Mi si apre il cuore nel leggere il post dell’amico Antonio Cilardo sul web magazine “Misurare la Comunicazione“. C’è scritto esattamente quello che dentro di noi speravamo di leggere da anni: la scrittura di contenuti di qualità, le storie raccontate con la tecnica dello storytelling giornalistico, sono la nuova e sempre più efficace frontiera del marketing.
Ognuno di noi – di qualunque piccolo o grande business ci occupiamo (compresa la ricerca di un lavoro) – avrà sempre più la necessità di ripensare la propria comunicazione in chiave content marketing.
Se il vecchio sito aziendale è ormai in disuso, è utile iniziare a ragionare come dei piccoli editori che quotidianamente informano e coinvolgono il nostro pubblico attraverso la formula del Corporate Magazine: una rivista online che racconta in chiave giornalistica la nostra storia passata, presente e futura. E che coinvolge gli utenti in maniera semplice, leggera ed efficace, a livello emotivo e razionale. Senza il bisogno di vendere nulla.
Come ha appena fatto la Coca-Cola. Che ha buttato via il vecchio sito e convogliato tutta la comunicazione sul magazine on line Coca Cola journey (se hanno investito loro, c’è da credere che il successo stia da quella parte!).
Non è un estratto delle domande fatte ai candidati del recente “concorsone” (anche se il livello di stranezza potrebbe sembrare quello). In questo post voglio parlarti dell’arte di raccontare storie, dello storytelling politico come condivisione di valori sociali (e volendo anche imprenditoriali). E infine di alcuni miei progetti in questo senso. Dei miei sogni attuali.
Partiamo da Obama. Un folle fa strage in una tranquilla scuola del Connecticut e lascia sul terreno insanguinato 28 vittime, di cui 20 bambini che potrebbero essere i nostri. Il presidente degli Stati Uniti d’America – appena rieletto qualche settimana fa – si presenta in conferenza stampa di fronte al mondo e piange in diretta. Le lacrime gli riempiono gli occhi, Obama è costretto ad asciugarsele a più riprese.
La voce gli si spezza quando parla di «bambini di 7 e 10 anni che non avranno più feste di compleanno né vite da vivere». Di ragazzini rifugiatisi in un bagno che dicono all’insegnante «Vogliamo solo Natale, non vogliamo morire». Una commozione evidente, drammatica, senza precedenti da quando si è insediato alla Casa Bianca. Chiude parlando da padre: «Questa sera con Michelle stringeremo forti a noi le nostre figlie, come molti genitori in Connecticut non riusciranno più a fare».
Stringi i denti e seguimi. Obama avrebbe potuto attaccare il suo discorso con rabbia “razionale”. In genere, quando accadono fatti di questo tipo, i suoi consiglieri politici lo spingono a rilanciare il tema della “nazione troppo violenta”. In concreto, significa sfidare i diktat della National Rifle Association (la potente lobby capace di condizionare le scelte del Congresso) e spingere per nuove leggi contro il libero possesso delle armi da fuoco.
Ma Obama ha ascoltato il suo cuore e ha raccontato delle storie. «Oggi sono state spazzate delle vite, i nostri cuori sono spezzati». La commozione a nostro avviso è sincera. Forse perché è la sua storia personale a testimoniarlo. L’attuale premier da giovane faceva l’avvocato di strada, quello che difende gratuitamente gli sbandati, i senzatetto, gli alcolisti. Se dentro di lui c’è ancora una traccia di coerenza, noi pensiamo – leggendo la sua storia – che si schiererà dalla parte di chi è in difficoltà. Di chi oggi piange guardando il letto ancora sfatto del proprio figlio che non c’è più.
Usa chiama Italia, rispondi Italia
Poi c’è Silvio Berlusconi. Storyteller impunito e manipolatore. Come dice Gramellini «maestro di comunicazione primordiale, che sa parlare alle budella infiammate come nessun altro». Si presenta anche lui di fronte alle telecamere (di sua proprietà) e compie un gesto esattamente opposto a quello del suo amico “abbronzato” che sta alla Casa Bianca.
