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Gli 8 motivi per cui una Ferrari comunica più di mille parole scritte

Sei mai salito su una Ferrari? Non dico necessariamente quelle di Formula Uno, intendo anche una “semplice” Ferrari gran turismo?

Vabbè, mettiamola così: hai mai subìto il fascino di una Ferrari semplicemente passandole a fianco e magari sfiorandola con le dita? O magari guardandone la seducente pubblicità in televisione o sui giornali?

Lasciamo per un momento la domanda sospesa per aria. Il post di oggi riguarda un tema che mi colpisce non tanto per interesse personale – per natura non sono particolarmente invogliato dalle macchine sportive, preferisco quelle comode e spaziose – quanto per “attrazione sociale”.

Un fascino universale

Il brand Ferrari è un marchio che contraddistingue il nostro made in Italy nel mondo. È un’eccellenza universalmente riconosciuta che rende prestigiosa ogni persona o evento che vi si accosta.

Ecco allora che la mia attenzione è richiamata da alcune notizie che hanno come filo conduttore la tanto desiderata Ferrari. Per lei si possono spendere oltre 16 milioni di dollari. Per lei ci si può sentire come una bambina il giorno di Natale all’idea che le stiano consegnando un nuovo modello da 370mila sterline.

Nessun uomo probabilmente ha mai speso così tanti soldi per una donna. Ma per una Ferrari sì. Perché?

Asta record per una Ferrari

In una recente asta in California, un prototipo della Ferrari 250 Testa Rossa – datata 1957 – è stata battuta per ben 16,4 milioni di dollari: si tratta, come è ovvio, di una cifra record per un’asta pubblica.

Mi viene un pensiero: chissà cosa direbbero gli operai della Ferrari che, nel 1957, rincasavano dopo la giornata di lavoro. In officina avevano lasciato un mito: trentaquattro pezzi, tutti unici, destinati a macinare chilometri e tempo senza essere scalfiti.

Un regalino da 418mila euro

Storia diversa ma simile per una collezionista di… vizi. È il caso della ventisettenne Tamara Ecclestone, figlia maggiore del boss della Formula Uno. La ragazza – che vive a Londra in una casetta da 45 milioni di sterline – è scesa in strada in pigiama e coi capelli raccolti alla meglio per l’impazienza di accogliere il nuovo giocattolo regalatole da papà Bernie.

Una Ferrari 599 Collection Edition, che si dice sia l’unica in tutta l’Inghilterra. Visto che costa quasi 420mila euro, c’è da crederci.

Gli 8 motivi per cui una Ferrari seduce

Tornando a noi comuni mortali, proviamo a elencare alcuni motivi del perché la Rossa più famosa del mondo continua a esercitare una forza di comunicazione persuasiva che vale più di mille parole, disegni, poesie.

  • Rossa come il fuoco della passione, veloce come il lampo della follia, la Ferrari affascina, colpisce al cuore, ammalia.
  • Non è solo una questione di design, meccanica e prestazioni: nella casa di Maranello si fonde l’epopea della storia dell’automobile con la voglia di rivincita del suo fondatore e la leggenda dell’auto sportiva.
  • Al volante delle Ferrari si sono alternati re, principi e miliardari ma, soprattutto, i più grandi funamboli della guida, da Nuvolari a Schumacher, da Ascari a Lauda, da Fangio a Villeneuve.
  • La storia della Ferrari è un grande romanzo. Un racconto che parte da quando le prime Ferrari dominavano le corse e si viaggiava in maniche di camicia, a trecento all’ora, senza casco né cintura di sicurezza, fino ai giorni nostri con la gloria di Schumacher e il suo abbandono (così come le romantiche ipotesi sull’arrivo di Valentino Rossi nella scuderia).
  • La sua epopea ripercorre anche le vicende umane di Enzo Ferrari: i lutti e le mille dif­ficoltà che dovette superare per costruire il suo impero e creare l’immagine forte della sua azienda. Perché il Commendatore, prima di essere un grande costruttore di auto da corsa, fu un vero genio del marketing.

O più concretamente:

  • In tempi di crisi, anziché buttarsi sul mattone si preferisce avere in garage un bene-rifugio simile all’oro, al sicuro dalla scontrosa sensibilità dei mercati.
  • Al contrario di un investimento in banca, potendotela permettere, puoi giocare, andare in giro, divertirti. È un classico antidepressivo.
  • I collezionisti assecondano la loro nevrosi compulsiva: ci sono persone che ne possiedono così tante da competere con un museo. È come avere cinquanta o cento cuccioli da lucidare e portare a spasso.

Cosa ne pensi? Ci sono altri elementi da aggiungere?

Lascia un commento e parliamone   🙂

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