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Che c’entra Torino Storytelling col fratello di Montalbano?

Conosci Barack Obama?
Conosci Silvio Berlusconi?
Conosci Nicola Zingaretti?
Conosci te stesso?

Non è un estratto delle domande fatte ai candidati del recente “concorsone” (anche se il livello di stranezza potrebbe sembrare quello). In questo post voglio parlarti dell’arte di raccontare storie, dello storytelling politico come condivisione di valori sociali (e volendo anche imprenditoriali). E infine di alcuni miei progetti in questo senso. Dei miei sogni attuali.

Partiamo da Obama. Un folle fa strage in una tranquilla scuola del Connecticut e lascia sul terreno insanguinato 28 vittime, di cui 20 bambini che potrebbero essere i nostri. Il presidente degli Stati Uniti d’America – appena rieletto qualche settimana fa – si presenta in conferenza stampa di fronte al mondo e piange in diretta. Le lacrime gli riempiono gli occhi, Obama è costretto ad asciugarsele a più riprese.

La voce gli si spezza quando parla di «bambini di 7 e 10 anni che non avranno più feste di compleanno né vite da vivere». Di ragazzini rifugiatisi in un bagno che dicono all’insegnante «Vogliamo solo Natale, non vogliamo morire». Una commozione evidente, drammatica, senza precedenti da quando si è insediato alla Casa Bianca. Chiude parlando da padre: «Questa sera con Michelle stringeremo forti a noi le nostre figlie, come molti genitori in Connecticut non riusciranno più a fare».

Stringi i denti e seguimi. Obama avrebbe potuto attaccare il suo discorso con rabbia “razionale”. In genere, quando accadono fatti di questo tipo, i suoi consiglieri politici lo spingono a rilanciare il tema della “nazione troppo violenta”. In concreto, significa sfidare i diktat della National Rifle Association (la potente lobby capace di condizionare le scelte del Congresso) e spingere per nuove leggi contro il libero possesso delle armi da fuoco.

Ma Obama ha ascoltato il suo cuore e ha raccontato delle storie. «Oggi sono state spazzate delle vite, i nostri cuori sono spezzati». La commozione a nostro avviso è sincera. Forse perché è la sua storia personale a testimoniarlo. L’attuale premier da giovane faceva l’avvocato di strada, quello che difende gratuitamente gli sbandati, i senzatetto, gli alcolisti. Se dentro di lui c’è ancora una traccia di coerenza, noi pensiamo – leggendo la sua storia – che si schiererà dalla parte di chi è in difficoltà. Di chi oggi piange guardando il letto ancora sfatto del proprio figlio che non c’è più.

Usa chiama Italia, rispondi Italia

Poi c’è Silvio Berlusconi. Storyteller impunito e manipolatore. Come dice Gramellini «maestro di comunicazione primordiale, che sa parlare alle budella infiammate come nessun altro». Si presenta anche lui di fronte alle telecamere (di sua proprietà) e compie un gesto esattamente opposto a quello del suo amico “abbronzato” che sta alla Casa Bianca.

Come d’incanto, spazza via dalla scena il dramma delle famiglie che non arrivano a fine mese e si posiziona lui lì, sotto i riflettori. Per raccontare la sua storia di miliardario incompreso, i suoi guai giudiziari, le sue fidanzate belle fuori ma anche dentro, «il suo prontuario (sempre Gramellini) di ricette facili e di capri espiatori fin troppo comodi».

Sull’uso dello storytelling berlusconiano ti lascio fare riflessioni in solitudine.

Mi piace farti notare ora la comunicazione che ha appena messo in campo Nicola Zingaretti, attuale presidente della Provincia di Roma e prossimo candidato per la Regione Lazio nelle file del Partito Democratico.