Come d’incanto, spazza via dalla scena il dramma delle famiglie che non arrivano a fine mese e si posiziona lui lì, sotto i riflettori. Per raccontare la sua storia di miliardario incompreso, i suoi guai giudiziari, le sue fidanzate belle fuori ma anche dentro, «il suo prontuario (sempre Gramellini) di ricette facili e di capri espiatori fin troppo comodi».
Sull’uso dello storytelling berlusconiano ti lascio fare riflessioni in solitudine.
Mi piace farti notare ora la comunicazione che ha appena messo in campo Nicola Zingaretti, attuale presidente della Provincia di Roma e prossimo candidato per la Regione Lazio nelle file del Partito Democratico.
Usando uno stile molto “obamiano” (condivisione spinta che coinvolge in maniera diretta i potenziali elettori), Zingaretti ha scelto di comunicare la sua proposta attraverso lo storytelling personale. Sul nuovo sito racconta le tappe della vita e della carriera politica, mescolate a fotografie di ottima qualità e soggetto. Prima ancora dei singoli punti del programma, ha capito che le persone oggi vogliono fidarsi di lui, conoscere la sua integrità, il suo modo di leggere la vita di tutti i giorni, i problemi della gente, le visioni per i nostri figli.
Buona l’idea di pubblicare una doppia biografia: quella “testo più foto”, e quella solo per immagini. «Alcune fotografie raccontano la mia storia, le idee e i valori in cui credo e i progetti su cui ho lavorato e continuo a impegnarmi». Eccole le 6 parole su cui ha costruito la sua identità: storia, idee, valori, progetti, lavoro, impegno. Tutte riassunte in sole due righe introduttive.
Sotto lo slogan «Immagina un nuovo inizio», Zingaretti affronterà la campagna puntando a essere un referente tra cittadini e imprese, un motore di sviluppo in particolare sui temi della creatività, dell’innovazione e della riconversione ecologica.
Torino Storytelling
L’ultima delle domande che ti ho sottoposto all’inizio era “Conosci te stesso?”. Nessun trattato filosofico, solo qualche considerazione pratica. Partiamo da quanto scrive Christian Salmon nel suo libro «Storytelling. La fabbrica delle storie».
L’arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell’uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali. Ma, a partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, questa capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell’industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Dietro le più importanti campagne pubblicitarie – e ancor più dietro quelle elettorali vincenti (da Bush a Sarkozy) – si celano proprio le sofisticate tecniche dello storytelling management o del digital storytelling.
Esiste lo storytelling etico e quello manipolatorio. Ora ti parlo solo del primo. E lo faccio raccontandoti di me.
Dopo vent’anni di vita e lavoro a Roma (sia come giornalista di cronaca e d’impresa, e sia come copywriting e formatore), ho preso il coraggio a due mani e mi sono ritrasferito a Torino (con famiglia e burattini) mia città d’origine. È accaduto da pochi mesi, e puoi capirmi quando ti dico che ho ritrovato una città molto cambiata rispetto a quella che avevo lasciato nel lontano 1989 (fa molto zio Paperone nel Klondyke).
Pensa che ti ripensa, dopo anni da dipendente mi sono rilanciato come imprenditore di me stesso con un progetto in mente (ma soprattutto nel cuore): aiutare aziende, organizzazioni pubbliche, professionisti, studenti attraverso il Coaching Storytelling.
De cheee…??
Attraverso i panni del comunicatore che ti aiuta a fare storytelling con gli strumenti del coach (e del giornalista-copywriting).
