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#BiellaStoria: il backstage del BlogTour

Se segui questo blog, saprai che uno dei miei obiettivi è quello di fornirti casi concreti e strumenti di comunicazione per far fruttare la comunicazione della tua impresa.

Sto lavorando da un po’ di tempo sul modello di comunicazione dei BlogTour, eventi organizzati per promuovere – attraverso i social network – un territorio o un particolare tipo di azienda. Si tratta, te lo dico per esperienza, di uno strumento molto potente che, di fatto, rappresenta la nuova frontiera del turismo 2.0.

Man mano che approfondisco, sto riuscendo a inquadrare il fenomeno in maniera un po’ più ampia. I social costituiscono sì un mezzo essenziale di divulgazione a basso costo, ma vanno a mio avviso affiancati da altre competenze. Mi riferisco allo storytelling (comunicare attraverso le storie) e alle professionalità specifiche di un “ufficio stampa 2.0”.

Questo know-how è alla base di un seminario sul “Social Storytelling” che ho preparato e che presto sarà organizzato e promosso da Scrittura Vincente, in collaborazione con Torino Storytelling e altri partner. Un seminario dove verrà concretamente spiegato come promuoversi online con gli strumenti di un ufficio stampa 2.0.

Consiglio? Resta collegato agli sviluppi anche attraverso la nostra pagina Facebook.

Il caso #BiellaStoria: interviste ai blogger

Questa premessa mi serviva per introdurti il tema del post di oggi. Si tratta di una serie di interviste che il nostro web magazine Torino Storytelling ha realizzato ai blogger di BiellaStoria, il blogtour che si è svolto a Biella dal 5 al 7 aprile scorso.

Ai protagonisti di questo evento – che ha riscosso un successo nettamente al di là delle previsioni (guarda la nostra precedente intervista e il sito BiellaStoria) – abbiamo chiesto di risponderci su due semplici temi. Uno di taglio emotivo, l’altro di argomento più professionale (marketing).

  1. Cosa vi ha colpito maggiormente di Biella e di tutte le persone che ci hanno accolto?
  2. Da esperti blogger, che idea vi siete fatti dello strumento “BlogTour”? Quali sono a vostro avviso gli elementi di cui si dovrebbe sempre tener conto quando si organizza un evento simile?

Credo che dalle loro risposte tu possa trarre spunti efficaci e interessanti per il tuo lavoro e per la crescita personale nell’ambito della comunicazione scritta.

Per questo voglio ringraziare di cuore questo gruppo di “colleghi della comunicazione 2.0”, fantastico sia per dedizione e passione turistica, e sia per simpatia spontanea, che ha cementato ancora di più i rapporti tra di noi.

Buona lettura. E non dimenticare i tuoi commenti alla fine!

Ecco i blogger intervistati:

 

Giovy Malfiori
Emotion Recollected in Tranquillity
Appassionata di viaggi, del mondo e soprattutto del Galles

 

 

 


Gianluca Vecchi

Photography
Fotografo freelance, autore di contenuti & reportage

 

 

 

 

Barbara Oggero
Reporter per caso
Fotografa e scrittrice di viaggi, web e copy-writer free-lance, photo/storyteller

 

 

 

 

Veronica Rizzoli
Life in Travel
Amante di avventura, viaggi, montagna, fotografia, mountain bike

 

 

 

 

Paola Forneris
Viaggi e Cucina P&R
Vive per viaggiare e viaggia per vivere

 

 

 

 

Roberto Neri
Viaggi e Cucina P&R
Ufficiale dell’Esercito e amante dei viaggi

 

 

 

 

Serena Puosi
Mercoledì tutta la settimana
Fotografa, viaggiatrice e amante dei social network

 

 

 

 

Silvia Romio
Viaggiolibera
Viaggiatrice incallita e appassionata fotografa

 

 

 

 

Alessandro Bertini
Girovagate
Fiorentino e allegro scopritore del mondo

 

 

 

1- Cosa vi ha colpito maggiormente di Biella e di tutte le persone che ci hanno accolto?

Giovy Malfiori
Mi ha colpito la totale volontà di credere nel territorio dove vivono. Lo amano profondamente e questo conta moltissimo.

