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Storytelling politico: Thatcher privata, la forza di una casalinga pop

Su questo blog, talvolta analizzo lo storytelling politico (e non) di personaggi famosi. È un argomento di cui parlo volentieri con amici, colleghi e clienti. Lo ritengo un esercizio molto utile per capire come utilizzare alcune leve che smuovono la comunicazione e il personal branding di un’impresa.

Ti consiglio di guardare, valutare e commentare queste informazioni da due differenti punti di vista. Da quello del comunicatore-giornalista, che confronta il proprio modo di cercare informazioni interessanti e notiziabili. E da quello poi dell’imprenditore (o professionista), alle prese con il restyling della propria immagine aziendale.

Pensa dunque all’efficacia che avrebbe il “raccontare storie” di persone, di una squadra che fornisce un servizio, di un team che lavora a un prodotto, di un’impresa a carattere familiare che cerca di differenziarsi puntando sui valori piuttosto che sulle caratteristiche tecniche di un business.

C’è molto da fare, da imparare. E da confrontarsi. Per reagire e non sparire nell’anonimato.

 

Ma veniamo alla Thatcher. Una volta letto il post, scegliti un soggetto, un gruppo di persone, un prodotto, un servizio. Segnati su un foglio tutte le idee che ti vengono su quell’argomento. Puoi farlo a ruota libera, a lista, a mappa mentale, con la tecnica delle 5 W. L’importante è che in questa fase tu sia libero e creativo. Poi, solo in un secondo tempo, organizzerai le informazioni. Dunque: buon lavoro!

 

“Maggie” seduceva i nemici con lo storytelling politico

Aveva 87 anni, era malata da tempo. È morta ieri mattina per un ictus la baronessa Margaret Thatcher, prima e ad oggi unica donna premier del Regno Unito. L’ex “Lady di ferro” è spirata in una suite dell’Hotel Ritz, l’albergo non lontano da Buckingham Palace dove alloggiava da alcuni anni.

Non staremo qui a ripercorrere la sua vita e la sua carriera politica. Ci limitiamo a elencare quella serie di elementi che compongono la cartella “storytelling Thatcher”, lista che ogni giornalista e corrispondente dall’Inghilterra aveva nel suo computer. Tratti caratteriali che definiscono la personalità di una donna ai vertici del potere durante gli anni Ottanta. Dalla sua elezione (1979) fino alle dimissioni (1990).

  • A Londra, nelle librerie di sinistra così come nei mercatini di Brixton, vendevano il poster copiato da “Via col Vento”, con Ronald Reagan e la Thatcher al posto di Clark Gable e Vivien Leigh.
  • Con la Regina Elisabetta fu antipatia a prima vista.
  • Si dice che il principe Filippo l’abbia definita «quella dannata figlia di un droghiere».
  • Per evitare di metterne uno simile, una volta chiese che abito avrebbe indossato Elisabetta. Le fu gelidamente risposto che alla Regina non interessa come vestono i suoi sudditi.
  • Non si fidava delle donne. Il suo staff era composto da soli uomini.
  • Non le piacevano le conversazioni da salotto, non amava le corse, i cavalli, i cani, le visite ai castelli.
  • L’unico ricordo della madre: «Mi ha insegnato a stirare le camicie». Del padre droghiere ricordava i solidi principi.
  • A Oxford aveva studiato chimica e scoperto la passione per la politica nel partito conservatore.
  • Sposò il miliardario Denis Thatcher.
  • All’inizio era considerata da molti parlamentari una donna reazionaria e grossolana: parlava sempre a voce alta, gesticolava (per gli inglesi non è indice di stile), si vestiva male e nascondeva i difetti sotto una montagna di gioielli.
  • I giornali la chiamavano “Ladra di latte” perché decise di bloccarne la fornitura gratuita alle scuole materne.
  • Fu il produttore televisivo Gordon Reece a insegnarle il giusto tono di voce e i gesti, a farle cambiare acconciatura, a imporle abiti più eleganti e sobri.
  • Da premier, era lo scrittore Ronald Miller a prepararle i discorsi.
  • Si faceva consigliare da un pubblicitario, Tim Bell, persona così affascinante al punto che – si diceva – perfino i cani attraversavano la strada per farsi accarezzare da lui.
  • Furono questi ultimi due a creare l’immagine della casalinga superstar, che preparava la colazione al marito ogni mattina prima di andare ai Comuni, e tornava a casa la sera in tempo per il tè.
  • L’editore Rupert Murdoch mise il giornale popolare “Sun” al servizio di questa immagine, in cambio di un appoggio nella lotta contro il sindacato dei poligrafici.
  • Una volta disse a Silvio Berlusconi: «Lei legge i giornali che la criticano? Io leggo solo quelli che mi sostengono».

 

Leggi anche >  The Margaret Thatcher I knew: 20 personal insights (fonte: the Guardian)

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