Da qui è nata Torino Storytelling, una community sul territorio che mette al centro il valore del CONTENUTO, delle PERSONE e delle loro STORIE. Una Rete che condivide principalmente due tipologie di percorso (che spesso si fondono in uno solo):
Servizi di Personal Branding (per valorizzare il tuo patrimonio professionale e acquisire – attraverso lo STORYTELLING – strumenti e strategie per comunicare e promuovere la tua storia e quella della tua attività, in maniera efficace e persuasiva. Una sorta di ufficio stampa 2.0 che ti aiuta a trovare lavori, clienti, visibilità)
Formazione sulla Scrittura Professionale (workshop, seminari, coaching, editoria per rendere più solida e affidabile la tua comunicazione efficace quando devi SCRIVERE un’email, una presentazione, un progetto, un profilo biografico, una lettera di vendita; o aggiornare i contenuti del tuo sito, del tuo blog, dei tuoi account Facebook e Twitter)
Il percorso di Torino Storytelling
Ti riassumo le 5 tappe principali finora svolte da Torino Storytelling, a partire da fine settembre 2012:
Profilo Twitter > @TorinoStorytell
Già oltre settecento followers hanno condiviso questo spazio aperto, per ritrarre e narrare #Torino in 140 emozioni. Gli utenti possono postare le loro immagini, che vengono da noi ripubblicate (a rotazione) nell’intestazione del profilo. Attraverso Twitter veicoliamo storie, notizie e valori che mettono in primo piano il cuore e la passione, non tanto la ragione dei dati e delle analisi.
Account Instagram > http://instagram.com/torinostorytelling/
Fotografando emozioni con il nostro smartphone, abbiamo seguito numerosi eventi (a Torino e non solo) nell’ottica del reportage che “scava” dietro le quinte e valorizza i tesori nascosti. È stato così per
Presentazione Onlus 1caffè – con Luca Argentero Pepino is on MyTable – sfida tra chef e foodblogger Io Lavoro – fiera dedicata all’incontro tra aziende e giovani Museo La Stampa – l’area dove si racconta la storia del giornale Salone del Gusto – rassegna internazionale dedicata al cibo dei 5 continenti I like Palazzo Madama – giornata speciale per i fan di Facebook Artissima 2012 – mostra internazionale d’arte contemporanea Alef – inaugurazione del primo ristorante ebraico di Torino Archivio storico Telecom Italia – presentazione del nuovo portale web Presepe meccanico – costruito ai primi del ‘900 Turin Marathon – competizione podistica internazionale Tomato Hotel coworking – reportage da un albergo 2.0 di San Salvario Beautiful Day Ekis – giornata di formazione sul tema “il mondo alla rovescia”
Altre attività
Torino Magazine > periodico d’informazione e cultura. La rivista ci ha dedicato un servizio di sette pagine dal titolo “Torino vista da Instagram”. Oltre ad averci intervistato, ha pubblicato una serie di nostre fotografie scattate con Instagram.
Corso “Scrittura Vincente” > Torino Storytelling è andata in trasferta per erogare due giornate di formazione sulla scrittura professionale. In aula, il personale interno della società Sinergie Education ha lavorato su metodi e strategie per imparare a comunicare in maniera efficace e persuasiva, con focus particolare sulla scrittura dei progetti e delle email.
Storytelling d’impresa > abbiamo partecipato (come allievi) all’attività formativa organizzata da Lab121, rete professionale di networking e coworking. Il tema della giornata era “Cosa sono le storie d’impresa e perché fare storytelling”. Nell’occasione abbiamo conosciuto e allacciato sinergie con un gruppo di ottimi professionisti (allievi e docenti).
Prossimi appuntamenti di Torino Storytelling
Seguici su Twitter e Instagram.
Il nostro blog dove parliamo di scrittura professionale e storytelling è Scrittura Vincente.
A breve usciremo con il sito web (all’inizio molto minimal) e con la pagina Facebook.
Più avanti (febbraio?) ci sarà un evento di presentazione-formazione e, nel frattempo, tanti altri reportage.
Poi ovviamente c’è chi si rivolge a noi per beneficiare dei servizi di Coaching Storytelling. Anche tu puoi farlo, scrivendoci qui
> scrivici@torinostorytelling.it
Buon Natale di cuore!
