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Nato sotto il segno dei Pesci, scrivo al mio bambino interiore

Oggi è il mio compleanno, ci si sente al centro del mondo!   🙂

Non so se capita anche a te: amici e parenti ti scrivono (sms, Facebook, email), qualcuno ti chiama (la voce resta pur sempre un valore, anche nel 2011), molti ti sorridono.

La giornata sembra scorrere via tutto sommato liscia, quasi come se un corridoio umanitario ti consentisse di surfare tra rogne lontane e pensieri più leggeri.

Ti chiedi allora come mai anche gli altri non sentano quest’aria di primavera nel cuore, e continuino a imprecare contro le nuvole, la pioggia, la neve che incombe. Sarà…

La scrittura dell’anima

Ma il regalo è arrivato inaspettato, all’alba, sfogliando le pagine di un libro che ho cominciato a leggere e di cui ti avevo già parlato (La scrittura dell’anima di Susanna Garavaglia). Un capitolo è dedicato all’autostima e al bambino interiore.

L’autrice chiede se anche tu (lettore) ti sei trovato a credere di dipendere da qualcun altro, a compensare le tue carenze in una relazione, a dubitare nelle tue capacità, a dire “Non ce la faccio”?

Il bambino che non si vergogna

La nostra parte bambina, infatti, è rimasta tale e quale l’abbiamo lasciata tanti anni fa. È quella che ci fa stupire continuamente, che sa gioire e vibrare di fronte alla vita, che non vuole dare nulla per scontato.

È quella che piange e non si vergogna, che ha bisogno di coccole e cerca carezze, che sdrammatizza tutto con una bella risata.

È quella che ci aiuta a non prenderci sul serio quando una vocina dentro ci dice “ma che fai?”, e che ci spinge a guardare il cielo mentre il mondo si agita intorno.

È la nostra emozione di fianco a un’anima bella, la paura che ci fa tremare, ogni attimo di malinconia, il desiderio di un abbraccio caldo.

La nostra parte bambina trattiene ancora dentro di sé ogni pianto, ogni conquista, ogni paura e la voglia di ricominciare, di dire non importa, ci riprovo, di scappare a uno sguardo cattivo.

Lui può farcela, lasciamolo esprimere

Il nostro Bambino Interiore ricorda le sue ferite, i no che si è sentito dire quando avrebbe voluto un sì, le richieste d’amore disattese, i capricci insoddisfatti e i desideri divenuti realtà.

Forse è ancora carico di pianto e ha bisogno di sentirsi dire che può farcela, che ha diritto alla vita e all’amore, che nonostante tutto va tutto bene.

Quante volte avrei voluto un abbraccio che mi dicesse di non avere paura.

Forse anche tu ne hai sentito il bisogno: la tua parte bambina ha diritto alla vita.

(nella foto avevo 18 anni, come un quaderno ancora da scrivere…)

Comments

Mercedes Viola
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Caro Ale,

Nel giorno del tuo compleanno il regalo piu’ bello l’hai fatto tu a noi, lettori appassionati di ciò che scrivi.

Grazie di tanta emozione, ne abbiamo veramente bisogno.

Ti abbraccio

Mercedes

marco brachi
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bello Ale questo aricolo e quanto mi ci rivedo in questo bambino che abbiamo dentro e che bisogna continuare a farlo vivere!!!!!!!!!!! io mi sento un fanciullo dentro un corpo di un uomo di 48 anni finiti oggi come te!!!!!! ti abbraccio e ti dico che sono fiero del mio bambino mi fa vivere molto bene!!!! grazie di queste tue perle a presto Ale

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