai, grazie a Internet e alle nuove tecnologie, si comunica sempre di più in forma scritta. Si scrivono email, messaggi e molti, me compreso, possiedono anche un blog (qualcuno anche più di uno).
Avere un punto di riferimento come questo sito mi aiuterà sicuramente a imparare giorno dopo giorno a scrivere in maniera migliore.
Ale, scrivi davvero bene. E’ un piacere leggerti. Continua così.

Alessandro
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Ti ringrazio molto, Livio, per l’incoraggiamento 🙂

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