Ti auguriamo di valorizzare il tuo patrimonio e realizzare con entusiasmo i tuoi progetti. Farlo è possibile.
Da imprenditore, manager o professionista saprai molto bene che Internet è un mezzo straordinario a disposizione delle imprese (grandi o piccole che siano). Non è solo uno strumento per far conoscere i vantaggi offerti dai propri prodotti o servizi. È un terreno sociale che permette di trasmettere delle emozioni, di far conoscere la storia dell’azienda, i protagonisti che si celano dietro i marchi, nelle pubblicità, all’interno dei palazzi di vetro. Leggi tutto
Lavoro. Lavoro. Lavoro. Lavoro. E ancora lavoro. Anche a te capita di avere questa parola in testa, da quando ti alzi al mattino a quando vai a dormire la sera? E magari te la sogni anche di notte…
Apri i giornali, accendi la televisione, navighi sulla Rete. Parola chiave: LAVORO. Il ministro più popolare (e impopolare) qual è? Quello del Lavoro, l’esimia prof Elsa Fornero.
Sta diventando una specie di incubo, a mio avviso ancora più di qualche decennio fa. Oggi il lavoro
non si trova
non si trova chi te lo dà
chi te lo vuole pagare
chi te lo contrattualizza
chi te lo valorizza
E ormai non si trova quasi più neppure chi te lo raccomanda.
Se sei imprenditore, libero professionista, freelance, la parola “lavoro” si declina al plurale: LAVORI. Nel senso di clienti, che pagano per le tue prestazioni, i tuoi servizi, i tuoi prodotti.
“Sto chiudendo dei lavori”
“Devo fatturare questi lavori”
“Corro a consegnare questi lavori”
Che vita sarà mai?
Personal Branding
La faccio breve, non perché il tempo è denaro (massima esagerata e sopravvalutata) ma perché – come penso anche a te – amo la sintesi.
Sto riflettendo su alcuni cambiamenti professionali. Trasferitomi da un paio di mesi a Torino con armi, bagagli e famiglia, sto maturando l’idea di far crescere una community sul territorio, che faccia nascere progetti e opportunità di lavoro e che abbia al centro il valore del CONTENUTO.
Una Rete che fornisca a chi ne ha bisogno:
Servizi di Personal Branding (un Communication Coach che ti segue per aiutarti a promuovere con efficacia te stesso e la tua attività, e trovare così lavori, clienti, visibilità)
Formazione sulla Scrittura Professionale (workshop, seminari, editoria per allenare la tua comunicazione efficace quando devi scrivere un’email, un progetto, un curriculum; o aggiornare i contenuti del tuo sito, del tuo blog, dei tuoi profili social)
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mia presenza come giornalista a “IO LAVORO – Lavoro senza frontiere”, manifestazione che ha riunito a Torino circa 60 aziende e oltre diecimila persone in cerca di opportunità di lavoro. La rassegna era promossa dalla Regione Piemonte, con il coordinamento organizzativo dell’Agenzia Piemonte Lavoro.
Se vuoi navigare il sito di IO LAVORO, puoi passare da qui.
Alcuni dettagli:
14mila i colloqui di lavoro, 8mila persone hanno partecipato alle selezioni, 264 colloqui di lavoro per personale disabile nell’ambito di IOLAVORO-H, oltre 1.200 i partecipanti ai 60 workshop, presentazioni aziendali e seminari in programma.
Oltre 6mila le opportunità di lavoro in Italia e all’estero che sono state proposte da 58 aziende e associazioni dei settori turistico-alberghiero, ristorazione, benessere, commercio, grande distribuzione organizzata, agroalimentare, franchising e green.
Sono stati 61 i video curriculum realizzati dalle telecamere della Fondazione Mike Bongiorno (in un prossimo post, elencherò per te i 10 consigli preziosi per avere un video curriculum perfetto).