Gianluca Vecchi
Di Biella mi hanno colpito diversi aspetti. In primis il fatto che abbia molte cose interessanti culturalmente e turisticamente: come tanti “ignoravo” la città da questo punto di vista. Un’altra cosa notevole è vedere dal vivo l’impegno che tante persone del luogo ci mettono per far emergere tale realtà alla luce del sole. Ma ho soprattutto apprezzato tantissimo la serenità ed il basso profilo che gli addetti ai lavori locali mantengono nel perseguire questo obiettivo: trovare assessori o responsabili di Pro Loco che si mettono tranquillamente  in costume medievale per raccontarti la loro storia è stato quantomeno stupefacente! Una menzione speciale va comunque ai ragazzi di Sphimm’s Trip che hanno organizzato il tutto meglio di tanti professionisti del settore.

Barbara Oggero
I dintorni di Biella colpiscono perché non te li aspetti. Abituati a pensarla come zona tessile, la sua storia è stata una piacevole sorpresa e l’entusiasmo delle persone incontrate testimonia un amore puro verso le origini e la tradizione, da non perdere.

Veronica Rizzoli
Biella è una città troppo spesso poco considerata. Camminando per il ricetto di Candelo, mi ha colpito il fascino del suono della ghironda del liutaio Sergio… E poi la chiusura in bellezza al vecchio mulino di Valdengo!

Paola Forneris
La cosa che più mi ha colpito di Biella e dei paesi limitrofi che abbiamo visitato sono state le persone. Da piemontese so che spesso noi siamo un po’ “chiusi” e diffidenti. La reazione delle persone che ci hanno accolto, l’entusiasmo e la voglia di raccontarsi, invece mi ha fatto ricredere. Mi ha fatto piacere vedere persone non avvezze ad internet o ai social media raccontarsi e chiedere spiegazioni sul nostro ruolo. Chi mi rimarrà sempre impresso sarà un signore anziano al “Museo della terracotta Dall’Emilio” che cercava di capire perché tutti questi giovani si erano riversati a Ronco Biellese e scattavano foto a raffica 🙂

Roberto Neri
Biella è una provincia piemontese molto anomala. Avevo già avuto modo di conoscerla per motivi di lavoro ma non avevo mai avuto tempo e modo di soffermarmi a godermela anche in qualità di turista. Questo magnifico blogtour mi ha permesso di apprezzare parte della sua storia, delle sue tradizioni e dei suoi scorci architettonici che poco hanno da invidiare ad altre città piemontesi. Biella per molti è una città vicino al Santuario di Oropa per la quale transiti allo scopo di inerpicarti per raggiungere il santuario mariano. Gli abitanti sono da sempre grandi lavoratori chiusi di carattere ma dal cuore grande. Feriti come molti dalla crisi economica ma desiderosi di riprendersi velocemente. E se per farlo bisogna “sopportare” una ventina di scatenati blogger intenti a fare foto, domande e a maneggiare con frenesia un palmare, ben venga! Biella è una città da visitare e da gustare con calma. Tuffandosi prima nel cuore storico della città, salendo poi al Piazzo e fermandosi spesso a parlare con le persone che, magari in un primo momento potranno sembrare burbere, ma che facilmente poi sapranno far capire quanto amino la loro città.

Serena Puosi
Fino a ieri collocavo difficilmente Biella nella cartina del Piemonte, figuriamoci se potevo conoscere le sue bellezze storiche e architettoniche! Mi ha colpito questo: che i biellesi abbiano voglia di raccontare con entusiasmo che c’è tanto da fare, da vedere e da offrire.

Silvia Romio
Oltre a straordinarie bellezze storiche come il Ricetto di Candelo o il Piazzo di Biella, ciò che mi colpito di più è l’attaccamento al territorio e la passione nel valorizzarlo e promuoverlo delle persone che ci hanno illustrato i loro paesi, a partire dai grandissimi Gian e Lele, passando per la pro loco di Candelo che ci ha svelato tutte le bellezze del Ricetto, a quella di Ronco che ci ha illustrato la storia e la tradizione delle antiche produzioni artigianali di terracotta, alla compagnia Teatrando che ci ha fatto scoprire la suggestione del Brich di Zumaglia e ci ha introdotto ai loro interessanti progetti per trasformare il castello in un luogo di incontro culturale e sperimentale. È stata proprio la possibilità di scoprire e capire la realtà biellese attraverso le parole e l’entusiasmo di chi ne conosce la storia e la vive tutti i giorni a rendere speciale la visita, permettendoci così di cogliere il valore delle tradizioni storico culturali che ci sono state raccontate.

