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Mameli, il coraggio di scrivere un inno a soli 20 anni

Lo sapevi che Goffredo Mameli – il giovane poeta e scrittore a cui si devono le parole del nostro inno nazionale – morì per la Patria alla giovane età di 22 anni, per una ferita infetta procuratasi nella difesa della seconda Repubblica Romana?

In queste ore, mentre il Paese celebra il Risorgimento italiano, ripenso al Coraggio (con la C maiuscola) di questi ragazzi che ci hanno liberato dallo straniero e hanno dato il via libera alla genesi di una nazione. Che,  nonostante scandali e vergogne nostrane, è pur sempre riconosciuta dal mondo come la culla del bello, delle arti, della poesia, della musica.

Mameli scrisse il Canto degl’Italiani nel 1847, all’età di soli 20 anni. Un’età di entusiasmi feroci, di ideali forti, di passioni che ti catapultano al centro della Storia.

Come scrive Gramellini oggi sulla Stampa

Sono le minoranze di entusiasti a fare la storia, per poi imporla ai pigri e agli scettici come epica collettiva

Non ho perso le speranze nelle giovani generazioni: vedo le mie figlie crescere con gioia, con lo stupore negli occhi per le meraviglie della vita.

Credo sia sempre una questione di coraggio. Il coraggio dei padri nel mettersi in gioco, nel guidare con esempio, nel trasmettere ai propri ragazzi una tavolozza di valori con cui dipingeranno il loro futuro.

Saranno loro, minoranza di entusiasti, a scrivere la Storia partendo da lì.

Da quel barlume di passione intravisto negli occhi dei loro genitori.

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