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Silvio Forever. Perché Berlusconi incarna i 7 fondamentali meccanismi del successo

Hai avuto modo di vedere ieri sera il film documentario sulla vita del nostro attuale premier, trasmesso in prima serata da La7?

Il film Silvio Forever – scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, e diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni – era uscito nelle sale a marzo scorso. Al termine della messa in onda, Enrico Mentana ha condotto un dibattito in studio con Giuliano Ferrara, Eugenio Scalfari e Paolo Mieli.

Devo dirti che la visione ha confermato la mia idea (peraltro non originale) sull’uomo Berlusconi. Non tanto sul politico, perché in caso di elezioni ognuno è libero di votare secondo coscienza e utilità del momento.

È il “venditore” Berlusconi che mi ha sempre sottilmente interessato, fin dai tempi in cui lessi un ottimo saggio scritto da illustri colleghi come Massimo Gramellini, Curzio Maltese e Pino Corrias. Il libro si intitola 1994: Colpo grosso.

In questa sorta di biografia ovviamente non autorizzata – che tra l’altro risulta misteriosamente (?) non disponibile da diverso tempo – gli autori raccontano di come l’Italia del 1994 sia stato l’unico luogo al mondo dove si è potuta compiere un’avventura come quella di Berlusconi.

Ovvero, la storia di un magnate della televisione che fonda un movimento e in tre mesi conquista il potere attraverso libere elezioni.

Nel libro si narra come in un Paese, dove i sogni sono fatti della materia delle novelas, Berlusconi abbia costruito il suo ‘miracolo’. Tappa per tappa:

  • l’alleanza con i neofascisti
  • la seduzione nei confronti della Lega
  • l’invenzione del Partito-azienda
  • la liquidazione della destra ‘nobile’ di Indro Montanelli
  • lo sfruttamento della nuova legge elettorale
  • gli errori degli avversari
  • i bisogni segreti della sterminata provincia italiana
  • la conoscenza perfetta del linguaggio televisivo

il Cavaliere ha vinto tutto e instaurato un vero regime.

Berlusconi ha studiato i meccanismi del successo

Dopo la visione del film di ieri sera, dopo il dibattito di Mentana e dopo le riflessioni sul libro 1994: Colpo grosso, ho sentito l’esigenza di scrivere questo post per condividere con te alcuni elementi che a mio parere incarnano la profonda simbiosi tra l’uomo di Arcore e il popolo che lo segue. Comprando le sue idee, le sue visioni, i suoi valori.

Proviamo a elencare i sette tratti fondamentali ripresi da ogni manuale dove si parli di crescita personale e di successo. Non mi interessa dare giudizi di merito, né valutare quanto queste caratteristiche vengano utilizzate in maniera morale o immorale. Ognuno è libero di fare le sue considerazioni.

  1. Passione – Non c’è grandezza senza l’appassionato desiderio di essere grandi. E dal film si capisce come la passione conferisca a Berlusconi potenza, gusto della vita e significato. Il Milan, le donne, le canzoni: tutto trasuda passione.
  2. Fede – Non tanto quella religiosa (che in Berlusconi è un tratto piuttosto contraddittorio), né quello che conduce il Tg4. Parlo della fede in se stesso. Il Cavaliere fa parte di quegli individui che sanno esattamente cosa vogliono e credono di poterlo ottenere. La fede nelle proprie capacità è il combustibile, la forza propulsiva che gli ha fatto raggiungere i suoi obiettivi.
  3. Strategia – Berlusconi è abilissimo a organizzare le risorse di cui dispone. Ha calcolato fin da ragazzo che cosa doveva imparare, che qualità sarebbe stato utile sviluppare, quali persone doveva arrivare a conoscere, quali azioni era necessario intraprendere.
  4. Valori – Questo a mio avviso è il vero tallone d’Achille. Non sapremo mai quanto Berlusconi abbia fatto pace con i suoi veri valori. Silvio non riesce a farsi amare da tutti (ma in Italia per governare basta una maggioranza relativa) perché i suoi valori non sono facilmente condivisibili. La spregiudicatezza, il maschilismo, il disprezzo delle regole lo fa avvicinare a una gran parte di italiani. Ma non a tutti. E soprattutto, il suo modello impiantato all’estero non funzionerebbe (almeno nei Paesi democratici).
  5. Energia – Qui nulla da dire, anche se l’età avanza. Oltre alla passione, alla fede e all’autostima, può essere che la chimica gli venga in aiuto quando serve un pieno di energia. Di fatto, l’immagine che ha trasmesso in questi anni è quella di una persona dinamica e vitale. Non ingessata come gli imprenditori e i politici degli anni Settanta.
  6. Capacità di attrarre – Le persone di successo hanno l’abilità di istituire legami con gli altri, di sviluppare rapporti con individui di ogni tipo. Il suo fascino è oggettivamente diminuito, ma le persone che lavorano a Mediaset ancora ricordano quando lui girando per gli studi si ricordava di chiunque, chiedendogli notizie dei rispettivi figli.
  7. Dominio della comunicazione – Il modo in cui comunichiamo con gli altri e con noi stessi determina spesso la qualità della nostra esistenza. Berlusconi, piaccia o no, ha imparato a raccogliere le sfide della vita, comunicando questa esperienza a se stesso in modo da poter cambiare le cose a suo favore. Il Cavaliere sa trasmettere le sue visioni, le sue aspirazioni, le sue gioie, la sua missione.

