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Bella e brava, ma non troppo. Il personal branding di Maria Sharapova

Se ti occupi di comunicazione, o ti interessa per lavoro studiare da vicino l’immagine di personaggi famosi, non puoi non occuparti della gestione del personal brand della tennista Maria Sharapova, numero uno nelle classifiche mondiali e vincitrice (dopo il recente successo al Roland Garros) del Grande Slam della carriera.

Hai presente la campionessa bionda e longilinea (nata in Siberia ma di origine bielorussa), alta un metro e novanta e famosa per le sue urla in campo, che raggiungono i 105 decibel? Quella che periodicamente appare su molte copertine di riviste patinate internazionali? Quella che ha cominciato il torneo di Wimbledon vincendo facile al primo turno? Ecco, Maria Sharapova è lei. E se hai visto anche solo una volta una sua fotografia, è probabile che ne ricorderai il volto e il fisico da indossatrice. Leggi tutto

Il personal branding di Pizzarotti, neo sindaco di Parma. Una comunicazione efficace e vincente

Per affinare la conoscenza delle tecniche di Personal Branding, un buon allenamento che puoi fare leggendo i giornali è quello di osservare, con una certa attenzione, la comunicazione dei politici. I ballottaggi delle ultime elezioni amministrative rappresentano un ottimo esercizio per te. I candidati infatti si presentavano di fronte agli elettori in una sfida “testa a testa”: meccanismo che implica un’esasperazione un po’ anglosassone dei tratti personali e dei toni comunicativi.

Non limitarti però alle cifre recitate da tutti i telegiornali: cerca, tra gli articoli e le interviste, di andare oltre le statistiche e di osservare invece il comportamento di chi ha avuto successo, così come quello di chi ha perso. Leggi tutto

Col web di qualità le imprese arrivano ovunque

Ti immagino seduto alla tua scrivania, mentre scuoti la testa in cerca di far quadrare i conti. La tua attività (da freelance ne so qualcosa) è fatta di alti e bassi, con entrate e uscite che non sempre si sorreggono a vicenda.

Da piccolo imprenditore, professionista, manager, commerciante, sai dentro di te che – nonostante la crisi – è comunque il momento di promuoversi con modalità nuove, con canali e messaggi che “buchino” il muro di indifferenza di fronte al quale, a volte, vanno a sbattere i tuoi buoni propositi di marketing.

Ne leggi e ne senti tante, non sai a chi dare ascolto. I media parlano spesso di Twitter e Facebook, di acquisti online e mercati digitali. Il punto su cui la maggior parte degli operatori si trova d’accordo è che il vero rinnovamento non sta prevalentemente nei mezzi di comunicazione, ma piuttosto nella qualità dei contenuti. Leggi tutto

Coaching finanziario e copywriting: intervista a Roberto Pesce

Per i lettori di “Scrittura Vincente!”, ecco una seconda tornata di interviste relative alla comunicazione efficace e alla scrittura professionale.

In realtà, la guest star di oggi “brilla” da sola: si tratta nientemeno che di Roberto Pesce, grande amico da molti anni e leader nel campo del coaching finanziario. Come già accaduto per le precedenti interviste, ti invito a trarre spunti importanti per la tua crescita personale e a commentare questo post con tue considerazioni personali sui temi trattati.

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Roberto Pesce
Coach finanziario, Diplomato alla Mastery University/Trainer Academy di Anthony Robbins
http://www.coachingfinanziario.it/
http://www.robertopesce.com/
Pagina Facebook di Roberto Pesce

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Il personal branding di Saviano: l’unico modo per vincere

È interessante analizzare il linguaggio di Roberto Saviano per capire la sua abilità di artigiano della parola, sia scritta che verbale.

Uno degli obiettivi di Scrittura Vincente! è d’altronde quello di aiutarti a comprendere con più attenzione i meccanismi che sottendono la comunicazione efficace e il modo d’esprimersi delle persone. Abituandoti a “guardare oltre”, a intuire che cosa si nasconda dietro una frase all’apparenza innocua, potrai leggere con migliori risultati le intenzioni degli interlocutori e costruire con più consapevolezza la struttura delle tue frasi.

Saviano, dunque!

Come già sai, non mi interessa entrare nel merito dei contenuti. Saviano può essere più o meno simpatico, si può essere d’accordo o in disaccordo con le tesi da lui sostenute. Qui ci è utile capire come l’autore di Gomorra conduca il marketing di se stesso, quale sia la sua linea di personal branding. Proprio perché sa di essere un personaggio che divide, Saviano è attento a non deludere i suoi due target: quelli che lo adorano e coloro invece che lo attaccano a ogni piè sospinto.