Usando uno stile molto “obamiano” (condivisione spinta che coinvolge in maniera diretta i potenziali elettori), Zingaretti ha scelto di comunicare la sua proposta attraverso lo storytelling personale. Sul nuovo sito racconta le tappe della vita e della carriera politica, mescolate a fotografie di ottima qualità e soggetto. Prima ancora dei singoli punti del programma, ha capito che le persone oggi vogliono fidarsi di lui, conoscere la sua integrità, il suo modo di leggere la vita di tutti i giorni, i problemi della gente, le visioni per i nostri figli.

Buona l’idea di pubblicare una doppia biografia: quella “testo più foto”, e quella solo per immagini. «Alcune fotografie raccontano la mia storia, le idee e i valori in cui credo e i progetti su cui ho lavorato e continuo a impegnarmi». Eccole le 6 parole su cui ha costruito la sua identità: storia, idee, valori, progetti, lavoro, impegno. Tutte riassunte in sole due righe introduttive.

Sotto lo slogan «Immagina un nuovo inizio», Zingaretti affronterà la campagna puntando a essere un referente tra cittadini e imprese, un motore di sviluppo in particolare sui temi della creatività, dell’innovazione e della riconversione ecologica.

Torino Storytelling

L’ultima delle domande che ti ho sottoposto all’inizio era “Conosci te stesso?”. Nessun trattato filosofico, solo qualche considerazione pratica. Partiamo da quanto scrive Christian Salmon nel suo libro «Storytelling. La fabbrica delle storie».

L’arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell’uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali. Ma, a partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, questa capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell’industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Dietro le più importanti campagne pubblicitarie – e ancor più dietro quelle elettorali vincenti (da Bush a Sarkozy) – si celano proprio le sofisticate tecniche dello storytelling management o del digital storytelling.

Esiste lo storytelling etico e quello manipolatorio. Ora ti parlo solo del primo. E lo faccio raccontandoti di me.

Dopo vent’anni di vita e lavoro a Roma (sia come giornalista di cronaca e d’impresa, e sia come copywriting e formatore), ho preso il coraggio a due mani e mi sono ritrasferito a Torino (con famiglia e burattini) mia città d’origine. È accaduto da pochi mesi, e puoi capirmi quando ti dico che ho ritrovato una città molto cambiata rispetto a quella che avevo lasciato nel lontano 1989 (fa molto zio Paperone nel Klondyke).

Pensa che ti ripensa, dopo anni da dipendente mi sono rilanciato come imprenditore di me stesso con un progetto in mente (ma soprattutto nel cuore): aiutare aziende, organizzazioni pubbliche, professionisti, studenti attraverso il Coaching Storytelling.

De cheee…??

Attraverso i panni del comunicatore che ti aiuta a fare storytelling con gli strumenti del coach (e del giornalista-copywriting).

Da qui è nata Torino Storytelling, una community sul territorio che mette al centro il valore del CONTENUTO, delle PERSONE e delle loro STORIE. Una Rete che condivide principalmente due tipologie di percorso (che spesso si fondono in uno solo):

  • Servizi di Personal Branding (per valorizzare il tuo patrimonio professionale e acquisire – attraverso lo STORYTELLING – strumenti e strategie per comunicare e promuovere la tua storia e quella della tua attività, in maniera efficace e persuasiva. Una sorta di ufficio stampa 2.0 che ti aiuta a trovare lavori, clienti, visibilità)
  • Formazione sulla Scrittura Professionale (workshop, seminari, coaching, editoria per rendere più solida e affidabile la tua comunicazione efficace quando devi SCRIVERE un’email, una presentazione, un progetto, un profilo biografico, una lettera di vendita; o aggiornare i contenuti del tuo sito, del tuo blog, dei tuoi account Facebook e Twitter)

Il percorso di Torino Storytelling

Ti riassumo le 5 tappe principali finora svolte da Torino Storytelling, a partire da fine settembre 2012:

Profilo Twitter > @TorinoStorytell
Già oltre settecento followers hanno condiviso questo spazio aperto, per ritrarre e narrare #Torino in 140 emozioni. Gli utenti possono postare le loro immagini, che vengono da noi ripubblicate (a rotazione) nell’intestazione del profilo. Attraverso Twitter veicoliamo storie, notizie e valori che mettono in primo piano il cuore e la passione, non tanto la ragione dei dati e delle analisi.