Al termine di questo post penserai che sono anch’io caduto nella ragnatela ipnotica del grande incantatore di serpenti. No, se per questo non sono mai arrivato a votarlo né ad ammirarlo. Noto però le sue caratteristiche e cerco di capire perché influenzino così tanto milioni di persone da circa vent’anni.

Nella missione di questo blog c’è l’idea di parlare di scrittura vincente. Va ammesso che la pagina di storia scritta da Berlusconi è stata perlomeno efficace. Vincente magari solo per lui, e per qualche amico suo. Ma efficace, almeno dal suo punto di vista, quello sì.

Aspetto con piacere i tuoi commenti.

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Perché il linguaggio ha fatto perdere Berlusconi

Comments

Ilenia
Reply

caro Alessandro,
non sai che piacere mi ha fatto leggere il tuo articolo… e mentre scorrevo pensavo “oh… qualcuno che la pensa come me!!!!” io personalmente non ho mai sostenuto politicamente Berlusconi ma guardando il film non potevo fare a meno di pensare: “questo è andato a scuola da Grinder e Bandler… e ha superato anche i maestri!!!” sono un appassionata di pnl e se è vero che il modo migliore per ottenere risultati è prendere un modello ed imitarlo, silvio è senza dubbio il modello perfetto…. magari andrebbe arricchito di contenuto qualche aspetto, i valori in primis… ma senz’altro è uno che ce l’ha fatta!!!

Alessandro
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Non era mia intenzione indicare Berlusconi come modello da imitare…
Ma ti ringrazio per i complimenti 🙂

ilenia
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si si.. questo lo avevo capito!!! io mi riferivo soltanto alla sua capacità di ottenere successi…. non occorrono imitatori….
complimenti per il blog!!!

Lorena
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Già… quanto ben di dio sprecato…questi “sette tratti fondamentali” al servizio dell’Italia e non solo al proprio e ai fedeli amici, sarebbero stati un grande valore aggiunto… credo sia la mancanza di una personalità piacevole che ha fatto in modo, che non incantasse proprio tutti gli italiani…

Non ho visto il film…sarebbe troppo per me… ho faticato a cogliere ciò che in modo molto obiettivo hai colto tu,complimenti ottima capacità di distacco e di analisi.

Ilaria Cardani
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Su, su, ci sono altre persone di successo a questo mondo, anche nel nostro paese, nel passato, nel presente e ci saranno nel futuro…
Ci sono altri modelli ai quali potersi rifare e non voglio essere retorica.
Non eri tu Alessandro che in un post di qualche tempo fa citavi Pericle, per esempio?
Modelli di successo e da imitare ce ne sono a mazzi…
Il pensare che questo brianzolo arricchito sia un modello da imitare insomma, sa un po’ di orizzonti chiusi, di poca fantasia.
Sa anche un po’ di un’idea strana di successo.
Per il resto, come dicono gli antichi, il successo di una persona si valuta alla fine della sua esistenza… 🙂 🙂
Buon proseguimento (anche al nostro Silvio, ovvio)!

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