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Bruno Vettore: una vita da leader

Bruno Vettore insieme a Roberto Re e Ciro Imparato
Bruno Vettore insieme a Roberto Re e Ciro Imparato

Ho conosciuto di persona Bruno Vettore. Al recente Salone del Libro di Torino presentava il suo libro autobiografico «Trent’anni di un avvenire», sottotitolo “una vita da leader”, pubblicato da Homo Scrivens, casa editrice e compagnia italiana di scrittura (nata a Napoli nel 2002 da un laboratorio di Gino Parrella e Aldo Putignano).

Sulle prime, temevo di imbattermi in un personaggio autocelebrativo e un po’ narciso, nel classico manager che all’apice del successo resta ipnotizzato dalla propria immagine, vantandosi di aver ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”.

Quando (dopo gli interventi di Roberto Re e Ciro Imparato) ho cominciato a sentirlo parlare del suo lavoro – e dell’appena pubblicata “fatica letteraria” – ho capito invece di avere di fronte una persona determinata e appassionata delle proprie idee. Un uomo capace di scoprire, cogliere e interpretare dettagli. Partendo da una semplice espressione del volto e risalendo fino ai più riposti segreti della personalità e dell’animo umano.

La Scrittura Vincente del libro di Bruno Vettore 

Perché ti parlo di Bruno Vettore in questo blog? Perché la sua scrittura (che ritengo a mio avviso “vincente”) passa attraverso alcuni parametri ritrovati nella lettura di «Trent’anni di un avvenire».

Diciamo che non era facile scrivere di vite e carriere senza annoiare o fuorviare il lettore. Per fare questo, bisognava produrre connotati narrativi, incalzati però da un ritmo motivante e da un linguaggio asciutto ed efficace.

Bruno Vettore
Bruno Vettore

Vettore professionista ha scalato tutte le tappe nel settore immobiliare italiano. Dal 1998 al 2002 è stato presidente di Assofranchising, ma soprattutto è arrivato ai vertici del gruppo Tecnocasa, Pirelli Real Estate, e di colossi come Gabetti e Grimaldi. Oggi è amministratore delegato di Tree Real Estate.

Nel ruolo di autore letterario riesce a parlarci di partite di calcetto con gli amici e di grandi convention aziendali. Di temi alti e di particolari della vita quotidiana. In sintesi, della vittoria di tutti coloro che riescono a credere in se stessi e nell’idea che la crescita umana e professionale sia un processo in continuo divenire.

Storytelling e ricordi giovanili

Ci sono episodi – come si usa oggi grazie alla tecnica dello storytelling – di grande tenerezza. Come quando l’autore, rivedendo “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore, ripercorre il ricordo di se stesso ragazzo al suo primo colloquio di lavoro. «Tecnocasa mi convocò nella nuova agenzia di Senago. Quando mi presentai davanti a quella serranda erano le otto e trenta del 27 aprile del 1983. Tredici anni dopo sarei diventato il Direttore Franchising della Tecnocasa Italia».

Bruno Vettore è molto bravo nel vedere il mondo altrui e a farlo immaginare a chi gli sta di fronte. Il lettore potrà beneficiare di questa sensibilità per tentare un esperimento tutto sommato non facile: quello di individuare i confini dei propri desideri.

Chissà che non riesca a superarli, avventurandosi in un mondo sempre più in rapida trasformazione.

 

 

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[...] l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Al merito della Repubblica Italiana” – scrive Alessandro Dattilo, giornalista professionista, storyteller d’impresa e copywriter specializzato nella [...]

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