Conclusioni? Mi sono convinto che la capacità di comunicare la propria attività, di promuovere se stessi e il proprio brand personale, è la vera chiave di volta per
smetterla di piagnucolare nell’angolo della crisi
alzare la testa, darsi da fare e mettere a frutto il proprio talento
Poche storie, ognuno di noi ne ha uno. Basta scoprirlo e valorizzarlo. Nel frattempo, inizia a seguire e a partecipare su Twitter alla nostra community “Torino Storytelling” (@TorinoStorytell).
E tu, che ne pensi? Come immagini il superamento di questa fase? Che esperienza stai vivendo con il tuo lavoro?
Sei un imprenditore al vertice di una piccola o media impresa?
Sei titolare di uno studio professionale? (avvocato, commercialista, dentista, ecc)
Sei un consulente freelance o titolare di partita Iva?
Sei un commerciante?
Sei un titolare di esercizio commerciale? (centro benessere, palestra, ecc)
Sei un venditore plurimandatario o agente di commercio di grandi aziende?
E inoltre:
Possiedi un sito ma questo non crea fatturato?
La TUA immagine e quella dell’azienda non sono ben rappresentate on line?
Vuoi posizionare meglio il tuo sito sui motori di ricerca senza PAGARE?
Vuoi raddoppiare il numero di nuovi clienti?
Vuoi aumentare la tua popolarità on line?
E soprattutto vuoi che tutto questo crei delle rendite eccezionali?
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Leggi come 4 esperti di strategie aziendali, web marketing e comunicazione hanno progettato per te un vero e proprio percorso con l’obiettivo di farti GUADAGNARE… acquisendo e fidelizzando i tuoi clienti.
Quante volte hai ascoltato questa frase. Magari anche oggi stesso.
«Ti ho mandato un’email»
Come per dire: io quella cosa te l’ho detta! E sì perché nell’epoca delle tante (troppe) email, la posta elettronica ha sostituito di fatto la raccomandata (senza ricevuta di ritorno). È un modo per proteggersi dai classici equivoci del colloquio “faccia a faccia”, che in assenza di testimoni può diventare tutto e il contrario di tutto. Scripta manent, dicevano i latini. Leggi tutto
Per i lettori di “Scrittura Vincente!”, ecco una seconda tornata di interviste relative alla comunicazione efficace e alla scrittura professionale.
In realtà, la guest star di oggi “brilla” da sola: si tratta nientemeno che di Roberto Pesce, grande amico da molti anni e leader nel campo del coaching finanziario. Come già accaduto per le precedenti interviste, ti invito a trarre spunti importanti per la tua crescita personale e a commentare questo post con tue considerazioni personali sui temi trattati.
In questo post ti parlo del nuovo corso di Scrittura Vincente: leggilo bene fino alla fine.
Lo ammetto: hai ragione. In questi mesi moltissimi lettori di questo blog come te mi hanno chiesto: Alessandro, quand’è che organizzi un seminario aperto a tutti per imparare le tecniche della Scrittura Vincente?
Detto, fatto!
Mi sono messo sotto e ho sintetizzato in una giornata di formazione gli argomenti più importanti del lavoro che sto facendo come consulente e coach.
Da qui è nato il format del Corso base per imparare a promuovere te stesso e la tua attività attraverso la comunicazione efficace e la scrittura persuasiva sul web.
La prima edizione, visto il numero di richieste, la puoi seguire a Roma.
Cosa imparerai in questa giornata di lavoro insieme?
- come analizzare la tua comunicazione scritta
- cosa scrivere per riposizionare il tuo personal brand
- come rendere più efficace e persuasiva la tua scrittura online
- come rimanere impresso ai tuoi potenziali clienti
Il tutto con un approccio pratico e immediato. Scriveremo e riscriveremo insieme email, post, profili, comunicati e molte altre cose che ti illustrerò meglio nei prossimi giorni.