Alessandro Bertini
Mi ha colpito la loquacità. Quando i biellesi (ristoratori, artigiani, albergatori…) iniziano a parlare della loro Biella è difficile frenarli! 🙂 Ho notato una gran voglia di comunicare e un entusiasmo esplosivo, come se fosse rimasto sopito per tanto tempo.
Sara: la disponibilità e il sorriso dei biellesi! Nei loro occhi si leggeva la voglia di mettersi in gioco.


2 – Da esperti blogger, che idea vi siete fatti dello strumento “BlogTour”? Quali sono a vostro avviso gli elementi di cui si dovrebbe sempre tener conto quando si organizza un evento simile?

Giovy Malfiori
I blogtour sono utili se partono “dal basso”, proprio come #BiellaStoria. Qualcosa pensato da blogger per blogger. Una delle cose fondamentali è riuscire a dare spazio libero ai blogger in modo che possano esplorare il territorio in totale libertà.

Gianluca Vecchi
Il blogtour è certamente utile. I blogger raggiungono potenzialmente molte persone di molte fasce, tra l’altro con esperienze di prima mano (se mi passate il termine direi “ruspanti”) che lasciano un segno più vivo delle asettiche presentazioni di molte pagine web di enti locali e simili. Ci sono tanti elementi di cui tenere conto per la buona riuscita di un “progetto blogtour”, si potrebbe aprire un dibattito infinito. Ma il principale rimane sempre il tempo giusto per potere documentare bene quello che si vede: giri troppo pieni e frenetici alla fine diventano stancanti fisicamente, inevitabilmente la concentrazione cala e non si pone la dovuta attenzione alla visita. Ma spesso le cose da vedere sono talmente tante che concentrarle tutte in 2-3 giorni rende questa cosa inevitabile.

Barbara Oggero
Il blogtour è un valido strumento di comunicazione da usare integrato con altri. Certamente la viralità dei contenuti, estemporanei e non, permette di raggiungere target diversi, perciò nell’organizzarlo bisogna tener conto della tipologia di blogger invitati in relazione al programma e al pubblico che si vuole colpire e invogliare alla visita.

Veronica Rizzoli
Il blogtour è stato davvero completo e molto interessante: abbiamo mangiato bene (anche se troppo eheh), visto luoghi inaspettati e incredibili, condiviso emozioni con persone appena conosciute che dopo tre giorni ho fatto fatica a salutare… Un blogtour davvero emozionante ed assolutamente da ripetere!!!

Paola Forneris
Nel mio caso questo è stato il primo blog tour a cui ho partecipato. Devo dire che l’organizzazione è stata davvero impeccabile. Se posso permettermi un suggerimento, lasciare qualche momento libero in più potrebbe essere benefico. Questo al fine di permettere ai bloggers di guardarsi  intorno da soli, scattare qualche foto in più e curiosare in angoli diversi.

Roberto Neri
Non sono certo un esperto blogger e quindi credo che il mio parere non sia obiettivo ma credo che un blogtour sia in fondo una sorta di scommessa. Per chi l’organizza che, dedicandosi anima e corpo, spera di riuscire a far apprezzare e comprendere ai blogger ospiti la città ovvero l’attività a cui il tour è dedicato, e per tutti coloro che aderiscono al blogtour in qualità di esercenti, ristoratori, associazioni e quant’altro che, magari scettici per questa forma di pubblicità, si rendono poi conto di quanto possa essere potente questo nuovo strumento. Credo che un buon blogtour debba quindi essere capace di vincere questa doppia scommessa. Essere in grado di far capire subito le potenzialità dell’evento agli esercenti che intendano aderire fornendo parte dei loro servizi e al contempo selezionando i blogger in modo intelligente, possibilmente provenienti da diverse parti d’Italia, e capaci così di diffondere ancora meglio la notizia (ovviamente internet va oltre tutto questo ma invitare solo blogger che abitino in un raggio di 100 km potrebbe non essere una buona idea). Nello specifico, #Biellastoria credo sia riuscito in modo egregio a stravincere questa duplice scommessa, definendo e realizzando un programma ambizioso e invitando un gruppo di blogger affiatati e combattivi. E i risultati in rete già si vedono!

