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Il Beautiful Day 2012 visto alla rovescia (dietro le quinte)

Mi sono detto: mi siedo, accendo il computer e ti racconto quello che ho visto e che la folla di 1.200 persone sedute nella platea del teatro Dal Verme di Milano non ha vissuto. Il cosiddetto “backstage” (che fa tanto figo, basta che sia inglese).

L’impulso mi è venuto anche dopo aver letto la triste notizia che tre giovani calciatori olandesi di 15-16 anni hanno provocato la morte di un uomo che faceva il guardalinee in una partita amichevole. Alla fine della gara l’hanno pestato a sangue, causandogli danni cerebrali, e di fatto la morte. Follia pura. Desolazione.

Forse ti starai chiedendo: cos’è il Beautiful Day? E cosa c’entra con la scrittura e la comunicazione la morte di un guardalinee su un campetto di calcio della sperduta Olanda?

Il punto è che, se non ritroviamo in fretta la nostra capacità di vedere il mondo da un’altra prospettiva – e quindi non impariamo a comunicare, scrivere e fare (farci) domande in maniera diversa da come lo abbiamo sempre fatto – saremo destinati a leggere sui nostri giornali sempre più notizie di quel genere. E, peggio ancora, ad assuefarci senza neppure essere attraversati da un moto di ribellione.

Beautiful Day

L’evento di cui ti racconto è quello che si è svolto domenica 2 dicembre grazie all’idea e all’iniziativa di Livio Sgarbi (fondatore della società Ekis, specializzata in coaching e crescita personale) e di Stefano Monticelli (autore televisivo cresciuto nella scuderia di Radio DeeJay).

Il Beautiful Day è ormai da diverse edizioni una giornata dedicata allo sviluppo personale, al coaching e alla formazione. Il ricavato di questo evento (il cui biglietto era di 30 euro) è andato tutto in beneficenza. Gli oltre mille partecipanti hanno piacevolmente vissuto una giornata di seminario nella quale hanno potuto vedere e ascoltare le testimonianze di personaggi che hanno raccontato il loro “mondo alla rovescia” (tema dell’edizione di quest’anno).

“Il Mondo alla Rovescia è quando pensi e agisci in maniera divergente, diversa, rispetto a ciò che fa la maggioranza delle persone o dalle indicazioni che ricevi dal mondo intorno a te”

Per ciò che riguarda gli ospiti e il programma della giornata, ti rimando al blog di Livio Sgarbi e alla specifica pagina del Beautiful Day. Ciò che posso fare di interessante per te è raccontarti con un breve reportage cosa sia accaduto dietro le quinte.

Mi trovavo infatti nel backstage dell’evento in qualità di giornalista e fotografo per Torino Storytelling, un progetto di comunicazione nato da qualche mese (e di cui ti parlerò meglio in un successivo post).

“Armato” del mio smartphone, e soprattutto dotato di pass per muovermi con tranquillità nello spazio dei camerini degli artisti, ho potuto liberamente scattare una buona quantità di immagini, che abbiamo pubblicato in tempo reale su Instagram, Twitter e Facebook. Questo servizio ha dato a chi non c’era, ma anche a chi era in platea e voleva seguire in contemporanea una diretta dietro le quinte, la percezione di cosa stesse avvenendo. Non solo tra i protagonisti di Ekis, ma anche con i “vip” ospiti della giornata.

Per la galleria completa delle immagini, puoi navigare la pagina Instagram di Torino Storytelling.

Già un paio d’ore prima dell’apertura dei “cancelli”, sul palco del teatro (e lungo la platea) era tutto un viavai di prove: entrate in scena, sequenza giusta delle slide, luci che dovevano sincronizzarsi, audio e video da far partire con il tempismo necessario. E poi lo staff: decine di splendidi volontari che rifinivano le ultime indicazioni per coordinare l’afflusso degli spettatori. Il tutto sotto la supervisione di Milo Bazzocchi, vero demiurgo dell’organizzazione dell’intera giornata. E di Giuseppe Montanari, Sabrina Spina, Silvia Tomba, Fabio Lazzaretti, Luca Taverna, Roberto Ivaldi e molti altri.

È un momento molto intenso, che precede qualunque messa in onda. È quella fase dove ognuno cerca di raccogliere la propria concentrazione, cercando da un lato di seguire quello che sta accadendo, e dall’altro prestando attenzione alla scaletta mentale di ciò che dovrà sviluppare da lì a qualche ora. C’è un’energia sovrapposta e una giusta tensione che si cerca di scaricare con modalità diverse.

Sia Livio, che Roberto Pesce, Andrea Grassi e Alessandro Mora (coach di provata esperienza ventennale) hanno in questi attimi l’occasione di sperimentare su se stessi ciò che insegnano quotidianamente ai loro allievi. Gestione dello stato d’animo, fiducia nei propri mezzi, focus sulle parti più delicate del proprio intervento, public speaking, soddisfazione anticipata nel proiettarsi mentalmente già al termine della giornata.

C’era chi, come Andrea Grassi, stava seduto in camerino a riguardare le slide al computer, magari per ritoccare qualcosa fino all’ultimo istante. Chi come Livio preferiva alleggerire la pressione andando avanti e indietro, parlando con gli altri, sorridendo e abbracciando gli ospiti che via via arrivavano.