Saviano alle Invasioni barbariche

Mi hanno colpito alcune cose di Saviano ospite nel programma di Daria Bignardi su La7. C’era la curiosità di rivederlo nel ruolo di outsider, dopo sei mesi passati in America. Nei primi minuti di trasmissione, è stato intervistato da Lorenzo Jovanotti in una sorte di coup de théâtre che ha spiazzato i telespettatori delle Invasioni.

In questi primi minuti, i due hanno parlato di Berlusconi (senza nominarlo) e di Monti (nominandolo invece come prima parola dell’intero dialogo, quasi una sorta di titolo per settare da subito il livello della conversazione).

“Solo un anno fa era inimmaginabile” ha detto Saviano – privilegiando il canale visivo che aiuta a descrivere le proiezioni future – lasciando intendere “era inimmaginabile che al governo andasse un personaggio così opposto rispetto al suo predecessore”.

Saviano continua: “Il 20 gennaio scorso le agenzie di stampa battevano la notizia di Berlusconi bacchettato dalla Chiesa per i suoi comportamenti poco rispettabili”. Qui Saviano vuole consolidare il suo personaggio di persona documentata, che parla in base alle carte scritte, che è attento alle contraddizioni e che non vede l’ora di esporre i confronti SilvioB-MarioM.

E se ci abituiamo ai tecnici?

Saviano adotta un passaggio teatrale, che va a colpire tutti e tre i sistemi rappresentazionali. La frase è “Il mondo ha fatto un giro”, bella immagine per i visivi. Ma alle parole aggiunge un gesto delle mani che disegnano una circonferenza e si scontrano (cinestesico) con un suono di sottofondo (“bam”, ben gradito dagli uditivi).

Più avanti, imbeccato da Jovanotti (che faceva da spalla, visti i temi politici), introduce il tema del governo tecnico. “È vero che il tecnico è come un idraulico, ti risolve solo il problema senza darti consigli in generale sul miglioramento della casa…”. Qui i due, con un’intesa maliziosa, lasciano qualche secondo di pausa che ogni spettatore può riempire. Nel caso che qualcuno sia rimasto fermo, sono loro a completare i puntini della frase: “Se poi funziona e ci abituiamo così tanto ai tecnici, come facciamo a tornare ai politici?”.

Saviano ha necessità e urgenza di ripresentarsi come interprete del sentimento dei giovani lontani dalla politica. Sui suoi profili social (Twitter e Facebook) utilizza un linguaggio cauto, evocativo, quasi didascalico. La sua assenza dall’Italia per sei mesi era stata bacchettata da qualche osservatore come una “fuga” in America. Per evitare di far passare il messaggio “ora ritorno sul carro del vincitore”, Saviano mescola un po’ di pragmatismo anglosassone, così da giustificare il suo soggiorno a New York. Di fatto – è ciò che sta dietro le sue frasi – non si è trattato di fuga ma di un periodo di studio e confronto. In verità ha potuto rifiatare rispetto alle stringenti misure di protezione a cui è sottoposto in Italia.

Tanto è vero che i giovani di Zuccotti Park l’hanno chiamato a parlare come interprete dell’Italia che reagisce alle mafie. È una sorta di patente di fedeltà alla causa, la sua. Un master preso sul campo della protesta americana, laddove gli indignati sono ferocemente determinati e abili nella comunicazione “al punto – testimonia Saviano – da mettersi in fila ordinatamente per farsi arrestare” (e qui scatta il paragone implicito con le proteste di piazza San Giovanni a Roma, dove i black bloc misero a ferro e fuoco mezza Capitale).

Per sostenere la causa che Monti vada sostenuto anche oltre il suo mandato naturale, lo scrittore rilancia il tema “la politica dovrebbe essere visione”. Ottimo per i visivi e utile invece per i cinestesici ‘concreti’ il passaggio quando aggiunge “è come nella vita: progettualità, costruzione, non soluzione immediata”.

L’ossessione per le mafie

Chiudo con alcuni riferimenti che Saviano – sempre spalleggiato dall’amico e ammiratore Jovanotti – porta di se stesso. Del suo brand personale.

“Così elegante sembri un boss” gli dice (divertito per il doppio senso) il cantante. “Ho cercato di essere più presentabile” risponde Saviano. Qui torna ancora il tema dell’auto-immagine di persona “impresentabile”, che alla fine si rifà all’unico modello che gli incute ribrezzo (e forse ammirazione): il boss!