Account Instagram > http://instagram.com/torinostorytelling/
Fotografando emozioni con il nostro smartphone, abbiamo seguito numerosi eventi (a Torino e non solo) nell’ottica del reportage che “scava” dietro le quinte e valorizza i tesori nascosti. È stato così per

Presentazione Onlus 1caffè – con Luca Argentero
Pepino is on MyTable – sfida tra chef e foodblogger
Io Lavoro – fiera dedicata all’incontro tra aziende e giovani
Museo La Stampa – l’area dove si racconta la storia del giornale
Salone del Gusto – rassegna internazionale dedicata al cibo dei 5 continenti
I like Palazzo Madama – giornata speciale per i fan di Facebook
Artissima 2012 – mostra internazionale d’arte contemporanea
Alef – inaugurazione del primo ristorante ebraico di Torino
Archivio storico Telecom Italia – presentazione del nuovo portale web
Presepe meccanico – costruito ai primi del ‘900
Turin Marathon – competizione podistica internazionale
Tomato Hotel coworking – reportage da un albergo 2.0 di San Salvario
Beautiful Day Ekis – giornata di formazione sul tema “il mondo alla rovescia”

Altre attività

Torino Magazine > periodico d’informazione e cultura. La rivista ci ha dedicato un servizio di sette pagine dal titolo “Torino vista da Instagram”. Oltre ad averci intervistato, ha pubblicato una serie di nostre fotografie scattate con Instagram.

Corso “Scrittura Vincente” > Torino Storytelling è andata in trasferta per erogare due giornate di formazione sulla scrittura professionale. In aula, il personale interno della società Sinergie Education ha lavorato su metodi e strategie per imparare a comunicare in maniera efficace e persuasiva, con focus particolare sulla scrittura dei progetti e delle email.

Storytelling d’impresa > abbiamo partecipato (come allievi) all’attività formativa organizzata da Lab121, rete professionale di networking e coworking. Il tema della giornata era “Cosa sono le storie d’impresa e perché fare storytelling”. Nell’occasione abbiamo conosciuto e allacciato sinergie con un gruppo di ottimi professionisti (allievi e docenti).

Prossimi appuntamenti di Torino Storytelling

Seguici su Twitter e Instagram.

Il nostro blog dove parliamo di scrittura professionale e storytelling è Scrittura Vincente.

A breve usciremo con il sito web (all’inizio molto minimal) e con la pagina Facebook.

Più avanti (febbraio?) ci sarà un evento di presentazione-formazione e, nel frattempo, tanti altri reportage.

Poi ovviamente c’è chi si rivolge a noi per beneficiare dei servizi di Coaching Storytelling. Anche tu puoi farlo, scrivendoci qui

scrivici@torinostorytelling.it

Buon Natale di cuore!

Ti auguriamo di valorizzare il tuo patrimonio e realizzare con entusiasmo i tuoi progetti. Farlo è possibile.

Ed è più semplice di quello che pensi.

Comments

Patrizia Soffiati
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Cosa c’è fra i torinesi e lo storytelling? mmmh mi sa che si sono fidanzati! Caro Alessandro, bell’articolo e bella presentazione, mi prendo i tuoi aguri e li ricambio condividendo questo simpatico e interessante post.
Grazie e Buone feste a te!

Alessandro
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Per noi, Patrizia, sei stata uno dei fari che ci ha illuminato in un nuovo territorio.
Per questo GRAZIE di tutto, passato-presente-futuro 🙂

paola donatucci
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complimenti Alessandro!!! e in bocca al lupo! anche io vorrei provare a lanciarmi in un’avventura simile… ti scriverò per chiederti consigli 🙂
baci, paola

Alessandro
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Grandissima Paoletta! Aspetto tue notizie 🙂

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