Poi Alessandro Mora (Alle), carico a manetta, concentrato sui dettagli dell’abbigliamento e serissimo al momento di essere microfonato. Infine Roberto Pesce (Fish) che scuoteva il gruppo con le sue battute, salvo poi ritornare concentrato al momento del confronto sui tempi dell’intervento.

Gli ospiti del Mondo alla Rovescia

Tra i cosiddetti vip “esterni”, il più teso era certamente Lauro Lenzoni, imprenditore che ha raccontato brillantemente la sua storia sul palco, ma che dietro le quinte fin dalle prime ore del mattino, camminava nervosamente avanti e indietro, ripetendo ad alta voce alcuni passaggi e caricandosi con frasi e ancoraggi motivazionali.

Nel pomeriggio è arrivato Marco Berry, famoso reporter della trasmissione “Le Iene”. Berry non è quasi neppure passato nei camerini: in camicia e jeans si è presentato di fronte alla platea per parlare della sua onlus che costruisce ospedali in Somalia. Elettrico e focalizzato: Berry è un grandissimo osservatore delle persone, la sua energia tagliava il palco e i camerini.

Grandissima ammirazione, da parte nostra e di tutto il pubblico, per Francesca Braglia, biologa ed esperta in alimentazione e cucina naturale. Francesca, con un po’ di tensione dietro le quinte – stemperata grazie alle chiacchiere fatte con la sorella Silvia – ha portato a casa il suo intervento, parlando della sua associazione “Di sana Pianta” e riuscendo a non farsi intimorire al pensiero di una così folta platea di fronte a sé.

È stata poi la volta di Linus, popolarissimo direttore e conduttore di Radio Deejay. Che dire: per lui è stata una passeggiata nel vero senso del termine. Abituato da oltre 30 anni a parlare in pubblico, è arrivato per raccontare la sua storia, attraverso un’intervista condotta da Livio. Ha parcheggiato davanti all’ingresso artisti, è passato in camerino dove ha posato la sua giacca a vento, e poi ha aspettato buono il suo turno. Paradossalmente non è stato facile per lui, finito l’intervento e rientrato in sala stampa, mettersi di fronte a una telecamera e raccontare il Beautiful Day. “Potete farmi delle domande?” è stata la sua richiesta. In effetti, dopo tanti anni di botta e risposta a due in radio, il monologo è sempre qualcosa di poco naturale e spontaneo.

Prima di Stefano Monticelli – che insieme a Livio ha pensato e voluto questo Beautiful Day, e che dietro le quinte era emozionato dopo aver parlato della recente scomparsa del padre – è stata la volta di Igor Sibaldi. E qui mi alzo in piedi. È stato lui, a nostro avviso e non solo nostro, il vero performer della giornata. L’uomo che non ti aspetti (pochissimi lo conoscevano prima di domenica) è quello che ipnotizza la platea grazie alle sue teorie sulla disobbedienza e sull’aldilà personale. Nei camerini è scivolato quasi in silenzio, sul palco è stato trascinato da un soffio di energia. Poi, una volta chiusa la mini-conferenza, ha amabilmente chiacchierato con tutti, dai cameramen allo staff, da noi giornalisti agli stessi compagni di Beautiful Day. Ci ha lasciato tutti con il cuore più caldo, con più vitalità ed energia.

“La scoperta è l’esatto contrario dell’errore. Se tu scopri, non puoi sbagliare. Si comincia a sbagliare non appena si smette di scoprire”.

 

Comments

Paola Bianco
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Grazie Alessandro. E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli, scritti in “punta di penna” e ricchi di particolari interessanti. 🙂

Alessandro
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Ringrazio in “punta di cuore”.

Livio
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Era bello averti intorno nel back stage. In qualche modo mi rassicuravi…
Come sempre bell’articolo e belle le foto che hai pubblicato sul profilo Facebook.

Alessandro
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Doppia felicità: reportage e story-coach 🙂

Stefano
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Grande Ale, racconto straordinario, mi è dispiaciuto non essere riuscito a salutarti, sarà per la prossima.
Ciaooo
Ste

Alessandro
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La prossima sarà ancora più bellaaaaa. Ciao Stef!

Giuse
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Bellissimo articolo e grazie mille del lavoro che hai fatto… a mio avviso sei un grandissimo professionista, che ha saputo innovarsi, non solo adattandosi ai tempi… ma cavalcandoli come un surfista di fama mondiale!

Grazie mille per il lavoro gomito a gomito e per la foto con Linus 😉

Alessandro
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Sono un professionista anche del “grazie mille!!”

Silvia Tomba
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Splendido articolo Aleeee…davvero emozionante ripercorrere tutta questa strada insieme a te…e il fotoreportage è stato indimenticabile! c’è un pò di enetrno in quel che fai…nei pensierim nelle parole e nelle immagini…Grazie di tutto perchè…sei un valore aggiunto molto speciale! sei un esempio per me. Grazie!!

Alessandro
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“Eterno” non me l’aveva mai detto nessuno. Troppo buona! Ti benedico, puoi andare in pace 🙂

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