C’è un po’ di ossessione – lo confessa lui stesso – nella simbiosi con il tema delle mafie. Va bene che per rafforzare il personal branding occorre essere super-specializzati. Ma in qualità di grande esperto di criminalità organizzata, Saviano ci racconta che per lui le mappe delle città nel mondo non sono quelle turistiche, bensì quelle delle bande di quartiere.

Sempre in tema look, ecco il riferimento alle scarpe consumate camminando per New York (messaggio implicito: qui in Italia non posso fare nemmeno un passo da persona libera).

L’unico modo per vincere

In chiusura Saviano mi ha strappato un sorriso amichevole. Si parla della crisi che ha falciato posti di lavoro, speranze, fiducia nel futuro. Lo scrittore si ribella a questa immagine di rassegnazione e porta il paragone di se stesso, partito senza aiuti da un paesino in provincia di Caserta. Che è emerso dal nulla grazie alla forza delle sue parole. La parola al centro. La parola scritta, la parola urlata e persino sussurrata. “Questa crisi è un’occasione – ha detto – è inutile inseguire un lavoro sicuro. Quello schema non esiste più, ce l’hanno tolto da sotto gli occhi. Tanto vale fare quello che uno sente, trasformare le proprie passioni in una professione, in un mestiere. Saremo più convincenti, staremo meglio. È l’unico modo per vincere”.

Bravo Roberto.


Saviano: «A New York per sfuggire dalla cattiveria»

La puntata delle Invasioni Barbariche

Se vuoi approfondire questi temi, leggi anche:
La Pnl applicata al discorso di Mubarak

La comunicazione persuasiva di Giuliano Ferrara

Le mille puntate del processo di Biscardi: un record di marketing tv

Ti chiederai perché un blog sulla comunicazione efficace e persuasiva debba parlare di Aldo Biscardi. La risposta è semplice: se sei un consulente di internet marketing, o sei interessato a far crescere il tuo personal brand, allora nella galleria dei casi di studio non può mancare la storia dell’inventore del Processo del Lunedì, di un personaggio televisivo così celebre nel mondo da essere di recente entrato (nientedimeno che) nel Guiness dei Primati…!!

Sgub inventato? Neanche per sogno. Ecco il comunicato ufficiale:

“Siamo lieti di confermare ufficialmente – si legge nella certificazione del record – il nuovo Guinness World Record per il titolo di più lungo programma TV sportivo, attualmente in onda, con lo stesso presentatore. Aldo Biscardi (Italy) ha presentato il programma sportivo Il Processo di Biscardi (inizialmente Il Processo del Lunedì) adesso alla sua 32esima edizione, dal 12 settembre 1983. Fino al novembre 2011, Aldo Biscardi ha presentato il programma per 28 stagioni consecutive, presente 996 volte su 997 totali, con una media di 2.5 ore di diretta in onda ogni lunedì sera”.

La sua strategia è una perfetta operazione di marketing personale. Aldo ha scovato una nicchia decisamente redditizia (i tifosi di calcio italiani), uno scenario familiare (la struttura di un Bar dello Sport), una modalità stimolante e istituzionale (il clima da processo), una serie di strumenti che lo hanno distinto dalla concorrenza (la supermoviola, le bombe di mercato).

Ma soprattutto ha sdoganato l’opinionista ultras, ha tolto la maschera di finta neutralità a molti giornalisti sportivi che da sempre si battono – sotto il mantello dell’ufficialità professionale – in favore della loro squadra del cuore. Leggi tutto

Che c’entrano Monti e Berlusconi con Grinzane Cavour?

Nella comunicazione efficace, uno dei passaggi chiave è la delicata arte della ristrutturazione. L’esempio più conosciuto è quello del bicchiere d’acqua mezzo pieno. O mezzo vuoto. Dipende ovviamente dal punto di vista, dal fatto che tu sia ottimista o pessimista.

Ristrutturare significa ri-strutturare la percezione dell’altra persona, in modo che veda la situazione diversamente. Per fare questo, è importante essere capaci di vedere attraverso la cornice attuale di chi ti sta di fronte. Una cornice di riferimento che tu stesso devi condividere. Queste le domande:

  • Sei in grado di capire come sta percependo la situazione?
  • Sai assumere il suo punto di vista?
  • Sei capace di porti lo stesso tipo di domande che si sta ponendo?
  • Sei in grado di sentire ciò che sta sentendo?