Serena Puosi
Non sono nuova alla formula blogtour e devo dire che i riscontri sono sempre positivi su tutti i fronti (perché una volta che si è viaggiato, bevuto, mangiato sidecar anche parlare di risultati, no?!). È positiva la visibilità della destinazione/offerta prima, durante e dopo l’evento, è ottima la risposta a livello di visibilità del blog, è formidabile cosa può fare una rete di blogger rispetto al singolo. Insomma, è una formula win-win se organizzata bene e misurata nei risultati.

Silvia Romio
Credo che il BlogTour sia un potente strumento di promozione del territorio, sopratutto delle zone meno conosciute ed escluse dai circuiti dei viaggi organizzati ma che hanno numerose bellezze artistico-culturali e non ultime gastronomiche da offrire. I blogger che partecipano lanciano in rete in tempo reale foto, commenti e informazioni su tutti i particolari che li colpiscono, interagendo tra loro e con il loro pubblico, creando un effetto domino che riesce a raggiungere in maniera rapida ed efficace un numero sempre crescente di utenti, attenti e interessati a giudizi e recensioni che non provengono da fonti istituzionali ma da utenti-viaggiatori come loro. Il BlogTour crea “rumore” positivo e costruttivo, promuove e valorizza le bellezze e le ricchezze di quei territori che investono in questo potente strumento, e rappresenta la nuova frontiera del turismo 2.0. Penso che un BlogTour debba includere non solo la vista delle maggiori attrazioni artistico-culturali del luogo ma anche di quelle minori, piccoli paesi e comunità, realtà artigianali che portano avanti antichi mestieri e tradizioni, oltre alla cucina tipica e ai prodotti legati al territorio: uno sguardo a 360° sui luoghi visitati che i blogger contribuiranno a diffondere e far conoscere.

Alessandro Bertini
Lasciando in un angolo la definizione di “esperto blogger”, quel che posso dire dopo aver partecipato a tanti blogtour negli ultimi anni è che è un mezzo di promozione turistica che funziona. A testimoniarlo ci sono i risultati: il seguito del live twitting e l’attenzione rivolta ai post dai lettori. Cosa si dovrebbe tenere presente quando se ne organizza uno? Che il tempo è sempre troppo poco e, come accade in un viaggio, gli imprevisti sono dietro l’angolo e gli appuntamenti rischiano di saltare. Quindi, secondo me, meglio non riempire troppo il programma di eventi.
Sara: a me preme sottolineare il clima che si crea tra i partecipanti, i bei momenti di aggregazione e le amicizie che nascono. Per chi offre un servizio, il blogtour credo che sia uno specchio con cui poter vedere le cose che vanno bene e quelle che dovrebbero essere migliorate.  Per questo, l’affiatamento del gruppo di blogger diventa un elemento importante.

>>> Guarda il trailer di BiellaStoria

>>> Vai al sito di BiellaStoria

>>> Vai al sito Torino Storytelling (@torinostorytell)

>>> Vai al nuovo sito di Italia Blog Tour

 

 

Comments

Viaggiolibera
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Bel lavoro Alessandro, il punto di vista di chi ha vissuto dall’interno #biellastoria è sempre interessante da leggere . Mi interessa anche il seminario sul Social Storytelling, approfondirò sicuramente seguendoti!

Alessandro
Reply

Ottimo! Sul seminario avrai presto novità 🙂

Sphimm
Reply

Grande Ale! Che emozione leggere i pareri dei blogger in visita a Biella! 🙂 I biellesi dicono ‘Biella è Bella’ anche se sembrano crederci poco, ma #biellastoria ha dimostrato che in fondo questa è una verità! 🙂

Alessandro
Reply

Biella è Bella davvero!

Giovy
Reply

Grande Ale!
Bel raccolto e belle emozioni!

Alessandro
Reply

Grazie, in effetti le emozioni non sono mancate… 🙂

ornella zambon
Reply

spero che iniziative del genere non rimangano mosche bianche….ne abbiamo bisogno x promuovere il Biellese e le sue bellezze…. grazie !!!!!

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