A breve ti comunicherò la data precisa e il programma dettagliato. Il corso si svolgerà comunque a Roma, tra fine marzo e inizio aprile.
E veniamo all’offerta per te.
L’iscrizione al seminario è di 290 euro (+ iva).
Attenzione però: c’è una promozione solo per i primi 10 lettori che via email mi manderanno la propria richiesta di partecipazione. Se sarai fra questi, l’iscrizione per te è di soli 150 euro (+ Iva).
Scrivimi subito a info@scritturavincente.it specificando nome e cognome, cellulare e numero di partecipanti.
“Scusa Alessandro, voglio partecipare ma potrei non essere disponibile in quella data…”
Nessun problema. Potrai liberamente decidere se mantenere la tua promozione per una data successiva, o invece rinunciare all’offerta e lasciare il posto ad altre persone.
Non mi resta che dirti: approfitta dell’opportunità e prenota il tuo posto ora.
Anche se nell’ultimo mese ho trascurato un po’ questo blog, ho il piacere di invitarti qualche minuto a sedere qui con me. Come direbbe il mio amico coach e maratoneta Giuse Montanari, a prendere un caffè insieme e ad aggiornarci sulle ultime novità.
ScritturaVincente ha superato un anno di vita e tra non molto si evolverà nei contenuti (e nella grafica), come tutti quelli che cercano una strada che assomigli il più possibile alle proprie corde emotive.
Se c’è una cosa che ho capito è che questa finestra digitale sulla scrittura professionale (ma anche sul personal branding e la comunicazione) è utile sia a te che la leggi con attenzione e con un occhio di riguardo, e sia a me che la aggiorno.
Mi spiego meglio. L’esperienza professionale mi ha convinto che la scrittura è tornata pesantemente al centro delle nostre vite. Con l’avvento dei social network, email, sms (e chi più ne ha, più ne metta) la parola scritta è uno strumento fondamentale per districarsi nelle relazioni personali e specialmente in quelle lavorative. È il biglietto da visita del nostro brand personale.
Attraverso la scrittura, ognuno di noi oggi comunica le proprie passioni, il bagaglio di creatività, la capacità di analisi e di sintesi, la presentazione della propria storia. Riesce a far ridere e a far piangere, a far emozionare e a convincere. A vendere le proprie idee e a lasciare un segno nelle persone che frequenta.
Questo blog non vuole essere soltanto una valigia di strumenti professionali. Scrivere in maniera vincente per me significa saper riscrivere la propria vita. Ed è quello che mi sta accadendo ormai da alcuni mesi a questa parte.
Come forse saprai, da qualche tempo ho ricalibrato il mio obiettivo lavorativo. Ho capito che era arrivato il momento di cominciare a farmi pagare per essere me stesso, per vivere la mia vita. Avendo constatato che la ricchezza non è garanzia di felicità, ho pensato che inseguendo i miei veri interessi sarei diventato più ricco di quanto avrei potuto mai diventare inseguendo il denaro.
La riflessione partiva da due spunti. Da una parte, la rivoluzione digitale ha mutato radicalmente l’aspetto del lavoro, favorendo sempre di più singoli e microimprese che creano prodotti innovativi per mercati di nicchia e attirano sostenitori che si scambiano questi prodotti fra loro.
Dall’altra, ho fatto un check-up delle mie attitudini personali e professionali (te lo consiglio almeno una volta l’anno), scoprendo alcune cosine interessanti per ciò che riguarda il mio atteggiamento nei confronti del lavoro.
Creatività, divertimento e gratificazione devono stare al primo posto. So che quando ci si dedica alle attività preferite si passa per egoisti. Ma è un mito da sfatare. Ogni volta che decidiamo di tacere e fare un passo indietro, accettando supinamente mansioni ostili e lasciando prudentemente da parte ciò che ci riesce meglio, facciamo un danno al nostro datore di lavoro, ai clienti, a tutti. E ovviamente a noi stessi. Quando afferriamo il coraggio a due mani, e ci dedichiamo a ciò che ci sta realmente a cuore, se non altro siamo di ispirazione per gli altri.