Le ristrutturazioni sono fondamentalmente di due tipi: di contesto e di contenuto. Lo stesso contenuto – perché sia efficace – deve sapersi adattare ai diversi contesti. Oppure se è il contenuto a rimanere integro, dovrà essere la cornice ad adattarsi affinchè lo scambio sia proficuo per entrambi.

Prendiamo un esempio facile: Silvio Berlusconi. Il nostro ex premier è molto abile sia a ristrutturare se stesso (anche se in rari momenti, riesce a vedere le conseguenze positive di adattarsi a contesti formali) che la cornice (una sconfitta elettorale può essere letta e interpretata in mille modi, anche con risvolti utili). Leggi tutto

Obama, Hillary, Cameron: chiedimi se sono felice?

Mi scuso con te se non riesco ad aggiornare questo blog come vorrei. Il tempo è sempre tiranno, specie in periodi di grande semina professionale come questi.

In queste settimane sto approfondendo un lavoro di ricerca e studio per quanto riguarda il personal branding e la comunicazione efficace sul web. Molte persone che incontro, o mi contattano, mi raccontano le loro difficoltà nel barcamenarsi con la promozione di se stessi e delle loro attività.

Sappiamo che la Rete può essere un grande alleato a patto di conoscere le regole di base per presentarsi in maniera unica, coerente ed efficace. Il punto è che non è sempre facile valorizzare se stessi e le proprie capacità per creare un marchio, una garanzia di fiducia e di valore da offrire a chi entra in contatto con noi.

Una delle cose che ripeto spesso nelle consulenze e nelle sessioni di coaching – oltre al fatto di farsi allenare da un professionista della comunicazione – è quella di prendere spunto dall’attualità. La politica, le imprese, il mondo in generale è ricco di esempi di comunicazione efficace. È importante mettersi in ascolto, capire gli obiettivi che stanno dietro i messaggi persuasivi e le modalità con cui queste persone si rivolgono a determinati target, spesso anche molto settoriali. Leggi tutto

Oggi ho deciso di autopromuovermi

Sarà l’aria del corso di Anthony Robbins – che sto per andare a frequentare in quel di Rimini – sarà la nuova stagione professionale che ho iniziato a intraprendere, fatto sta che oggi ho deciso di fare un po’ di autopromozione, di personal branding di me stesso (uso privato del mezzo privato…!!).

Questo anche per soddisfare la richiesta di molte persone che incontro, e con le quali si generano delle buone intese in termini creativi e professionali. Persone che, sapendo il mio background di giornalista e di trainer nel campo della formazione, vogliono sapere qual è la mia idea imprenditoriale e perché mi sto iniziando a muovere nel settore della crescita personale e del coaching legato alla comunicazione.

Da tempo lavoro come consulente per una web agency di Roma, ottima esperienza grazie alla quale ho acquisito una buona conoscenza delle dinamiche aziendali e della comunicazione in Rete, fattore questo strategico per qualunque organizzazione si muova sul mercato. Entrare nel vivo di una redazione web, anche quando si occupa di comunicazione aziendale invece che di informazione e di cronaca, l’ho sempre ritenuto un arricchimento professionale e culturale. Leggi tutto

Come si propagano opinioni, idee politiche e commerciali

Per la professione che svolgi – e per rendere vincente il tuo business – può esserti molto utile sapere che la comunicazione avviene a “ondate”. Non è una tesi nuova in assoluto, ma è stata ben ripresa da uno studio compiuto dall’Università Carlos III di Madrid in collaborazione con Telefónica.

Per un periodo di undici mesi, i ricercatori hanno analizzato 9 milioni di chiamate, un volume di traffico telefonico svolto da 20 milioni di persone (circa il 30% della popolazione spagnola), scoprendo che la gente comunica a cascate o raffiche.

Quando comunichiamo si alternano due stati: quiete e tempesta. Ed è con le tempeste che le informazioni viaggiano più veloci. E questo vale anche per opinioni, idee politiche, pettegolezzi e informazioni commerciali.

Nell’articolo di Elisabetta Curzel sul Corriere della Sera viene spiegato più in dettaglio cosa si intende per:

  • ondate e silenzi
  • ritmi veglia-sonno
  • economia dell’attenzione
  • effervescenza e silenzio

E in chiusura si affiancano questi meccanismi all’esplosione della “primavera araba”.

Buona lettura   :-)

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Personal Branding per far crescere il tuo valore