Non sono una creatura monodimensionale. Sinceramente, senza falsa modestia, sono giornalista ma anche consulente, coach e perché no formatore, blogger satirico e padre di tre figlie. So ispirare gli altri e incoraggiarli. So mettere in comunicazione le persone, aiutandole a scoprire risorse utili dentro se stesse. So mettere in risalto il meglio di un prodotto, di un’impresa, di un ambiente, di un giovane alle prime armi. Sono doti che mi vengono riconosciute e che ho deciso di riportare al centro del mio mondo professionale.
Nelle mie esplorazioni all’insegna della libertà, sono attratto da particolari che gli altri quasi non notano. Seguo percorsi che mi portano a toccare argomenti apparentemente privi di ogni legame tra loro, e che a volte sfociano in ambiti controversi di politica, arte, umanità. Sono uno scanner guidato dall’istinto verso la novità successiva. Senza saperlo, forse rifuggo le regole convenzionali di successo e ricchezza.
Starai pensando: che palle, questo che parla solo di sé. In realtà, condivido queste riflessioni per spronarti a fare anche tu la stessa cosa. Continua a seguire questo blog, apri il dibattito inviandomi i tuoi commenti e le tue idee.
Continueremo a parlare di scrittura professionale e copywriting – come si affronta un testo, un’email, un piano editoriale, un e-book, una presentazione e molto altro – di comunicazione politica e aziendale, di nuovi media e di strumenti tradizionali.
Ma useremo questo spazio anche per confrontarci sulla scrittura della nostra vita. Sul nostro personal branding.
Parleremo sempre più di cambiamento, di possibilità di mettere a frutto interessi e competenze ricavandone un reddito. Di lavorare divertendosi, trovando gratificazioni e opportunità di crescita. Di strategie per superare gli ostacoli e le paure.
In fondo non serve a nulla essere vivi se poi ci perdiamo in faccende di poco conto e di nessuno interesse.
A 48 ore dalla fine del corso di Anthony Robbins a Rimini, sento un’energia nuova dentro di me. Una forza che – in questi ultimi tempi – era rimasta nascosta dentro, bloccata da mille paure. E che ora, finalmente, è riuscita a sprigionarsi verso la vita.
A caldo, appena rientrato a Roma, ho scritto un reportage sul Upw che ho inviato al mio amico e mentore Nello Acampora. Lui ha deciso di pubblicarlo sul suo blog personale, e di questo lo ringrazio di cuore.
Ti propongo il testo così come l’ho scritto di getto. Lì dentro ci sono le emozioni meravigliose grazie alle quali ho piantato un nuovo seme.
Che ora crescerà, con gioia.
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Roma, notte del 27 settembre 2011,
Vi dico solo che prima di partire per il corso di Tony prendevo la melatonina per regolarizzare il mio sonno. Ora ho capito che basta solo la Tonyna…!!
Cercherò di riassumervi in poche righe un fiume di emozioni e sensazioni fisiche che hanno colmato il mio cuore e quello di circa settemila partecipanti durante il week-end appena concluso. Anthony è stato a Rimini per quattro fantastici giorni e si è concesso con la consueta generosità ed energia strabiliante di cui solo lui è capace. Per questo è il numero uno dei coach.
Tony, non avevo dubbi, ha mantenuto le promesse: mi ha davvero consegnato un set di strumenti per sprigionare il potere che è in me e creare un impatto positivo e duraturo nella mia vita.
Questo corso è più che altro un percorso appena cominciato, è lo slancio per alzarsi dalla sedia, per muovere i primi passi, per abituarci a sentire l’energia scorrere nelle nostre vene. Quando siamo in questo stato, nulla ci è davvero precluso. In ogni caso, anche nei momenti meno vitali, staremo camminando nella giusta direzione, liberi dalle catene delle credenze depotenzianti. Leggi tutto